Il futuro del sonno? Passa anche dall’AI

L’intelligenza artificiale e le moltissime evoluzioni digitali e domotiche rese possibili dal progresso tecnologico stanno arrivando ad influenzare e impattare su tutti gli ambiti della nostra vita.
Neanche il riposo, ovviamente, ne è escluso: tantissime infatti sono le novità presentate in questi ultimi mesi da scienziati, medici professionisti, esperti, progettisti, che promettono rivoluzioni incredibili per l’analisi dei dati del sonno e la correzione, attraverso tecniche e strumenti innovativi, dei disturbi ad esso correlati.

Prevedere, curare: le prospettive viste dagli esperti

Per elencare solo alcune delle grandi “sorprese” che ci attendono nei prossimi anni in fatto di studio e forse potenziale miglioramento del sonno possiamo citare quello dello Sleep Endoscopy, ovvero una valutazione endoscopica della respirazione del paziente per monitorare il sonno (ostruzioni, apnee notturne e altre patologie) ma anche il braccialetto- software medico, ovvero un dispositivo di telemedicina che,
grazie proprio ad un algoritmo di intelligenza artificiale, diventa fondamentale per la misurazione e l’analisi dei dati del sonno.

Dal tracking alla cura dei disturbi del sonno

Rispetto ad alcuni decenni fa, ovvero ai tempi in cui del sonno non si sapeva nulla e non era attento oggetto di studi e ricerche, oggi la medicina, la tecnologia e anche molti colossi della Silicon Valley sembrano prestarci davvero la massima attenzione e questo da un lato può rappresentare un bene perché dalla salute del riposo dipende una buona parte del benessere psico-fisico complessivo dell’individuo, dall’altro può essere un campanello d’allarme per eventuali sviluppi che potrebbero comportare controversie etiche e biologiche.
Gli strumenti di tracking che sono oramai di tendenza ai più (orologio, app e dispositivi e tools per la notte), tuttavia, vanno saputi gestire e “leggere” con attenzione: non è infatti solo una questione dei numeri che appaiono sullo schermo ma di ciò che essi comportano e significano.
Non dobbiamo entrare in ansia, o peggio ancora fissarsi sulla perfezione dei risultati e dei parametri ma guardare la situazione del sonno in maniera complessiva, analizzandola con un esperto del riposo, prendendo in considerazione anche fattori fondamentali come lo stile di vita,
l’alimentazione, le condizioni di salute generale, la condizione psicologica del momento.

Sonno e tecnologia: importanti novità  per la ricerca

Analizzare con sempre maggior accuratezza le condizioni del sonno (monitorare in maniera impeccabile tutto quel che avviene mentre dormiamo) ci aiuterà forse a dormire meglio, e anche a studiare le correlazioni fra sonno e altre patologie, o magari a svelare cosa accade nel nostro cervello nei vari stadi del riposo.
Nel frattempo che la tecnologia avanza e progredisce, noi possiamo continuare a monitorare il nostro sonno – anche in maniera più semplice e artigianale – scrivendo ad esempio un diario del sonno in cui annotiamo cambiamenti e variazioni possibili anche in conseguenza al variare dell’età, dello stato di salute e dei livelli di stress.
Quando capiamo o sentiamo che il nostro sonno non è più regolare, sano o soddisfacente, rivolgiamoci ai consigli di un esperto del riposo per avere i consigli e la cura più appropriati.

Dormire poco ed allenarsi troppo: quali sono i rischi?

Molti sportivi lo sanno bene, ma forse è utile ripeterlo: il nostro corpo non è una macchina che
possiamo guidare e gestire a proprio piacimento, in grado di fare esattamente e sempre ciò che
vogliamo.
Al contrario, il nostro corpo ha ritmi, tempi e attese tutte da conoscere, approfondire e rispettare. Il
nostro corpo ci parla e le sue manifestazioni (stanchezza, energia, dolore, controllo) sono tutte
“emozioni” e segnali che vuole mandarci per comunicarci un messaggio.
Che sia quello di rallentare, che sia un pericolo e dunque il bisogno di scappare, che sia quello di
prendersi una pausa… il nostro corpo parla, eccome se parla.
E allora che cosa ha a che vedere questo articolo in cui si parla di sonno ed esercizio fisico con ciò
che stiamo dicendo? Continuate a leggere per scoprirlo.

Esercizio fisico e riposo

Quando si comincia a praticare uno sport in maniera assidua e costante, sia con velleità amatoriali
che con volontà di praticarlo a livello agonistico, si potrà forse cadere nell’inganno di credere che
bisogna allenarsi in continuazione, 7 giorni su 7 e ai massimi ritmi per poter ottenere dei risultati
concreti nel minor tempo possibile.
Ebbene, niente è mai stato più controproducente.
Ad una sessione intensa di allenamento, deve assolutamente corrispondere un momento di riposo.
Durante il riposo – leggi anche: il sonno – i tessuti si rigenerano, i microtraumi conseguenti ad uno
sforzo o ad una ripetuta attività fisica hanno modo di ripararsi.
Il sonno, soprattutto se di qualità, ristabilisce la giusta energia al corpo e fa sì che esso “processi”
l’allenamento eseguito e migliori, si trasformi, evolva.
Se non lasciate al corpo il suo giusto tempo di ripresa, ogni sforzo sarà vano e anzi vi sfiancherete
oltremodo con la possibilità di danneggiare i tessuti (soprattutto le fibre muscolari) e farvi male.

Quanto e come allenarsi? E quanto dormire?

Chi svolge sport a titolo agonistico o professionistico dovrà evidentemente seguire una tabella di
allenamenti ed esercizi specifici e concordata con i propri preparatori atletici e coach.
Se invece siete amatori e oltre allo sport ci tenete anche al benessere del riposo, allenarsi tre,
massimo 4 volte alla settimana, sarà più che sufficiente per ottenere buoni risultati, sia in termini di
prestazione fisica che di performance.
Le sedute di allenamento potranno durare dai 30 ai 90 minuti (naturalmente a seconda del tipo di
sport o attività selezionata), e sarebbe meglio se eseguite durante la mattinata.
Fare sport, soprattutto attività cardio, nel tardo pomeriggio o dopo cena, non è indicato per dormire
al meglio.
Una passeggiata col proprio animale domestico, o un giro dell’isolato per digerire la cena è più che
ottimale, ma una sessione di corsa o un allenamento coi pesi in palestra meglio di no.
Infine, i tempi di recupero – come accennavamo poco sopra – sono davvero importanti dunque non
eseguite allenamenti intensi troppo ravvicinati.
Il vostro corpo ha bisogno di respirare, riposarsi ed elaborare il lavoro eseguito.
Buon allenamento!

Periodo di prova per il materasso: ecco una buona idea

Negli Stati Uniti e in molti altri paesi del mondo va davvero forte, qui in Italia ancora non tutti i rivenditori di materassi la utilizzano: quella del periodo di prova è una formula, o per meglio dire… una policy di acquisto che sembra convincere sempre di più il compratore offrendogli la garanzia di rendersi conto autonomamente, di provare sulla propria pelle insomma, i risultati del materasso scelto.
E voi cosa ne pensate? Utilizzereste questa possibilità qualora vi fosse presentata? Prima di rispondere, leggiamo insieme questo articolo e scopriamo quali sono vantaggi e possibili svantaggi di un periodo di prova del materasso.

Periodo di prova del materasso: differenze e opzioni fra i diversi rivenditori

La differenza con una pratica di reso semplice, che spesso è inclusa negli acquisti di molti rivenditori online e non soltanto, sta principalmente nella durata della prova. Un reso è consentito normalmente entro 30 giorni dall’acquisto mentre il periodo di prova del materasso può arrivare tranquillamente a 3 o 4 settimane.
Il rivenditore, inoltre, può avvalersi di speciali sconti, promozioni o formule ad hoc per “contrattare” con il cliente l’acquisto di altri prodotti o accessori per il sistema letto qualora non rimanesse soddisfatto del materasso provato.
Le possibilità di scelta sulle policy di reso e periodo di prova sono ampie, personalizzabili e dipendono da numerosi fattori.
Ai clienti, tutto sommato, questo tipo di offerte non sembrano affatto dispiacere: coloro che dovranno poi “abitare” ogni notte il materasso, si sentono infatti coinvolti attivamente nella decisione, sanno che possono toccare con mano i risultati e le evidenze di ciò che hanno letto online o hanno ascoltato in negozio.
L’utente finale è quindi partecipe del processo di acquisto e del feedback.

Se scegliete di attivare un periodo di prova, occhio a…

Se vi verrà offerto di provare per un determinato periodo di tempo il materasso che avete scelto, cercate di prestare attenzione in particolare ad alcuni fattori:

  • Sostegno e stabilità. La schiena e tutta la muscolatura di spalle e collo devono essere ben
    sorrette per evitare sbilanciamenti e posizioni scorrette che alla lunga possono danneggiare
    non solo la qualità del riposo ma anche quella della salute in generale;
  •  Traspirazione. Riposare su materiali di ottima qualità, realizzati con fibre d’eccellenza, fa
    bene alla pelle, aiuta la termo-regolazione e previene da allergie, irritazioni e arrossamenti.
  • Fattore anallergico. Fate assolutamente caso (e informatevi!) sulla qualità dei materiali con
    cui è fatto il vostro materasso in modo da non incorrere in allergie o fastidi successivi
    all’acquisto.

Periodo di prova: una buona scelta per il vostro riposo

In linea generale possiamo dire che un periodo di prova potrebbe risultate conveniente e vantaggioso soprattutto per tutti coloro che hanno esigenze specifiche e precise nell’acquisto del materasso e che, dunque, prima di buttarsi nel mare di offerte e pubblicità sul mercato (alcune anche ingannevoli, va detto) fanno bene a controllare scrupolosamente che tutto “funzioni” come desiderano, in modo da non rimanere successivamente delusi o peggio ancora, aver speso soldi inutilmente.

Niente sonno senza un Mocktail… tutto quello che c’è da sapere sulla tendenza del momento:

Se ne sta parlando davvero molto e le tendenze di TikTok, uno fra i social network più popolari in fatto di nuovi trend, lo confermano: è proprio il mocktail una delle abitudini a far più impazzire giovani e meno giovani di tutto il mondo.
Ma che cos’è il mocktail? A cosa serve? Scopriamolo insieme in questo articolo!

In principio fu… il Dry January

Vi ricordate, appena un paio di mesi fa, quando cominciò a diventare virale il cosiddetto “Dry January”, ovvero la buona abitudine di cominciare l’anno nuovo purificandosi dall’alcol e bevendo solo bevande analcoliche?
Proprio così, è stata la tendenza del mese di Gennaio, 30 giorni completamente Dry per far star bene reni, fegato, stomaco e giovare anche alla pelle, tanto che alcune delle influencers più popolari al mondo lo promuovevano come irrinunciabile tip di beauty routine.
Proprio durante il mese di detox e astinenza dalle bevande alcoliche, dunque, si sarà cominciato a pensare a delle strategie alternative per farsi una coccola prima di andare a dormire, regalarsi 10 minuti di benessere, ma senza il calice di vino che a molti piace e concilia il rilassamento.
Ecco allora che un buon mocktail potrebbe essere arrivato in aiuto.

Tutti pazzi per lo “Sleepy Girl Mocktail”

Lo Sleepy Girl, ad esempio, è facilissimo da preparare home-made: basta un cucchiaio di magnesio
sciolto nel seltzer, del succo di ciliegia ed il gioco è fatto.
Ma come mai proprio questi ingredienti?
Bè, alcuni studi di ricerca – che necessiterebbero però di approfondimenti ed evidenze scientifiche ulteriori – hanno spesso trovato proprio nel magnesio un aiuto all’addormentamento. D’altra parte, le ciliegie amare contengono melatonina, seppure in una percentuale ridotta, e dunque la combinazione dei due elementi è sembrata un supporto davvero valido al riposo.
Funziona? A detta del popolo del web, che lo ha decretato una vera e propria tendenza, si direbbe di sì, ma gli esperti parlano chiaro.
Se è vero che sarebbe sempre meglio sostituire una bevanda analcolica ad una alcolica soprattutto nelle ore tardo – serali, giacché l’alcol non concilia in alcun modo il sonno, bisogna prestare attenzione ai falsi miti e alle ricette fai da te.
Troppa quantità di magnesio, ad esempio, può danneggiate l’apparato gastrointestinale o creare infiammazione; inoltre, il succo di amarena contiene zuccheri e la quantità di melatonina presente è comunque significativamente inferiore rispetto a quella che contengono caramelle o pastiglie – di melatonina appunto – in commercio.

Mocktail: il fattore psicologico

Come hanno fatto notate alcuni psicoterapeuti e specialisti del sonno, forse il vero vantaggio e lato positivo del mocktail non è certo dato dal mix degli ingredienti e dagli effetti fisici che crea ma dal fattore psicologico e dall’effetto placebo che ne fa scaturire.
La sola idea di trattarsi bene, in sostanza… già è una spinta per cominciare a sentirsi e a stare davvero bene. Prepararsi una bevanda serale, mettersi comodamente rilassati a berla sul divano, leggendo un libro o chiacchierando con amici o compagni, forse fa dimenticare lo stress quotidiano, i pensieri, e alleggerisce. Di conseguenza anche il riposo notturno ne sarà favorito.

Con… o senza mocktail.

Suoni binaurali: cosa sono e perché ne parliamo

Avete mai provato ad indossare delle cuffie che vi trasmettono, in un orecchio, una frequenza e nell’altro una seconda frequenza?
Che accade nel nostro cervello in quel momento? Questo – e molto altro – ha a che fare con l’articolo di oggi sui cosiddetti suoni binaurali.
Ne avete mai sentito parlare? Se volete sapere cosa sono e perché possono influire positivamente anche sul vostro sonno, continuate a leggere questo articolo.

Suoni binaurali: di cosa si tratta

Se provate ad ascoltare due melodie con frequenza diversa, il vostro cervello non percepirà soltanto una differenza fra le due ma tenderà ad “armonizzarle” creandone una terza, nuova.
Questo tono diverso elaborato – che poi non è altro che la differenza fra i due ascoltati – è il cosiddetto battito binaurale.
Il nostro cervello, lavorando per modelli, programmi e strutture, ha bisogno di gestire tutte le informazioni che riceve (fra cui ovviamente suoni ed immagini) immagazzinandole in canali ben precisi e creando nuove connessioni.

Suoni binaurali: quali sono gli effetti?

Quando il nostro cervello ascolta suoni binaurali, è come se riuscissi a sincronizzarsi in uno stato specifico e particolare – lo stesso di quando meditiamo o ci concentriamo – in grado dunque di farci rilassare e calmare a livello profondo.
Vien da sé, dunque, come lo studio e la ricerca sui suoni binaurali sia stato investigato moltissimo negli ultimi anni anche nell’ambito della psicoterapia così come nella cura ai disturbi del sonno.
Per chi soffre di ansia, stress o ha specifiche difficoltà nella gestione delle emozioni e dei conflitti, ascoltare suoni binaurali potrebbe essere una terapia “alternativa” e parallela a percorsi di ascolto e cura tradizionali.

Suoni binaurali e sonno: quale correlazioni?

Il rilassamento e la concentrazione sono due aspetti fondamentali delle fasi di addormentamento.
Quando siamo troppo attaccati, a livello di pensiero, a qualcosa spesso non riusciamo a rilassarci appropriatamente lasciando andare l’attenzione e lo stress e così finiamo per trascorrere minuti o peggio, ore, a fissare il soffitto in cerca del riposo.
Ecco allora che l’ascolto di frequenze e suoni in grado di accompagnarci gradualmente in uno stato di abbandono e rilassamento potrebbe essere perfetto per chi ha problemi con la gestione dell’ansia e dello stress, per chi soffre di disturbi del sonno e ha difficoltà ad addormentarsi.
Non si tratta, ovviamente, di qualcosa di miracoloso e “magico”, ma di una soluzione alternativa da provare: esistono numerosi canali, siti e applicazioni dove trovare sessioni, playlist e rumori registrati fatti apposta per il rilassamento e il riposo indotto.
Unendo queste abitudini con altre buone pratiche di igiene del sonno – come quella di impostare e seguire una routine e degli orari di riposo, di evitare pisolini diurni troppo lunghi, prestare massima attenzione ai pasti serali e a non eccedere con bevande eccitanti o cibi pesanti – anche chi è soggetto a soffrire di disturbi del sonno temporanei o periodici potrà godere di notevoli miglioramenti.

Dunque… da oggi non avete più scuse per provare i suoni binaurali!

Cos’è la coperta ponderata? come funziona?

La sensazione confortevole di un abbraccio che vi accompagni e vi tenga al sicuro per tutta la notte?
Beh, da oggi non sarà più soltanto una fantasia o un desiderio… ma potrete dormire – è davvero il
caso di dirlo – sonni tranquilli.

Con la coperta ponderata, di cui parleremo in questo articolo, la qualità del vostro riposo potrebbe
nettamente migliorare. Non è magia né forza del pensiero, ma si tratta di una coperta studiata e
progettata in modo tale da riprodurre una rassicurante sensazione di benessere e accoglienza, capace
di migliorare l’umore e alleviare i disturbi del sonno.

Volete sapere come? Leggete l’articolo per scoprirlo.

Coperta ponderata: di cosa stiamo parlando

La coperta ponderata, o coperta terapeutica, è una speciale coperta che, grazie alla sua particolare
pesantezza, riesce a simulare la sensazione di un abbraccio andando a fare pressione su alcune parti
specifiche del corpo che, se opportunamente stimolate, sono in grado di far rilassare lasciandoci
cadere in un sonno ristoratore.

Stabilizzando i livelli di melatonina e serotonina, ovvero gli ormoni che regolano il sonno e l’umore,
il ritmo del nostro riposo ne potrà solo che beneficiare: benvenute notti serene, con la coperta
ponderata.

Coperta ponderata: com’è fatta?

La coperta ponderata deve pesare almeno 6 kg. Si stima che per avere un effetto benefico
il peso della coperta debba corrispondere circa al 10% del peso corporeo. Sul mercato se ne trovano
di varia tipologia, prezzo e materiale ma ci sono alcune cose necessarie da sapere.
Lo speciale peso della coperta ponderata è data da delle perline di vetro da cui generalmente è
composta.

Per quanto riguarda il materiale, più traspirante è e meglio sarà per il benessere del vostro riposo e
della salute in generale.

Così come un buon materasso e tutto ciò che entra in contatto col vostro corpo durante la notte,
anche le coperte devono poter lasciare libera la pelle di respirare.
Assicuratevi, inoltre, che il materiale con cui è fatta la coperta che acquisterete sia anallergico.

Vantaggi della coperta ponderata

Se soffrite di lievi disturbi del sonno o vi sentite particolarmente affaticati da lunghe notti di riposo
altalenante e irregolare, potrebbe proprio valere la pena provare la coperta ponderata.
Essa è studiata appositamente per far rilassare la mente, partendo…dal corpo.

La pressione digitata su alcuni punti specifici come la schiena, o le gambe, ha infatti un effetto
rilassante e calmante su. Buona parte dei micro-risvegli e di cause legate al sonno agitato, infatti,
dipendono dalla tranquillità mentale, dall’accumulo di ansia e stress che si tende a portare anche
sotto le coperte di notte.

Un pò come il famoso “lavoro a casa”, ci sono delle cose che dovremmo
riuscire a limitare entro spazi e tempi precisi, ma non sempre è semplice e possibile ed ecco che le
preoccupazioni, le paure e più in generale le emozioni… vengono a letto con noi senza mollarci
nemmeno per un attimo.

Andando però ad alleviare i pensieri, donando comfort e benessere alla mente – migliorando di
conseguenza l’umore – anche il corpo si rilasserà e potremo quindi godere di piacevoli e
indisturbate ore di meritato riposo.
La coperta ponderata è adatta anche ai più piccoli, soprattutto in quella delicata fascia di età in cui
la notte sembra davvero un momento impossibile da affrontare serenamente.

Insonnia primaverile: come contrastarla

“È primavera, svegliatevi bambini”, cantava un motivetto di tanti anni fa: con l’arrivo della stagione più fiorita dell’anno, infatti, si risvegliano i sensi e l’umore. Le giornate si allungano, i tramonti si tingono di rosa e di azzurro, c’è spazio per la convivialità e per gli aperitivi in giardino a fine giornata con gli amici, grazie anche alle temperature che diventano più miti e gradevoli.
Tutto molto bello, in effetti…ma allora perché proprio in primavera molte persone soffrono d’insonnia?
Scopriamolo insieme in questo articolo dedicato proprio all’insonnia primaverile.

Insonnia primaverile: di cosa si tratta?

Quella primaverile è una tipologia di insonnia molto comune, che colpisce prevalentemente le donne, ma che a differenza dell’insonnia cronica – che non è legata alla stagionalità ed ha conseguenze più importanti sull’organismo e l’umore – fortunatamente è limitata ad un ristretto periodo di tempo, generalmente proprio le prime settimane di primavera.

Insonnia primaverile… perché?

L’insonnia primaverile si scatena per un insieme di possibili cause. Sicuramente fra le più comuni troviamo:

  • Le allergie. Molte persone, infatti, cominciano proprio nella stagione primaverile a subire l’influenza di pollini e graminacee nell’aria. I fastidiosi sintomi della rinite allergica potrebbero essere un vero e proprio incubo per il benessere del riposo.
  • Adattamento e ritmo circadiano. Allungandosi le giornate, e di conseguenza le ore di luce, il meccanismo di auto-regolazione a cui siamo soggetti, perde per un attimo le coordinate. Niente di grave, dura (fortunatamente) solo qualche giorno, ma è possibile che in un primo momento ci si senta come in preda ai sintomi del jet-lag, la sera si è più energici e vitali, il sonno arriva più lentamente. Proprio l’aumento della luce fa sì che il cervello, stando più sveglio e attiva, produca meno melatonina – l’ormone che regola il sonno. Ed ecco fatto…l’insonnia primaverile è servita!

Insonnia primaverile: aiuti e rimedi per contrastarla

Per fortuna, come abbiamo già scritto, si tratta solo di aggiustamenti temporanei. Tuttavia ci possono essere persone che patiscono in maniera particolare i cambiamenti dati dalla mancanza di sonno. E allora come rimediarvi?
Beh, le soluzioni sono tante. Anzitutto è fondamentale:

  • Settate dei parametri abbastanza precisi e degli orari “fissi” per andare a letto e per risvegliarsi al mattino. Nel periodo primaverile, infatti, è più che mai opportuno cercare di darsi delle regole e rispettarle, per far sì che l’organismo si adatti meglio ai cambiamenti esterni.
  • Occhio all’alimentazione: cercate, specialmente dopo le 18, di non bere caffè, alcol o bevande gasate. Per la cena scegliete alimenti ricchi di triptofano, come tacchino, patate e tonno. Evitate zuccheri, fritti e piatti eccessivamente elaborati che “riscaldano” e rallentano la digestione.
  • Prestate attenzione alla temperatura della casa e soprattutto della zona notte: 18° sono un ottimo compromesso per stare bene durante la notte.
  • Pollice su per tisane rilassanti bevute prima di andare a dormire e bagni con oli essenziali.
  • Infine, ci raccomandiamo sugli apparecchi elettronici! No a computer e tablet in camera da letto e prima di coricarsi. Piuttosto un buon libro o una pratica di meditazione distensiva.

Pillow fight – Il nuovo trend americano: di cosa si tratta?

Quanti di noi, da piccoli, non l’hanno fatta almeno una volta? Stiamo parlando di… Lei, la famosa lotta coi cuscini che per generazioni e generazioni ha coinvolto fratelli e amichetti di scuola, quelle simpatiche baruffe che nascevano alla fine di una festa o di un pigiama party nel quale vinceva chi riusciva a colpire più volte gli avversari proprio con il cuscino per dormire, un modo per non farsi troppo male e permettere anche ai più piccoli scalmanati di scatenarsi per qualche minuto in libertà.

Ebbene, proprio il sogno di tanti bambini da poco tempo è diventato un vero e proprio sport, con tanto di campionati. E pare che negli Stati Uniti, la gente sia andata letteralmente in visibilio per poter partecipare o assistere ad un match.

Scopriamo di più sul trend del pillow fight in questo articolo.

Pillow fight: come, quando e perché?

Proprio l’anno scorso, nel 2022, in Florida, grazie all’idea dell’imprenditore statunitense Steve Williams si è tenuto il primo campionato di lotta coi cuscini che ha visto gareggiare 16 uomini e 8 donne, con anche un premio in denaro.

Fondendo insieme tecniche e movimenti delle arti marziali, boxe e MMA, la pillow fight consiste in  sfide da tre round di 90 secondi ciascuno.

Movimenti veloci, dunque, acrobatici e colpi…all’ennesima cuscinata: incontri adrenalinici, svolti grazie all’utilizzo di un cuscino di 1 kg, imbottito di spugna e rivestito di un particolare nylon anti-strappo.

L’importanza del cuscino: e No, non soltanto per la lotta

Ma oltre al Pillow Fight Championship (vinti dalla brasiliana Istela Nunes e dall’americano Hauley Tillman) l’importanza dei cuscini da letto per il riposo è davvero fondamentale.

Molto spesso, purtroppo, si tende quasi a dimenticarlo e a non prestare troppa attenzione al supporto su cui appoggiamo il collo nelle molte ore di riposo notturno.

Ciò può rappresentare un errore fatale, giacché un buon cuscino ha delle caratteristiche essenziali per mantenere la corretta postura ed evitare fastidi e disturbi che possono poi compromettere la qualità del riposo nonché il benessere della schiena.

Molte persone, all’acquisto di un materasso nuovo, scelgono di abbinare i cuscini basando le loro decisioni solo su un parametro economico, ma è un secondo errore. La qualità, dopotutto, ha sempre un prezzo ed un prodotto di ottima fattura è una garanzia di eccellenza e durata.

Per scegliere il supporto più adeguato per la vostra colonna vertebrale e per il collo è necessario esaminare diverse variabili, ovvero:

  • La posizione di riposo (sul fianco, a pancia in su, a pancia in giù)
  • Il tipo di materiale prescelto (piuma d’oca, memory foam, lattice), che a sua volta dipenderà dalle caratteristiche del vostro sonno o da esigenze specifiche.
  • L’età (i bambini, per esempio, hanno necessità a sé ed è cosa buona pensare, per loro, a dei cuscini adeguati).

Ci sono poi anche i sostenitori del sonno senza cuscino e sebbene la questione divida spesso anche gli esperti bisogna ricordare che dormire senza un supporto adeguato può compromettere indiscutibilmente la dinamica della colonna ed avere effetti nocivi sul benessere muscolare portando a cefalee, indolenzimenti, dolori articolari.

Insomma… un cuscino ci vuole, e deve essere quello fatto apposta per voi e per il vostro riposo.
E, a proposito: meglio dormirci sopra, che tirarselo!

Mini cervelli per studiare i disturbi del sonno: cosa ci dicono le ricerche

Attraverso delle piccole repliche in versione cyborg del cervello umano, il progetto europeo Nap (twin-on-a-chip brains for monitoring individual sleep habits), coordinato dal centro di Ricerca Piaggio dell’Università di Pisa, si pone come obiettivo quello di studiare i sintomi precoci di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson.
Si tratta di un lavoro complesso e molto importante, capace – attraverso ricerche e approfondimenti di studio realizzati da un’equipe di esperti in collaborazione anche con gli atenei di Friburgo e Amsterdam – di dare indicazioni precise sulla cura, ad esempio, di tumori o appunto, sui disturbi del sonno.

Come funziona il progetto NAP

Gli organoidi riprodotti attraverso questo progetto sono delle micro-repliche fedelissime di un cervello, con tanto di amigdala o materia grigia, dunque la possibilità di monitorare l’attività neurale, ed eventualmente modificarla con interventi esterni, darebbe la possibilità di capire effettivamente cosa succede a livello fisiologico quando si soffre di disturbi del sonno: ovviamente, i potenziali benefici di questo studio sono sotto gli occhi di tutti.
Significherebbe, infatti, poter migliorare la qualità del riposo – e dunque della vita in generale – a milioni di persone in tutto il mondo, e di tutte le età.

Non solo ricerche e studi

In realtà, grandi marchi della moda, dello sport e soprattutto della tecnologia, già da tempo sono arrivati all’importanza di dover contribuire all’analisi di dati sul riposo per i loro utenti, progettando ad esempio smart-watch in grado di immagazzinare una banca dati e delle informazioni necessarie per avere un quadro generale, anche giornaliere, delle attività, dei movimenti e della qualità del riposo dell’utente: numero di passi, ore riposate, chilocalorie assunte, metabolismo, storia pregressa.
L’attenzione di grandi aziende e multinazionali a questo tipo di processi deriva sicuramente da più fattori fra i quali, innegabilmente, anche un sempre maggior bisogno di creare awareness (consapevolezza) sulla salute individuale, riducendo il rischio di obesità e malattie cardiovascolari, solo per citarne alcune.

Monitorare la qualità del sonno: perché è importante

Prestare attenzione alla qualità del proprio riposo è fondamentale perché spesso si tende a fraintendere la quantità col benessere: dormire un certo numero di ore è sicuramente necessario e utile ma non è tutta una questione di tempo.
Durante il riposo possono avvenire – e avvengono – una lunga serie di meccanismi, processi, manifestazioni di cui solo in parte siamo coscienti, come i micro-risvegli o le leggere apnee.
Ecco, monitorare queste manifestazioni, capire se, come e con che frequenza avvengono, potrebbe essere di vitale importanza per stare meglio ed avere una qualità più alta del sonno e della vita in generale, poiché come diciamo spesso…riposare bene significa vivere meglio.
In quest’ottica, allora, implementare le funzioni e i tools di smart-watch e altri strumenti per il sonno, o i risultati di ricerche come quelle del progetto europeo NAP, diventano davvero degli importantissimi punti di partenza per arrivare a saperne sempre di più su come ci “muoviamo” durante il riposo, cosa ci succede, e come prendere eventuali precauzioni per disturbi e problemi del sonno.

Tutto quello che dovete sapere sulla mascherina occhi per dormire

Come orpello di stile, tra iconiche immagini cinematografiche di grandi dive che si svegliano al mattino togliendosela dagli occhi, la mascherina per dormire è entrata nell’immaginario collettivo come un vezzo di moda, un tocco elegante e raffinato per allietare un veloce nap in aereo o in treno, o le notti di vacanza in albergo.

Ma lo sapevate che la mascherina occhi per dormire può avere effetti davvero benefici, sulla vostra pelle e sulla qualità del riposo?

Leggete questo articolo e vi spiegheremo meglio come e quando utilizzare la mascherina occhi per dormire.

Mascherina per dormire: perché utilizzarla?

La maschera per occhi allieta il vostro riposo, sia in vacanza che nella vita quotidiana, poiché permette di rinfrescare gli occhi e di idratare la pelle della zona circostante.

Dopo una giornata faticosa di lavoro – specialmente chi usa molto il pc e apparecchi digitali – la sera si ha la tendenza a provare affaticamento alla vista, una leggera nebbiolina, o sentire i cosiddetti “occhi pesanti”.

Come una sorta di impacco lenitivo, la mascherina da riposo è in grado di riportare sollievo e leggerezza ai vostri occhi, facendovi svegliare più riposati e in forma.

Inoltre, soprattutto quelle di seta (o in altri tessuti di ottima qualità) e quelle di ultima generazione che sono in grado, a contatto con la pelle, di attivare anche un particolare meccanismo di termo-regolazione, sono ottime perché aiutano ad espellere tossine e impurità lasciando l’epidermide più sana e liscia, come una sorta di micro-pulizia quotidiana.

Dormire con  la mascherina: come e quando?

Dormire con la mascherina per gli occhi non ha particolari controindicazioni salvo accertarsi della qualità del tessuto di cui essa è fatta: in commercio, infatti, si trovano anche mascherine realizzate con materiali sintetici, poco traspiranti, assolutamente da evitare per non ostruire i pori della pelle.

Ci sono, al contrario, tante ottime possibilità di acquisto, per tutti i gusti e le tasche: fantasiose e colorate, spiritose e con divertenti messaggi scritti sopra, di seta o lino pregiati o realizzate con fibre naturali…insomma, c’è un vero e proprio imbarazzo della scelta.

Potete usare la mascherina per dormire in qualsiasi circostanza, ma vi consigliamo di tenerne sempre una a portata di mano durante i viaggi sui mezzi pubblici: per un pisolino in treno o un sonnellino di qualche ora su un viaggio aereo a lunga percorrenza, è bene “schermarsi” il più possibile da luci esterne, proteggere la pelle dall’aria a volte viziata dei luoghi chiusi, aiutarsi – con un piccolo e comodissimo filtro – a dare un po’ di sollievo e ossigeno alla pelle.

Le mascherine non sono per nulla ingombranti, vanno ovviamente lavate con regolarità seguendo le indicazioni apposite per il tessuto scelto e riposte in luoghi asciutti e protette, cercando di evitare contatto con polveri e batteri.

Dormire con la mascherina: benessere per la pelle

Durante la notte la pelle “cambia”, anche se impercettibilmente. Tanti piccoli e sottili mutamenti coinvolgono il nostro corpo mentre riposiamo, anche a livello di epidermide.

Cercare di proteggere e mantenere la pelle il più idratata, liscia e pulita possibile – anche con la mascherina per gli occhi – è un ottimo modo per godere di un riposo più duraturo e piacevole.