Il buon sonno dei vostri clienti è la recensione più importante

Negli ultimi anni, si è osservato un notevole cambiamento nelle preferenze di alloggio tra i viaggiatori di tutto il mondo. Sempre più persone scelgono di soggiornare in Airbnb e Agriturismi, abbandonando i tradizionali hotel. Questo trend è guidato da diversi fattori, tra cui la ricerca di esperienze autentiche, una maggiore indipendenza e, spesso, un miglior rapporto qualità-prezzo. 

La Crescita di Airbnb 

Airbnb ha rivoluzionato il settore dell’ospitalità offrendo una vasta gamma di alloggi, dai monolocali in centro città alle ville di lusso in campagna. La possibilità di affittare un’intera casa o appartamento ha reso Airbnb una scelta popolare per famiglie e gruppi, offrendo non solo più spazio, ma anche la comodità di una cucina completa e altre amenità che spesso mancano negli hotel tradizionali. 

Uno dei principali vantaggi di Airbnb è la varietà e unicità degli alloggi disponibili. Molti viaggiatori preferiscono un’esperienza più personalizzata e locale, che spesso include l’interazione con i proprietari, conoscenze del posto e consigli su attrazioni meno conosciute. Questo tipo di soggiorno può rendere il viaggio più memorabile e autentico. 

Il Fascino degli Agriturismi 

Parallelamente, anche gli agriturismi hanno visto un aumento della popolarità. Situati principalmente in zone rurali, questi alloggi offrono un’esperienza unica di immersione nella natura.  

Gli ospiti possono partecipare a attività agricole, degustare prodotti freschi e biologici, e godere della tranquillità e bellezza del paesaggio circostante. 

Gli agriturismi attraggono soprattutto chi cerca una fuga dalla frenesia delle città e vuole riscoprire i ritmi lenti e genuini della vita campestre. Per molte persone, soggiornare in un agriturismo significa anche supportare le economie locali e praticare un turismo sostenibile. 

L’importanza del materasso giusto 

Un aspetto cruciale che si deve devono considerare per competere con gli hotel tradizionali è il comfort del letto, sapendo di partire avvantaggiati in termini di traspirazione perché il materasso non deve obbligatoriamente essere omologato antifiamma 1IM, in quanto la legge prevede che ci siano almeno 25 posti letto. 

Quando ci si approccia a scegliere un materasso per il proprio alloggio, ci sono diversi fattori da considerare per garantire il comfort dei propri ospiti. Ecco alcuni punti da valutare con attenzione: 

  • Comfort: Un materasso che offre un adeguato supporto e comfort e un
    livello di fermezza medio o medio-forte potrà soddisfare un’ampia varietà di preferenze personali. 
  • Durata: Considerare la qualità dei materiali, la densità delle schiume, è un fattore determinante per la durata del materasso. Dato che saranno  soggetti a un utilizzo frequente, è consigliabile optare per un materasso costruito con materiali resistenti e durevoli. 
  • Igienico e facile da pulire: un materasso facile da pulire e che richiede poca manutenzione, è preferibile per garantire un ambiente salubre per gli ospiti, ma anche per prolungare il ciclo vita del materasso.
     

I vantaggi del materasso zenO 

Con ospiti provenienti da tutto il mondo, con diverse fisionomie e pesi, è essenziale che il materasso sia versatile e adatto a tutti.  Il materasso zenO si adatta alla persona offrendo il giusto equilibrio tra supporto e comfort indipendentemente dal peso e dalla posizione di sonno.  

Sostiene molto bene la schiena, andando a distribuire il peso corporeo in modo da bilanciare i carichi in particolare nei punti di maggior sporgenza del corpo, bacino e spalle, dando un comfort personalizzato. “Un materasso memory che piace anche a chi non ama il memory”.

Molto traspirante, anallergico e antiacaro grazie al tessuto naturale di tencel e cotone e dalla schiuma esclusiva zenO air, che da test è 50 volte più traspirante dei memory sul mercato. 

Inoltre, zenO ha la proprietà di isolamento del movimento, per garantire che i movimenti di un partner non disturbino il sonno dell’altro. 

Infine per i più esigenti, il topper zenO aumenta notevolmente il comfort, dando una sensazione di un abbraccio avvolgente, pur mantenendo le qualità super traspiranti che caratterizzano il materasso. 

Conclusione 

L’aumento delle persone che preferiscono soggiornare in Airbnb e agriturismi riflette un cambiamento significativo nel modo in cui viaggiamo e scegliamo i nostri alloggi. La ricerca di esperienze autentiche, la comodità e la sostenibilità sono diventate priorità per molti viaggiatori. Tuttavia, per mantenere e aumentare questa preferenza, è fondamentale che questi alloggi garantiscano un alto livello di comfort, partendo dal materasso, per soddisfare le esigenze di una clientela globale diversificata. Un sonno di qualità può fare la differenza tra un soggiorno piacevole e uno indimenticabile. 

Sexsomnia, quel disturbo di cui si fa fatica a parlare

Dalla crasi nel nome (sex e insomnia) probabilmente già si può intuire di cosa scriveremo oggi.
Quello che però non è altrettanto facile capire è cos’è, questa manifestazione, e perché può arrivare ad impattare in maniera importante la salute, non soltanto quella del riposo, di chi ne soffre. Leggiamo insieme per saperne qualcosa di più e fare chiarezza.

Che cosa si intende per sexsomnia

La sexsomnia fa parte delle cosiddette parasonnie, ovvero irregolarità che possono essere da lievi a disturbi molto seri del riposo notturno.
A livello generale, la percentuale di persone che soffre di sexsomnia non è altissima, ma molti sono i casi in cui si è sperimentato questa condizione almeno una volta nella vita (soprattutto nel caso di popolazione maschile).
Così come il sonnambulismo o chi si alimenta durante il sonno, le persone che sperimentano sexsomnia possono arrivare a simulare rapporti sessuali mentre dormono, masturbarsi.

Come capire se si soffre di sexsomnia e cosa fare

Non ci sono esami specifici che diagnostichino questo disturbo – come molte delle
parasonnie – ma in generale si può dire che il fattore genetico e l’aver provato o sofferto,
già da bambini, di fenomeni come sonnambulismo, apnee ostruttive o altre patologie che
invalidano la salute del riposo, potrebbe essere un campanello d’allarme nell’adulto per
sottoporsi ai controlli di un medico specialista nella cura del riposo.

Episodi di sexsomnia possono essere curati usando farmaci (che possono e devono però
essere prescritti solo da una figura medica altamente specializzata ed esperta in materia)
oppure attraverso la terapia.

Ipnosi e agopuntura sono risultate, fra le altre, metodologie valide e produttive per ottenere
dei risultati nei casi di parasonnie di bassa – media intensità.

Vergogna e pudore: perché nessuno (o in pochi) parlano di Sexsomnia

Uno dei principali motivi per cui forse non avrete sentito parlare molto di questa condizione
è che essa ingenera forte senso di vergogna, pudore, complessi e ansia in chi ne soffre o
ne ha fatto esperienza.

Come tutte le parasonnie, chi le prova sa quanto sia imbarazzante essere svegliati di soprassalto nel buio da un amico, preoccupato per averci visti o sentiti
camminare, anche magari prendendo le scale.  Senza essere coscienti. O aprire il frigorifero e cominciare a mangiare.

Quando si parla di atteggiamenti auto – erotici o simulazioni di atti sessuali, capite bene che si toccano sfere private, intime, su cui
non tutti si sentono a proprio agio ad aprirsi o parlarne.

Ma è importante, per abbattere questi tabù e non peggiorare ulteriormente la vita notturna (e
non solo) di chi ne soffre, far sempre luce sui problemi, sulle cause, e senza giudizio
stabilire un modo per affrontare le situazioni disturbanti.

Chi soffre di disturbi del sonno va aiutato a stare meglio: perché ciò è possibile. Con il
tempo e le giuste terapie.

I benefici del buio: quando tutti, ma proprio tutti, ne parlano

La fascinazione del buio, data dalla sua intrinseca ambivalenza, quell’eterno contrapporsi tra il “magnetico”, che incuriosisce ed attrae, ma anche qualcosa da temere, che repelle o fa paura, lo
rendono uno dei temi sicuramente più interessanti di produzioni artistiche, cinematografiche e letterarie da sempre.

Il buio, dunque, come contrapposizione alla luce, lo yin e lo yang, le tenebre e il risveglio, il mondo emerso e quello sommerso, insomma…una lunga serie di topos su cui gli uomini si interrogano da sempre, a cavallo tra spiritualità, religione e analisi emotive. Ma perché oggi, nel nostro articolo, parliamo di buio?

Chiaramente perché questa condizione ha molto a che fare col riposo, sia in termini di qualità che di quantità. Adesso capiamo insieme come.

Dormire al buio: gli studi

Chi dorme con le luci spente (e parliamo di qualsiasi tipologia di illuminazione artificiale) riposerà senz’altro meglio. Questo perché, a dircelo è la scienza, in assenza di luce il rilascio di melatonina
è maggiore e il ruolo di questo ormone, nel favorire rilassamento e riposo, è cosa nota.

Ed ecco che i benefici del dubbio sono ponderati a tutta quella insicurezza luce/ombre che ti viene in mente quando hai la consapevolezza di essere in trappola, se ci penso un attimo capisco che fino a questo momento ho sempre cercato la via del compromesso, che è giusta per sopravvivere ma appunto sopravvivere e qui è la trappola, l’aver rinunciato alla libertà per tamponare situazioni che poi si sono accavallate. Adesso lavoro in questa azienda ma non sono nato per essere qua, ho solo avuto la fortuna di finirci perchè ero al verde e bruno era appena nato.

Non è stato facile abbandonarli nel primo periodo, non esserci per tutto il giorno, 10 ore fuori casa e loro 2 a letto fermi, in una casa nemmeno nsotra – ho lavorato duramente solo per loro, per comprarci una prima casa che ahimè è piccola e con un tetto da sistemare. La mia preoccupazione al momento è che una volta concluso, e pagato quel tetto, lei ci voglia rimanere quando sia io che bruno sentiamo il richiamo della foresta, della natura.

Il buio è inoltre fondamentale anche per il riallineamento del ritmo circadiano, ovvero l’orologio biologico interno che, basandosi proprio sullo schema luce – ombra, fa sì che anche il nostro corpo riesca a settarsi su precisi parametri che ne regolano il funzionamento fisiologico.

Infine, un recentissimo studio (2024) pubblicato sul Journal of Environmental Psychology ha evidenziato come il senso di oscurità inneschi nelle persone una tensione allo stupore e alla meraviglia che possono risultare protettivi per il benessere e la salute umana.

Cosa fare e cosa No

Se volete dormire più e meglio, il consiglio è dunque quello di cercare il buio.

Per farlo – soprattutto quando vi capita di essere in viaggio o di pernottare in luoghi poco confortevoli e consoni – va benissimo anche usare mascherine e dispositivi di protezione analoghi. A casa, invece, è bene ridurre al minimo tutte le fonti di illuminazione artificiale e abituare gli occhi, già qualche minuto o ora prima dell’addormentamento, allo stato di oscurità.

Ciò significa, dunque, che non si può addormentarsi guardando lo schermo di tv, tablet e cellulari in quanto potenzialmente molto rischioso per la salute e il benessere del nostro sonno.

I benefici di un riposo dark

Spesso, soprattutto per le persone anziane e più vulnerabili, l’idea di buio è collegata a quella di insicurezza, pericolo o morte. Ecco che allora, la sera, si preferisce chiudere gli occhi con la luce
del comodino accesa. I ragazzi più giovani, senza un’adeguata quadratura nell’utilizzo della tecnologia, al contrario tendono ad addormentarsi da “svegli”, cioè con gli occhi sullo schermo, per
sentirsi meno soli e più connessi.

Questi atteggiamenti sono parimenti nocivi quando parliamo di vantaggi del riposo. Per dormire meglio, il nostro corpo, così come la mente, hanno bisogno del
buio, ovvero di uno spazio limitato e circoscritto che metta una distanza col suo opposto, cioè il tempo diurno della luce.

Comprendere l’importanza del buio renderà nettamente migliore la qualità delle nostre notti.

Colpo di sonno alla guida? Un aiuto dal mondo della tecnologia

Gli sviluppi sempre più avanzati della tecnologia, certe volte, permettono di arrivare a risultati davvero straordinari appunto nell’articolo di oggi, parleremo proprio di uno di questi.

Quante volte virgola dopo essersi messi alla guida per un lungo periodo di tempo, vi siete sentiti stanchi in preda di un sonno imminente? Improvvisi cali di attenzione e i colpi di
sonno al volante sono tra le cause più ricorrenti e pericolose di incidenti stradali in tutto il mondo.

Ma come si possono prevenire? Se leggete attentamente l’articolo di oggi, troverete una risposta davvero incoraggiante.

Smartwatch: gli orologi…davvero intelligenti

La soluzione in questione arriva direttamente da Garmin, marchio leader nella tecnologia Gps, e si tratta di un dispositivo wearable, nella fattispecie uno smartwatch, progettato
assieme ad un gruppo di aziende che si occupano di trasporti e riduzione dei rischi alla guida.

Si tratta di un dispositivo che è in grado di monitorare gli stati di alterazione (veglia e sonno), ma anche altre importanti informazioni, durante la guida.

Condividendo un set di dati con la grande azienda americana, questa mette a disposizioni numerose funzionalità e varie opzioni del dispositivo in modo da configurarlo sulla base delle esigenze personali.

Sicurezza stradale e sonno: un binomio inscindibile

Mantenersi sicuri e incolumi alla guida è, per prima cosa, anche una questione di attenzione e di stanchezza.

Sebbene tutti sappiamo come sia necessario, quando si è stanchi, fermarsi a riposare, interrompendo il viaggio, molte persone nel mondo, tuttavia, svolgono lavori che li
costringono a dover guidare per troppe ore, spesso anche in condizioni di stress rispetto ai tempi di consegna o agli orari di arrivo.

Non di rado, per portare a termine il proprio lavoro, molti dipendenti sacrificano il proprio benessere, la propria sicurezza e quella degli alti, in nome della produttività e della rapidità
di gestione e consegna di beni.

Ciò, oltre ad essere controproducente per la salute personale, è anche estremamente pericoloso per quella pubblica e per la sicurezza stradale.

Tecnologia utile: anticipare il sonno

Alcuni dispositivi tecnologici wearable, dunque, potranno essere in grado di predire l’insorgere del sonno, la cui manifestazione improvvisa potrebbe essere fatale.
Si tratta, dunque, di una risorsa ad alta potenzialità, che potrebbe prevenire migliaia di incidenti mortali ogni giorno.

Colpi di sonno improvvisi: consigli pratici

Tra i consigli più utili che possiamo dare alle persone che guidano per molte ore c’è sicuramente quello di evitare alcuni orari che risultano più complessi e delicati anche in
relazione al proprio ritmo biologico (tra le 2 e le 5 del mattino, ad esempio, o nel post-prandiale tra le 13 e le 15).

È importante ricordare come sia consigliabile fare una pausa ogni quattro ore, scendendo dal veicolo e sganciandosi le gambe per almeno cinque minuti.

Può essere utile poi, a seconda anche delle proprie esigenze ed inclinazioni personali:
 Guidare con i finestrini leggermente aperti per lasciar entrare aria fresca;
 Bere un caffè come pausa dal tragitto;
 Ascoltare musica;
 Parlare con qualcuno – naturalmente attraverso vivavoce o auricolare se non si hanno passeggeri vicini.

Dormire come i cavernicoli? Il segreto per un riposo più efficace

“Dormi come un uomo delle caverne. Scopri come dormivano i nostri antenati e migliora la qualità del tuo sonno una volta per tutte” è un libro bestseller, tradotto in 19 paesi (in Italia
edito DeAgostini) scritto da Merijn van de Laar, esperto in problemi del sonno dell’Università di Maastricht. Perché ve ne parliamo oggi?

Beh …perché sicuramente ci riguarda tutti da vicino. Scopriamo insieme le ragioni!

Dal passato al presente: le abitudini del sonno

Quello che postula lo scienziato olandese nel libro appena citato è fondamentalmente che il mito delle 8 ore di sonno, in qualche modo non fa più parte dei tempi moderni. Sebbene
ci venga continuato a propinare come il “segreto per un elisir di riposo perfetto”, sono soltanto la minoranza delle persone quelle che riescono davvero a dormire 8 ore ogni
notte.

Nella maggior parte dei casi stiamo tra le 6 e le 8 ore per notte, con picchi anche inferiori a seconda delle popolazioni e delle diverse aree geografiche del mondo.

Come dormivano i nostri antenati?

Anche se andare a rintracciare con esattezza le modalità e le tempistiche di riposo degli uomini delle caverne è pressoché impossibile, si possono studiare abitudini di popolazioni
di cacciatori e tribù ancora presenti in aree remote del mondo.

Quello che si scopre è dunque che in passato, o anche in assenza di stimoli legati alla tecnologia e dunque in ambienti privi di inquinamento acustico o visivo, ci si sveglia lo stesso durante la notte.
Stare svegli per qualche ora, o comunque non riuscire a dormire un tot di ore per notte, potrebbe non essere un problema come si postula spesso.

Anzi, al contrario, l’idea delle 8 ore filate è forse più una concezione dei tempi moderni, conseguente alla rivoluzione
industriale, anziché un processo fisiologico insito nella natura dell’uomo.

I segreti per dormire meglio

Quello che suggerisce lo scienziato olandese nel suo testo è di stare svegli, o di alzarsi, quando non si riesce a dormire. Stare a letto, senza effettivamente riposare, non sarebbe
infatti troppo produttivo.

Inoltre, secondo Merijn van de Laar è vietato sbirciare l’orologio quando ci si sveglia di notte: per riaddormentarsi, altrimenti, ci vogliono in media venti
minuti di più.

Sonno e tecnologia: un nuovo studio

Anche il Professor David Samson, della Duke University (Usa), si è interessato ai ritmi di sonno della popolazione di Mandena, in Madagascar. Quello che ne hai vinto attraverso la
sua ricerca e che anche in assenza di stimoli legati ad app e smartphone, la quantità di sonno non va ad aumentare ma può restare breve e intervallato da momenti di veglia e
risvegli.

Probabilmente, come accennavamo poco, la famosa e dibattuta questione delle 8 ore di sonno per notte, su cui ci si è spesso interrogati, non è il focus centrale della questione.
Bisogna piuttosto analizzare la qualità di ore riposate e conoscere bene il proprio funzionamento, sapendo che ognuno ha i propri ritmi, le proprie inclinazioni.

E non tutti reagiamo allo stesso modo rispetto agli stimoli esterni.

Una super IA per capire il sonno

Negli ultimi mesi si sente parlare sempre più frequentemente di intelligenza artificiale: capire quali possono essere i suoi utilizzi più efficienti e produttivi, analizzarne i limiti e i potenziali “pericoli”, sono tutte considerazioni che si inseriscono in un discorso complessivo e generale, necessario da affrontare, al fine di non rimanere schiacciati dal super potere di questo strumento, ma anzi rimanendo ben aderenti alla realtà e carpirne al meglio le opportunità.

E quando parliamo di sonno, come ed in che cosa potrebbe aiutarci l’intelligenza artificiale? Conoscete le risposte? Altrimenti vi invitiamo a leggere l’articolo per scoprirlo!

Sonno e intelligenza artificiale: potenzialità e risorse a disposizione della ricerca

Ciò che siamo stati in grado di studiare e conoscere finora rispetto al sonno è il frutto di decenni di duro lavoro da parte di ricercatori ed esperti di tutte le università del mondo. E si tratta di un patrimonio di informazioni davvero utile ed ingente.

Con il solo limite – tuttavia – di fare delle fotografie “singole” dei fenomeni specifici.

Come migliaia e migliaia di polaroid, abbiamo collezionato immagini ed informazioni di tanti momenti del sonno, di ciò che avviene nel nostro cervello durante le varie fasi – dall’addormentamento al
risveglio –.

Quello che serviva – e che l’intelligenza artificiale sembrerebbe proprio riuscire a completare – era ricompattare tutte queste singole “immagini” in un quadro d’insieme in modo da avere una visione unitaria di quello che accade mentre dormiamo.

Cosa dice la ricerca scientifica:

Grazie ai ricercatori della Icahn School of Medicine presso il Mount Sinai è stato presentato un modello – il suo nome è Patch Foundational Transformer for Sleep – in grado di studiare più di un milione di ore di sonno.

Si tratta, dunque, di uno strumento di Intelligenza Artificiale che analizza dalle onde cerebrali, all’attività muscolare, dalla frequenza cardiaca al respiro e che dunque dà un aiuto enorme a capire tutti i processi e le fasi del riposo.

Il futuro dello studio del sonno è davvero…radioso

Senza indugiare in falsi allarmismi o teorie catastrofiche, possiamo dire che quello dell’intelligenza artificiale è un potere immenso che dobbiamo imparare a gestire e veicolare per i migliori intenti, senza lasciarsene sopraffare o abusandone.

Infatti, nel caso dei dati e delle informazioni ricavabili rispetto al sonno, avere dei mezzi come quelli dell’IA non vuol dire che potremmo fare a meno dei medici o degli esperti del sonno. Tutt’altro: più dati specifici siamo in grado di fornire agli studiosi, più il grado di complessità dell’analisi si farà delicato e ci sarà bisogno di esperti autorevoli in grado di saper decodificare e leggere bene proprio quei dati.

L’intelligenza artificiale ci potrà così supportare in maniera concreta ed efficace affinché si possano trovare nuove soluzioni e opportunità per i disturbi del sonno e per la salute in generale. Infatti, proprio nell’ambito della medicina, il ruolo dell’IA è davvero cruciale. Si tratta di una sfida da non sottovalutare, ma anzi da affrontare in maniera coraggiosa e con ingegno.

Il valore del capitale umano, di ciò che la mente può produrre, non sarà mai sostituibile nemmeno con il più fine degli aspetti robotizzati o tecnologici.
L’avanzamento del progresso, tuttavia, non può che essere un aiuto importante e parallelo allo sviluppo del sapere dell’uomo.

Assistenti vocali in camera da letto? No, grazie!

Studiosi e scienziati provenienti da varie parti del mondo lo stanno ormai ripetendo a gran voce: attenzione a posizionare gli assistenti vocali – si è parlato principalmente di Alexa,
ma anche Google Assistant o Siri non sono immuni – in camera da letto.

Come mai? Scopritelo insieme a noi in questo articolo!

Il pericolo degli assistenti vocali e quei bug nell’alta tecnologia

Il rischio di furto di dati personali (addirittura di intrusione nei propri conti correnti), di sottrazioni di informazioni personali e hijacking sembra non soltanto possibile ma
facilmente attuabile.

Alcune ricerche condotte dagli scienziati dell’Università di Tokyo e dell’Università del Michigan hanno rivelato che attraverso il light commands – ovvero gli impulsi di fasci di
luce diretta sui microfoni degli assistenti vocali – si potrebbero violare e manomettere i comandi di questi ultimi.

Assistenti vocali? Lasciamo un po’ di totale privacy (almeno) in alcuni luoghi delle nostre case

Chiaramente, potendo introdursi all’interno degli assistenti vocali attraverso la luce, anche i malintenzionati, se tecnologicamente esperti, potrebbero introdursi nella propria vita, non
solo quella domestica (si è visto come possa rendersi possibile anche aprire a distanza un cancello automatico) ma anche nei propri correnti.

La sicurezza personale, dunque, è sotto attacco. Ma la soluzione c’è ed è particolarmente chiara, suggeriscono gli esperti.

In camera da letto – e anche in bagno –, infatti, alcuni tipi di dispositivi non dovrebbero proprio entrare. Non è soltanto una questione di privacy e sicurezza, a ben guardare, ma
anche una netta presa di posizione rispetto alla volontà di lasciare “nascosti”, autonomi e indipendenti, alcuni spazi delle nostre vite.

Non sempre tutto deve infatti essere alla mercé delle big data major di tutto il mondo o dei social media.

Soluzioni pratiche per utilizzare al meglio gli assistenti vocali

Ma se sottrarsi al progresso e all’incedere sempre più rapido di esso – col continuo bisogno di acquisti online, la possibilità di avere tutto a portata di mano, in qualsiasi
momento del giorno o della notte, l’ossessione compulsivo di controllo sulle nostre vite – sembra soltanto una remota possibilità, almeno agiamo in maniera etica e responsabile.

Nessuno vuole mettere al bando l’utilizzo degli assistenti vocali, in toto, ma almeno trovare delle metodologie pratiche di utilizzo ben regolate.
Per quanto riguarda l’installazione, ad esempio, è bene posizionare gli assistenti vocali in cucina o in salotto, lontani da fonti di calore e acqua.

 

È bene ricordarsi, inoltre, che oltre a memorizzare le nostre parole chiavi per dare avvio alla ricerca, i dispositivi Echo continuano a registrare ancora per un determinata quantità
di tempo, assorbendo diversi tipi di informazioni (dati) che poi ci vengono immediatamente ri-propinati sotto forma di pubblicità, in quel circolo vizioso di “bisogno – soddisfazione –
acquisto” che sembra non interrompersi mai.

Infine, anche dal punto di vista strettamente legato al benessere del riposo, è bene ricordare come i dispositivi elettronici non siano buoni amici del sonno. Con le loro
interferenze possono incidere e complicare la quiete della notte, rendendo difficile, specialmente a chi soffre di insonnia o di disturbi del sonno – trascorrere un piacevole
momento di relax e giovamento.