Si può comprare un materasso su internet?

Il materasso su cui passerete le notti non è un oggetto di poco valore, tutt’altro: al contrario di un oggetto di arredamento o design, non si può sceglierlo solo basandosi su parametri estetici o di gradimento.
Bisogna provarlo, farne esperienza… viverlo.
Si tratta infatti di un supporto che vi accompagnerà per moltissimo tempo e – anche a livello di spesa – non è certo una scelta da affrontare a cuor leggero.
Ecco perché il tempo necessario di valutazione, la cura e l’approfondimento nella ricerca di dettagli e informazioni, sono tutti valori essenziali a cui prestar fede prima dell’acquisto.

L’esperienza e professionalità del produttore: il valore aggiunto

Affidarsi alle conoscenze di un esperto del settore del riposo diventa dunque di fondamentale importanza quando si decide di passare dal vecchio al nuovo materasso o quando si deve arredare per la prima volta la propria casa.
Oggi, a causa anche di uno stile di vita sempre più iper-connesso e veloce, molte persone si affidano a tanti siti comparativi proposti da sedicenti esperti, che puntualmente fanno classifiche dei migliori materassi, percependo un ritorno economico sotto forma di affiliazione/provvigione.
Anche nel canale dei negozi fisici non sempre è tutto oro quel che luccica, il corpo, infatti, ha bisogno di adagiarsi per almeno una notte sul prodotto che si andrà a testare: il rivenditore dovrebbe darvi le specifiche tecniche, fare un’analisi dei vostri bisogni e delle vostre caratteristiche per indicarvi il materasso ideale ma, a volte, quello ideale coincide con il prodotto… dove c’è più margine di guadagno.
Ci sono delle informazioni essenziali da sapere e capire, e non soltanto a livello di misure: la densità della schiuma, le certificazioni dei materiali, se soffrite di lievi o importanti problemi posturali, se preferite più un supporto rigido o uno leggermente più morbido… o ancora, la temperatura ed umidità media della vostra camera da letto.
Insomma, una scelta non banale ma determinata da molteplici fattori.

La prova… sul posto

Nemmeno i famosi 30 minuti di prova che spesso molti rivenditori danno la possibilità di effettuare in-store, sembrano essere davvero sufficienti per capire perfettamente se quel materasso è proprio il più giusto per voi: infatti la rete di cortesia presente in negozio potrebbe essere molto diversa da quella che userete una volta a casa, e questo parametro può ribaltare completamente il comfort percepito del materasso.
Inoltre, a parte il fattore tempo, c’è bisogno di girarsi e rigirarsi su un materasso prima di sentire la sensazione di beneficio e confortevolezza che esso ci regala.
Si può  fare la “prova del braccio”, inserendo l’arto fra la zona lombare e il materasso per testarne la durezza: se scorre con troppa difficoltà, infatti, significa che il materasso è eccessivamente morbido, al contrario, se scorre senza difficoltà il supporto è molto rigido e potrebbe risultare scomodo e inadatto sul lungo periodo.

zenO, il materasso con 100 notti di prova

Sempre più online si trovano materassi con 100 notti di prova, il materasso zenO è stato tra i primi ad adottare questa politica, con l’intento di avvicinarsi sempre più alle persone e all’esigenza della notte di prima, quella realmente definitiva per capire se il materasso è quello giusto.
Abbiamo inoltre scelto di vendere il materasso solo online e non tramite rivenditori, per evitare il prezzo nascosto di affiliazioni/provvigioni a carico del cliente finale, optando invece per progettare un materasso che fosse davvero ideale per tutti.

Caldo ed insonnia portano aggressività?

Le temperature anomale, sempre più elevate, portate con sé dall’emergenza climatica che stiamo vivendo ci sottopongono costantemente a numerose riflessioni: non soltanto dobbiamo chiederci come contribuire a ridurre l’impatto ambientale, ma anche che precauzioni è necessario prendere nei confronti di una situazione davvero critica, che nell’estate 2022, quell’attuale per l’appunto, ha visto il termometro raggiungere picchi mai sfiorati, con moltissimi casi di persone anziane e soggetti fragili messi a dura prova dall’affaticamento.
Già, perché quella del caldo non è soltanto una questione di sopportazione, di tolleranza, o di fastidio… ma si tratta di una condizione invalidante che in taluni casi può anche peggiorare le cose e costringere le persone a vivere dentro casa, con il condizionatore acceso (altro grosso problema, e per l’ambiente e per il rischio “assuefazione”) o col ventilatore sempre in funzione.

Caldo e sonno: un binomio… da incubo

Considerando che il cortisolo, ovvero il cosiddetto ormone dello stress, è il “responsabile” della regolazione della temperatura corporea, la sintesi dovrebbe venirvi automatica. Si dovrebbe capire subito, in altre parole, come fra rabbia, ansia, frustrazione e temperature eccessive vi sia una correlazione molto stretta.
Più si soffre il calore e più si tende a manifestare aggressività, intolleranza, a divenire sgarbati e irascibili.
Il punto della questione, inoltre, è legato anche al sonno: infatti se a causa delle alte temperature riposiamo meno, e in maniera peggiore, l’indomani saremo chiaramente più propensi a discutere, a prendersela con tutti e per tutto… insomma, a vivere astiosamente.
Questo però non è giusto né sano, e dunque dobbiamo porvi rimedio cercando di mettere in pratica una serie di azioni, abitudini, e certe volte adottando un vero e proprio stile di vita nuovo, prendendo in considerazione il fatto che verosimilmente le temperature non scenderanno all’improvviso nei prossimi anni, ma anzi: l’obiettivo è contenere i danni e limitarli ma scordiamoci pure di tornare indietro di 100 anni in un momento.
Dunque, se quella che stiamo attraversando è una vera e propria fase climatica nuova, dobbiamo abituarci cercando di adottare uno stile di vita più sostenibile ed equo nei confronti dell’ambiente.

Eccessivo calore: consigli utili

Il condizionatore non è sempre la panacea dei mali, ma anzi spesso porta il corpo ad abituarsi eccessivamente ad una condizione di raffreddamento coatto, generando influenze e abbassamenti di voce non appena si passa da un’ambiente esterno ad uno climatizzato in maniera rapida e continua:

  • Usate abiti freschi e in tessuti naturali.
  • Allontanate gli apparecchi elettronici, soprattutto dalla zona notte, poiché generano calore.
  • Idratatevi a sufficienza durante la giornata.
  • Non assumete alcol, sostanze eccitanti come teina e caffeina in dosi elevate.
  • Abbiate un occhio di riguardo per la dieta, soprattutto nei mesi più caldi e nei pasti serali, prima di coricarsi: bisogna consumare molta frutta e verdura, rigorosamente di stagione e fresca, eliminare i cibi grassi, troppo elaborati e gli zuccheri raffinati, poiché possono rallentare il processo di digestione o essere nocivi per diabete e colesterolo.

Il corpo, come viene spesso detto, è una macchina perfetta: data la sua complessità, quando ci sono agenti esterni – come le alte temperature – che rendono particolarmente delicate le condizioni, bisogna aiutarlo a trovare o ritrovare il suo equilibrio in maniera graduale e naturale.

Outdoor sleeping: e se tornassimo a dormire… all’aperto?

Trend del momento o abitudine da riscoprire? Solo il tempo potrà dircelo, vero è che la pratica di allestire una vera e propria camera da letto all’aria aperta sta tornando preponderantemente in voga negli ultimi mesi, complici anche le temperature da record a cui siamo sottoposti.
Eh sì, perché se l’asticella dei gradi raggiunge picchi elevati e non tutti hanno la possibilità di procurarsi condizionatori o ventilatori di ultima generazione, ecco che si può tornare a quella che era un’abitudine molto comune nei primi del ‘900, quella cioè di allestire balconi, terrazze, verande e giardini per la notte.
Si trattava, a ben guardare, di una pratica diffusa anche per impedire il contagio di infezioni e virus (vedi: tubercolosi) molto comuni in quegli anni. Negli Stati Uniti, per esempio, diventò dunque una prassi quella di portare la zona notte nelle verande delle cose, o persino sui roof-top dei grattacieli.
Il mondo orientale, poi, non era insolito a questo tipo di routine già dall’antichità: tanti, infatti, sono considerati i benefici per un riposo più sano e di qualità nel dormire all’aria aperta.

Outdoor Sleeping: pro e contro

Se il contatto con l’aria e gli elementi naturali, soprattutto per non far sì che si propaghino infezioni e virus che circolano più facilmente in spazi chiusi e affollati, è fra i lati positivi dell’espandere la propria camera da letto al giardino, c’è da dire che non tutti si trovano in una condizione abitativa tale da poter approfittare di certi vantaggi.
C’è infatti la questione dello spazio (pensiamo a chi vive nei grandi centri urbani, in appartamenti senza terrazzo o balconi) e del suono, giacché non sempre si può, a causa dei rumori provenienti dalla zona circostante o per una questione di privacy, scegliere di adibire il proprio spazio esterno a riparo per la notte.

Alternative all’outdoor sleeping: la soluzione sta… nel materasso

Se non volete optare, almeno non senza gradualità, per una soluzione più radicale come quella di allestire la vostra camera da letto in uno spazio esterno, potete focalizzare l’attenzione sul materasso: proprio da quello, infatti, parte il benessere e il sollievo del vostro riposo, soprattutto nelle calde serate estive.
Un’ottima soluzione per il rivestimento del materasso è il Tencel™, una fibra sintetica ottenuta dalla cellulosa, che cattura l’umidità corporea aumentando la sensazione di freschezza sulla pelle, anallergico e dunque ottimo per chi ha problemi con gli acari.
Partendo dal legno di faggio ed eucalipto, e subendo poi delle delicate e ricercate lavorazioni industriali, si arriva alla produzione di una fibra che ha innumerevoli vantaggi poiché regola la temperatura corporea e assorbe più umidità del cotone.
Anche le soluzioni in cotone e bio-cotone sono ottime alleate contro la calura imperante della stagione estiva: grazie alle sue estreme e performanti qualità in fatto di riduzione dell’impatto ambientale, traspirabilità e anallergicità il cotone organico è un ottimo tessuto da scegliere quando si parla di materassi.
La traspirabilità garantisce un corretto equilibrio di temperatura fra corpo e agenti esterni, permettendo al nostro corpo di dormire più serenamente e di non assorbire umidità, fattore che, specialmente per chi soffre di problemi di dolori cervicali e artrosi, può risultare estremamente deleterio.
E allora cosa aspettate? Riflettete bene sulla scelta del materasso giusto per le vostre esigenze e, se proprio siete curiosi e non potete resistere, sappiate che rimane sempre l’ipotesi… letto in giardino.

Ortosonnia: quell’ossessione per il riposo perfetto

In tempi complessi come quelli moderni, che richiedono sempre il massimo della produttività e delle performance, anche il riposo non è escluso dalla gara alla perfezione. Ecco perché negli ultimi anni si sta cominciando a parlare di Ortosonnia (letteralmente: riposo giusto) in relazione ad un tipo di disturbo che sta diventando sempre più “popolare” negli Stati Uniti, coinvolgendo migliaia di persone così attente anzi, morbosamente attente, alla qualità e quantità del proprio sonno da diventarne in qualche modo dipendenti, sviluppando poi comportamenti anomali e che vanno in direzione opposta al benessere e alla cura di sé.

Quando si parla di Ortosonnia

Dell’ortosonnia si è recentemente occupato anche uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Sleep Medicine, condotto dalla Rush University Medical School e dalla Feinberg School of Medicine della Northwestern University, entrambe a Chicago.
Proprio negli Stati Uniti – assieme al dilagare dell’utilizzo di sleep tracker, ovvero dei tracciatori del sonno, strumenti che monitorano il riposo riconsegnando dati, movimenti e statistiche il mattino seguente – migliaia di persone hanno cominciato ad attuare, in maniera totalmente randomica e auto-gestita, una serie di comportamenti e diagnosi sulla base di una scorretta interpretazione dei dati letti.

Sleep Tracker: cosa sono e come usarli

Gli Sleep Tracker, in commercio ormai da tempo, si possono trovare di vario prezzo e tipologia: il loro utilizzo è molto funzionale se finalizzato ad indagare patologie e disturbi precisi legati al riposo.
Uno sleep tracker può essere utilizzato sotto il monitoraggio di un professionista esperto, senza, quindi, improvvisarci “medici del sonno” anche perché si può arrivare a prendere decisioni errate in base a calcoli e deduzioni derivanti da qualche variazione temporanea su, ad esempio, la quantità di ore/minuti dormiti in una settimana.
Le variabili di cui tenere conto sono molte e spesso delicate o complesse.
Se i dati degli sleep tracker vengono “falsati” da una cattiva lettura, chiaramente si possono cominciare ad attuare dei comportamenti correttivi che diventano tutto fuorché sani e… appunto, corretti.

Ortosonnia: cosa fare in caso di eccessiva attenzione e preoccupazione al proprio riposo

Se pensate di aver sviluppato un focus troppo estremo, e poco sano, su come e quanto riposate, anziché affrettarvi a comprare l’ultimo modello di sleep tracker in circolazione, potreste provare a rivolgervi ad uno specialista con cui approfondire e genesi ed eziologia del vostro malessere.
Oppure potreste provare a tranquillizzarvi attraverso pratiche e sessioni di meditazione serale, di stretching e yoga rilassante.
Potreste inoltre rivedere la vostra igiene del sonno e disfarvi di dispositivi elettronici in camera da letto, per il tempo del riposo. Smartphone, tv e tablet devono essere tenuti spenti durante la notte, sostituiti magari dalla lettura di un buon libro o da una tisana rilassante.
Dormire in maniera corretta, provare ad attuare una serie di tecniche e pratiche per riposarsi meglio, è un modo di ringraziare e celebrare il vostro corpo.
Esattamente come quando si fa esercizio fisico, tuttavia, è utile riconoscere il momento in cui bisogna muoversi, alzarsi dal divano e fare una bella corsa distensiva e salutare, e quando è tempo di fermarsi, altrimenti l’allenamento diventa controproducente e poco sano.

Di cosa è fatto il tessuto del vostro materasso?

Vi siete mai chiesti di cosa è fatto il vostro materasso?

Forse molti di voi no, e in questo articolo andremo a spiegarvi perché, invece, si tratta di qualcosa di molto importante da sapere.

Dal tipo di materasso che usate – e dalla sua qualità – dipende in larga parte il benessere del vostro riposo ed è dunque fondamentale sapere dove si sta dormendo, anche per correggere eventuali disagi e disturbi che si possono presentare.

Chi fa l’errore di tralasciare i dettagli, o si lascia tentare solo dalla questione economica, pensando di risparmiare qualche centinaio di euro senza pensare a cosa invece si sta perdendo, rischia di perdere di vista l’aspetto che riguarda la salute del proprio sonno, nonché quella di schiena e collo.

Il  rivestimento ideale del materasso

Il rivestimento del materasso è fondamentale per garantire il benessere del riposo, poiché il tessuto è la parte più vicina al nostro corpo e responsabile per lo più della nostra climatizzazione.

Rivestimenti composti da fibre sintetiche – come il poliestere o l’elastan – non hanno quel grado di traspirazione tale da evitare che l’umidità corporea saturi e ci si svegli sudati. Sono materiali molto elastici e resistenti ma sono di natura impermeabile – e quindi non rendono possibile il passaggio di liquidi e di aria – creando spesso delle anestetiche macchie gialle.

I rivestimenti composti invece da tessuti di fibre naturali come il cotone, il lino o il Tencel™, sono capaci di catturare l’umidità corporea, dissipandola lungo la superficie. Questo perché lungo l’intero filo sono presenti cavità d’aria che catturano l’umidità ed il calore, allontanandolo secondo il principio dei vasi comunicanti.

Il Tencel™, una fibra rivoluzionaria

Un’ottima soluzione per il rivestimento del materasso è il Tencel™, una fibra ottenuta dalla cellulosa, che cattura l’umidità corporea aumentando la sensazione di freschezza sulla pelle, anallergico e dunque ottimo per chi ha problemi con gli acari.

Partendo dal legno di faggio ed eucalipto, e subendo poi delle delicate e ricercate lavorazioni industriali completamente sostenibili poiché a basso impatto ambientale, si arriva alla produzione di una fibra che ha innumerevoli vantaggi poiché regola la temperatura corporea e assorbe più umidità del cotone.

Una fibra prodotta nel rispetto dell’ambiente: per produrre le fibre in Tencel™ non vengono utilizzati pesticidi, i solventi non sono tossici e vengono recuperati a fine ciclo per poi essere utilizzati nuovamente e anche l’acqua delle lavorazioni viene recuperata al 99% e riutilizzata.

I tessuti in Tencel™, estremamente usati nella moda ed abbigliamento tecnico, ma anche nella biancheria per la casa, sono tessuti molto traspiranti che impediscono, tra l’altro, la crescita batterica.

Dormire su un materasso in Tencel™ significa dare benessere al proprio corpo, che non subirà i bruschi sbalzi di temperatura causati dalle condizioni esterne: un tessuto versatile, morbido al tatto, che si può lavare comodamente in lavatrice e non ha bisogno di essere stirato.

Il materasso ideale

Mentre in passato si era soliti fare l’associazione, quasi automatica: “rigidità = resistenza”, quasi indipendentemente dalla conformazione fisica o dal peso di chi vi si adagiava, col tempo, gli studi e le nuove ricerche e tecnologie le cose si sono evolute, andando a ridefinire l’importanza di ergonomia e dei concetti di densità e portanza.

Oggi sappiamo che sdraiandosi su supporti non idonei, per esempio troppo rigidi, si rischia di disallineare le vertebre della schiena favorendo posture scorrette ed eventuali dolori.

Non tutti i materassi sono uguali: il valore del supporto dipende anche dalla sua capacità di differenziare i carichi e attriti a seconda delle varie parti del corpo.

Un materasso di buona qualità supporta la colonna vertebrale e distribuisce in maniera corretta il peso corporeo, adattando la spinta a seconda dei vari punti del corpo, dalla testa ai piedi, seguendo la logica delle superfici a zone differenziate.

Scopri zenO+, il materasso dei record

Sonno Bifasico: quanto ne sappiamo?

Il fatto che la maggior parte della popolazione abbia ormai interiorizzato come unica modalità di riposo quella del sonno monofasico (cioè il riposo gestito in una sola tranche notturna), non vuol dire che siamo di fronte ad una scelta obbligata e giusta.

La scienza ancora non è concorde sulla risposta ma sicuramente la storia mette in luce tutti i cambiamenti che sono avvenuti da quando, per esempio nell’antichità, era una prassi molto comune quella di dormire, per un tempo anche più prolungato, durante il giorno.

Sonno bifasico e polifasico: cosa sono?

Ecco allora che l’esempio più popolare di sonno bifasico, per l’appunto, è proprio il riposino pomeridiano, che si può protrarre fino ad una o addirittura due ore di sonno, con conseguente riduzione della quantità di ore dormite durante la notte, dividendo, in pratica, il riposo in due momenti distinti della giornata il momento.

Se il bifasico è comunque una modalità di riposo diffusa, basti pensare alle pennichelle pomeridiane di bambini e anziani, ultimamente si stanno sviluppando anche nuove esperienze di sonno polifasico, dove le giornate sono scandite da brevi e continui momenti di sonno-veglia, con una modalità ben differente dall’unico turno di riposo notturno “tradizionale”.

Come dicevamo, sui pro e i contro del sonno bi e polifasico la scienza non ci fornisce delle risposte univoche: ci sono diversi studi sviluppati sulla materia negli ultimi anni ma il focus delle varie ricerche, e di conseguenza anche i risultati finali, cambiano sensibilmente.

Si può però affermare che il riposino pomeridiano, di massimo venti minuti, può essere un efficace aiuto per recuperare un po’ di energie e affrontare più serenamente a giornata, soprattutto per quelle persone che soffrono di disturbi del sonno.

Il sonnellino pomeridiano del sonno bifasico: vantaggi

Sebbene con la vita frenetica, lo studio e gli impegni lavorativi dell’età adulta si perda questa usanza molto comune invece fra i bambini, si potrebbe dire che il pisolino ha davvero diversi effetti benefici sull’organismo.

Un veloce sonno a metà della giornata, secondo alcuni studi, ci può aiutare a:

  • Riduce i livelli di stress
  • Aumenta buonumore e autostima
  • Abbassa la pressione
  • Migliora le prestazioni della memoria, l’attenzione e le capacità cognitive
  • Stimola la creatività

Prendersi una breve pausa dal ritmo serrato e veloce della quotidianità pare abbia enormi potenzialità. L’importante è non far sì che la quantità di tempo si dilati fino ad arrivare a 2 o 3 ore di recupero. Quello porterebbe a degli scompensi nel debito di sonno, diventando assolutamente improduttivo e non salutare. Come in tante cose, insomma, quello che conta è sapere dosare con attenzione e parsimonia il tempo da dedicare a ciò che fa stare bene. Riposarsi per qualche minuto nel pomeriggio può non essere sbagliato o nocivo: basta sapersi alzare all’orario prestabilito e rimettersi in marcia.

Chi si è abituato al sonno bifasico, del resto, ormai lo sa bene.

Quanto e come si dorme… sulla Terra, oggi?

Il cambiamento climatico e le drammatiche condizioni di salute del nostro pianeta si stanno ripercuotendo su tutto l’eco-sistema: ne risentiamo quotidianamente anche nelle cose più piccole. Basta farci caso e capiremo come la terra, con le sue temperature sempre più infuocate e gli sbalzi continui, subisca dei cambiamenti che non fanno bene al suolo, agli animali, alle piante.

Spesso si tratta di comportamenti e scelte scellerate messe in campo proprio da noi ed ecco perché nel nostro spazio di azione individuale – che sembra piccolo ma è, in realtà enorme, tutti dovremmo correre ai ripari e seguire regole etiche che mettano la natura e la sua salute al primo posto.

Uno studio recente, condotto dai ricercatori dell’Università di Copenaghen, ha messo in correlazione la perdita di sonno con il cambiamento climatico. Le persone seguite durante lo studio – pubblicato sulla rivista One Earth – hanno rilevato come all’aumento delle temperature diminuisca lievemente anche la quantità di ore riposate.

Non parliamo di cambiamenti drastici, e comunque si tratta di uno studio che dovrà essere sottoposto a revisioni e nuovi dati, ma la premessa sembra chiara: con il progressivo innalzamento delle temperature potrebbe rimetterci anche il nostro sonno.

E d’altronde, come pensare il contrario? Quando il caldo ci ossessiona e il corpo non riesce a trovare quiete, il riposo è la prima cosa che se ne va.

Non dormire abbastanza, o riposare male, è causa di una serie di disturbi psico-fisici che, a lungo andare, possono diventare un problema serio per il benessere complessivo.

Riscaldamento del pianeta: addio sonno

Quelle che, seguendo i dati riportati dalla ricerca danese, possono sembrare variazioni non indicative (circa 15 minuti di sonno a notte persi) nella media annuale del sonno sono cambiamenti estremamente significativi: si tratta di sonno “buono”, che specialmente in alcuni soggetti fa davvero la differenza.

Se dormire grazie a sistemi di raffreddamento artificiali non è però altrettanto salutare, quello che si può fare è cercare di mantenere una corretta e regolare igiene del sonno, predisporre la camera da letto in modo da soffrire il meno possibile per le alte temperature, seguire una serie di piccoli consigli per non soccombere e non usare materassi e lenzuola in materiali sintetici che non favoriscono una buona termoregolazione e rilasciano umidità.

zenO+ il materasso memory più traspirante

Il materasso memory più traspirante, circa 50 volte di più rispetto ai memory in circolazione.

La sua particolare efficacia di traspirazione è data dalla sinergia di più elementi, il rivestimento in tessuto naturale cattura l’umidità e calore corporeo, trasportandolo verso il bordo dove le schiume memory faciliteranno la dissipazione.

Questa sinergia rende zenO+ un materasso memory ideale anche per letti contenitore, dove normalmente i memory vengono sconsigliati per la mancanza di traspirazione verticale con conseguente aumento del calore percepito.

La schiuma zenO air, evoluzione del memory, è una schiuma innovativa e brevettata che da test è 50 volte più traspirante dei memory in circolazione. Ha poi il supporto della schiuma memory Bio Green anch’essa molto traspirante.

In particolare oggi la maggior parte dei rivestimenti dei materassi sono in fibre sintetiche come elastam o poliestere, anche con particolari lavorazioni che le rendono traspiranti ma non capaci di ridurre il calore percepito e soprattutto dissipare l’umidità.

In questo aspetto zenO+ ha un grande vantaggio per aiutarci a percepire meno la sensazione di calore ed umidità: il rivestimento in tessuto, in Tencel™ e Bio-cotone, che offre ottima traspirabilità e ha 3 livelli di interscambio calore/umidità. Il Tencel™ è un tessuto con base in cellulosa di eucalipto, estremamente traspirante, anallergico e sostenibile.

Inoltre zenO+ ha la nuova tecnologia V Tech per l’affondamento progressivo della spalla che – unita allo spessore di 23 cm – si adatta perfettamente a tutte le corporature. Il memory ad alta densità, traspirante e dall’eccellente resa elastica, si adatta perfettamente al tuo corpo diminuendo i punti di pressione per un comfort senza equali che dura nel tempo.

Chi dorme troppo non piglia pesci (e sicuramente non diventa milionario). Parola di Elon Musk.

Elon Musk, attualmente considerato l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio dal valore inestimabile ed una serie di aziende e società che spaziano in settori diversi, dalle neuro-tecnologie alle auto elettriche tanto per fare un esempio, ha recentemente dichiarato di dormire circa 6 ore a notte.

Potrà essere questo il “segreto” del suo successo in termini di produttività?

Beh, se non altro il magnate sudafricano naturalizzato statunitense ha rivelato che non sente l’esigenza di riposare più di quel tempo e che, negli anni – non senza fatica e impegno – ha trovato un proprio equilibrio fra lavoro e “tempo libero”.

Con una serie di interessi e attività così ramificati e onerosi, Musk ha infatti parlato di settimane trascorse lavorando anche 120 ore, di sonnellini fatti sotto la scrivania, di una vita, insomma, spesa completamente per il lavoro e il sacrificio.

Poi, ad un certo punto, l’imprenditore ha deciso di cambiare rotta, riducendo la quantità di tempo settimanale da dedicare al lavoro e ora ammette di essere più sereno.

Sonno e produttività

La storia di Elon Musk, dunque, può esserci d’ispirazione per trarre alcune riflessioni.

  • Il tempo del riposo è sacro e vincolante: una buona energia psicofisica, intesa come insieme di risorse e strumenti del corpo e della mente, si ripristina soltanto grazie al bilanciamento di forze spese e forze rigenerate. Dormire bene, e costantemente, è una garanzia per stare meglio ed essere più produttivi.
  • Il tempo del riposo ha delle “regole”, ma all’interno di esse ognuno può trovare gradualmente il proprio equilibrio. Dormire 4 ore a notte è poco sano e improduttivo, ma non è obbligatorio dormirne per forza nemmeno 8. L’importante è garantire una corretta routine e igiene del sonno, mantenere delle sane abitudini e seguire il più possibile il ritmo circadiano. Dopodiché sulla differenza di minuti o poche ore, interviene anche la struttura e la genetica individuale ed è possibile che ciò che non va bene per qualcuno, sia assolutamente regolare per qualcun altro.
  • Capire quando “staccare” è necessario (ed è comunque un gran segno di intelligenza): anziché pensare di essere invincibili e indistruttibili, tutti i più grandi leader e imprenditori, sanno che arriva un momento in cui diventa fondamentale mollare la presa sul lavoro, allentare il ritmo, e concedersi uno spazio di riflessione, di benessere, di riposo. Esso è parte stessa di un’ottima “strategia” professionale giacché le energie non sono un pozzo senza fondo ma si possono disperdere, possono finire. Sta al singolo capire quando è tempo di fermarsi a riposare.

Dormire bene: non solo quanto ma anche come

Ricordiamoci inoltre che dormire bene non significa solo garantire al proprio corpo una quantità di ore riposate sempre costante ma anche un’ottima qualità del sonno.
Il vero risposo è nelle ore di sonno profondo, il segreto per dormire poco e ricaricarsi è di aumentare al massimo le fasi di sonno profondo e ridurre al minimo le fasi iniziali di sonno leggero.

Il sonno leggero è spesso prolungato da eccessivo stress, pensieri, stile di vita ma anche dalla scomodità del materasso…

Il sonno profondo – invece – aumenta con buone pratiche abitudinarie e gestione dello stress, ma anche addormentarsi in un luogo ideale dove  non si corre il rischio di svegliarsi per rumori molesti e su di un materasso che ci permetta di dormire bene, senza doverci svegliare per l’eccessivo caldo o per indolenzimenti.

In questi torridi periodi estivi, ad esempio, potremo fare una riflessione sulla temperatura corporea e su come dormire su materassi con proprietà termo-regolatrici, in grado di distribuire e bilanciare il calore del corpo anche rispetto alle temperature esterne, facilita l’addormentamento garantendo un benessere più prolungato e profondo.

Insonnia e vecchiaia: che cosa sappiamo

Come si dice, crescere è sinonimo di saggezza ed esperienza: le persone più anziane hanno vissuto momenti e situazioni importanti, acquisendo la calma e l’equilibrio necessari per non ritrovarsi mai impreparati davanti alle mosse inaspettate della vita.
Ok, tutto bellissimo… ma. Forse in effetti c’è un però: il riposo potrebbe essere uno di quei (meravigliosi) momenti che col passare degli anni viene più intaccato in quantità e qualità.
Alcuni studi e ricerche recenti stanno provando ad analizzare il rapporto fra insonnia ed aumento dell’età: sebbene sia troppo presto per trarre conclusioni, i risultati sui topi per ora non sono molto incoraggianti.

Età e sonno: parola alle ricerche

Secondo lo studio condotto dal team di Luis de Lecea della Stanford University, negli Stati Uniti, un punto centrale del rapporto fra avanzare dell’età e diminuzione del sonno potrebbe essere legato a dei neuroni, che si collocano nell’ipotalamo, e che producono una proteina dal nome oressina o ipocretina.
Nel campione studiato i neuroni – col progredire degli anni – diminuiscono, rendendo i rimanenti particolarmente attivi nella fase di veglia.
Ecco dunque che potrebbe spiegarsi la domanda: come mai le persone più adulte soffrono spesso di disturbi legati al riposo e, in generale, non riescono a mantenere le stesse performance di riposo dei soggetti giovani?
Non è soltanto un problema di quantità, dunque, ma anche la qualità: quello degli anziani è di solito un riposo frammentato, poco profondo, con orari che tendono ad ampliarsi e ridursi in maniera apparentemente incontrollata.

Diminuzione del sonno: come porvi rimedio

Se è vero che l’appetito vien mangiando, è altrettanto vero che la vecchiaia ci si costruisce proprio dai giovani.
Uno stile di vita sano ed equilibrato (sebbene i piccoli strappi alle regole della giovinezza siano da considerarsi del tutto normali) sarebbe il punto ideale a cui tendere in ogni fase della propria vita: per dormire meglio, ad esempio, è necessario prestare attenzione all’alimentazione.
Non solo quanto mangiare, ma anche cosa e a che ora consumare i pasti: abbuffarsi di alcuni cibi a tarda notte, saltare i pasti spesso o scombinare i ritmi sonno- veglia con abitudini alimentari insalubri, vi condurrà senza dubbio a perdere lentamente preziose ore di riposo.
Due consigli ottimali che possiamo dare a chi vuole stabilire, o ristabilire, un corretto meccanismo sonno- veglia, dando amore e cura al proprio corpo e alla mente, sono legati indubbiamente alla meditazione e alle pratiche yoga.
Entrambe queste discipline sono funzionali ed efficaci per ritrovare la calma e la serenità, addormentarsi più tranquillamente e placare le ansie o le preoccupazioni recondite.

Consigli utili per riposare meglio

Una forte attenzione, per dormire di più e meglio, va dedicata alla cosiddetta igiene del sonno, ovvero quella serie di pratiche e abitudini legate al riposo notturno.
Allontanare dalla propria camera tv, tablet, cellulari e ogni fonte di inquinamento ambientale e acustico potrebbe essere il primo, fondamentale, passo per riconquistare uno spazio accogliente e privato, dove nessuna forma di “distrazione” può arrivare, concedendo al corpo e alla testa il giusto tempo di rilassarsi e lasciarsi andare alla notte.

Recupero fisico al top? Grazie al riposo si può

Chi pratica molta attività sportiva, per questioni di agonismo ma anche di passioni amatoriali, sa bene quanto il recupero fisico, la rigenerazione dei muscoli, sia essa stessa una parte integrante e fondamentale del processo di allenamento.

Erroneamente, molte persone sono convinte che più si allenano, cioè più aumentano la frequenza e la cadenza delle sessioni, più otterranno risultati strabilianti nel minor tempo.

Pensano dunque che andare in palestra 6 giorni su 7 sia il booster più efficace per avere un fisico snello e tonico in poche settimane.

Ma il corpo non è una macchina telecomandata: ha equilibri, variazioni, tempi assolutamente delicati, necessari, ed ha bisogno anche di periodi di stop, di riposo, affinché i muscoli riescano ad assorbire tutto il lavoro accumulato e trasformarlo effettivamente in massa.

Il recupero si suddivide in 3 tipologie:

  • Recupero Neurologico: Chi compie molta attività fisica, e più in generale chiunque abbia uno stile di vita dinamico e attivo, naturalmente sforza notevolmente di più muscoli durante la giornata.
    Essendo regolati dal sistema nervoso, più si lavora sui diversi muscoli, più esso avrà bisogno di riposare e di “ricaricare le batterie” per il nostro fabbisogno energetico
  • Recupero Fisiologico: Sali minerali, vitamine, tutte le reazioni fisiologiche che avvengono nel nostro corpo con una rapidità e una continuità costante consentono all’organismo di funzionare in maniera corretta. Per far sì che ogni elemento del nostro corpo dialoghi sempre in sintonia con gli altri è necessario permettere un recupero fisiologico, dell’omeostasi, costante e adeguato.
  • Recupero Mentale: Per una qualità della vita più serena, che non contempli le parole “ansia” e “stress” nel suo vocabolario, così come per un rendimento migliore delle performance sportive, bisogna prestare massima attenzione al benessere mentale, facendo sì che la testa si disintossichi dai pensieri negativi e l’organismo nel suo complesso ne benefici.

E il sonno? Come si può far lavorare i muscoli dormendo?

Quando parliamo di riposo, ebbene sì, non intendiamo soltanto quello costituito da un pomeriggio di inattività in palestra ma in particolare quello notturno.

Mentre riposiamo, il GR – ovvero il Growth Hormone, l’ormone che “regola” la crescita muscolare ed ha anche la funzione di bruciare i grassi – aumenta: vien da sé che più ci alleniamo con costanza e regolarità, maggiore è la quantità di riposo di cui abbiamo bisogno affinché il nostro organismo sintetizzi in maniera ottimale gli sforzi e le energie spese.

Dormire, in particolare durante le fasi di sonno profondo, aiuta a smaltire l’acido lattico, migliora la capacità di sintetizzare il glicogeno nel nostro corpo, aiuta la concentrazione e rinforza il nostro sistema immunitario, diminuendo i rischi di infortuni e malattie.

Dormire, però, non è un atto meccanico che riesce sempre con facilità estrema e ritmi identici: c’è chi soffre di disturbi del sonno, chi ha sedimentato cattive abitudini che inficiano sulla routine del riposo, chi pensa addirittura di poter rinunciare a qualche ora di sonno perché il suo corpo “non ne ha bisogno”.

Niente di vero: occorre, anzi, riposare in maniera regolare e sana, rispettando il naturale ciclo sonno-veglia e il ritmo circadiano, ovvero quella sorta di orologio interno, che si basa sulla regolazione di luce ed ombre, e che scandisce processi e funzioni in modo che il nostro corpo lavori alla perfezione.

Dunque, dateci dentro con lo sport e l’attività fisica, perché il movimento fa sempre bene.
Ma bilanciate con la giusta dose di riposo, per un recupero sano e necessario.

Per cercare di riposare bene, bisogna partire dall’acquisire buone abitudini di rilassamento e perché no, anche scegliendo il materasso ideale.

Ad ognuno il suo materasso: è in arrivo zenO Sport

Un materasso ideale per tutti coloro che hanno un fisico sportivo, studiato per migliorare i tempi di recupero e garantire un comfort senza eguali.

Materiali ad alte performance elastiche e di traspirazione, zone di spinta su due livelli offrono un supporto rigido che lavora in sinergia con gli altri materiali per un rilassamento davvero unico e che segue nel dettaglio la fisionomia di un atleta, andando a bilanciarne il peso in modo da ridurre al minimo la pressione nelle zone di maggior attrito.

Grazie all’innovativo sistema V tech pro viene garantito il perfetto allineamento della schiena in particolare per chi ha un fisico V shape, con un ottimo affondo della zona spalla e perfetto supporto per il bacino.

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