Le spedizioni riprenderanno regolarmente a partire da lunedì 7 settembre.

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Le peggiori città italiane per il sonno

Dormire bene è un diritto: ci svegliamo riposati, affrontiamo la giornata con energia e manteniamo il benessere fisico e mentale.
Eppure, non tutte le città italiane ci concedono questo lusso.

Vediamo insieme quali realtà urbane mettono a dura prova il nostro riposo notturno.

1. Brescia – la “capolista” del sonno disturbato

È Brescia a risultare la città italiana dove si dorme peggio, secondo uno studio che ha coinvolto 30 comuni italiani. Brescia ha ottenuto solo 21/100 per la qualità dell’aria, è ricoperta da appena il 34% di aree verdi e risulta tra le più rumorose e illuminate di notte.

A queste condizioni, alzarsi stanchi è praticamente un obbligo, anche se siamo dotati del miglior materasso del mondo.

2. Milano – città viva, ma invischiata nel sonno

Segue Milano, al secondo posto tra le città peggiori in cui riposare. L’inquinamento acustico e luminoso è tra i più alti (58/100), mentre la qualità dell’aria è bassa (23/100) e la presenza di verde è limitata al 38% del territorio urbano.

Tra metropolitana, traffico, luci a mille e connessione super-veloce, la tentazione di restare svegli a scorrere social o lavorare fino a tardi è fortissima.

3. Torino – smog e insonnia: un binomio reale

Anche Torino si classifica molto male: punteggio qualità dell’aria paragonabile a Milano o, peggio, spesso al di sotto della media nazionale, ed elevata esposizione a PM10 e NO₂.

Reddit commenta come “Torino risulta all’ultimo posto nelle sezioni NO₂ e PM10” in un’analisi ambientale, confermando una scadente qualità dell’aria urbana. Rumore, smog e città in “scodella” rendono il sonno meno rigenerante di una sveglia alle 4 del mattino.

4. Bologna e Monza – sussulti notturni

Nella classifica delle peggiori secondo lo stesso studio, Bologna e Monza figurano anch’esse ai primi posti. Bologna ha un elevato rumore e inquinamento da luce notturna (58/100) e una qualità dell’aria mediocre (32/100), mentre Monza ha spazi verdi ridotti e alto tasso di caffeina urbana (bar ogni 100.000 abitanti). In entrambe le città siamo spesso svegliati dai clacson, dalle insegne accese e dal ritmo frenetico del tessuto urbano.

Qual è la causa? I fattori chiave

Abbiamo visto che la combinazione di inquinamento acustico e luminoso, scarso verde urbano, cattiva qualità dell’aria e connessione internet ultraveloce (che invoglia a restare svegli) compromette il nostro riposo.

Questi elementi determinano ritmi di sonno frammentati, addormentamenti rallentati e risvegli precoci, con aumento di stress e diminuzione dell’efficienza diurna.

Cosa possiamo fare (e dove dormire bene)

Scegliere un materasso di qualità è fondamentale, ma ancora più importante è l’ambiente in cui dormiamo. Se ci troviamo in una di queste città più difficili, possiamo:

  • Isolare la camera dal rumore e dalla luce: tende oscuranti, finestre insonorizzate, macchine del rumore bianco.
  • Pensare a come interagiamo con internet: ridurre l’uso serale di device aiuta a preparare il sonno.
  • Incrementare il verde anche in casa o nel quartiere: piante, balconi fioriti, pause in parchi rurali.

Insomma: se vogliamo un sonno davvero rigenerante, non basta il materasso perfetto. È il contesto che conta: meno smog, meno rumore, più verde, e magari una connessione più lenta.

Così, ci meritiamo il vero riposo, notte dopo notte.

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