Sindrome della vecchia strega: cos’è e come riconoscerla

Il mondo delle streghe, e più in generale dell’occulto, arrivano spesso – anche attraverso libri, leggende, credenze e racconti orali – nella nostra quotidianità. Sia che si parli di paesi orientali che occidentali, a prescindere da religioni e popolazioni, in qualche modo trovano delle connessioni che travalicano campi di indagine, spazio e tempo e si insediano nel luogo comune.

Ecco allora che questa sindrome, rientra tra le  “paralisi del sonno” e  la si fa risalire a quel tipo di immaginario legato a inquietanti, misteriose e terribili visioni che, sotto forma di incubo o di finzione nella realtà, ci appaiono nel sonno rendendoci incapaci di muoversi.

Si tratta, meglio, di uno stato semi-cosciente di vigilanza durante il quale i movimenti e i riflessi vengono impediti dalla paura e dalla scena imprevista, ha una durata variabile, colpisce principalmente soggetti facilmente impressionabili, persone che hanno appena subito un trauma (anche legato ad un’emozione molto forte) e più facilmente persone sotto i 25 anni.

La paura… fa 90 (e sicuramente tiene svegli)

La sindrome della vecchia strega, insomma, si può manifestare dopo aver visto un film dell’orrore che ci ha colpiti in maniera violenta, oppure dopo aver assistito ad un incidente stradale dal forte impatto emotivo.
Può capitare a chi viaggia molto per lavoro e subisce jet-lag continui così come alle persone che vivono situazioni e momenti di vita particolarmente dolorosi e stancanti.

Se stacchiamo dal discorso gli aspetti legati alle credenze, alle visioni pure e impure e ai significati reconditi di certe visioni, possiamo parlare di un fenomeno da tenere sotto controllo soprattutto qualora faccia la sua “apparizione” in maniera più prolungata e costante.

Non è importante allora dilungarsi sulle differenti visioni che ognuno esperisce – ci sono credenze molto diverse anche in base alle leggende dei singoli paesi e culture – quanto la sensazione di terrore, panico e immobilità che, chi vive questa sindrome, prova nel momento della paralisi.

Si tratta di un’esperienza in grado di rovinare completamente la tranquillità di una notte serena, con strascichi psicologici e ricordi che possono protrarsi anche nei giorni seguenti.

Lo spavento legato alla sensazione di non riuscire a muoversi, dopo tutto, è abbastanza forte.

Paralisi del sonno: rimedi e consigli utili

Durante un episodio di paralisi ipnagogica, ma anche nella fase preparatoria al riposo, è cruciale cercare di gestire l’ansia che ne consegue praticando esercizi e tecniche di rilassamento che aiutino i muscoli a sciogliersi e tornare attivi in pochi minuti.

Le pratiche di rilassamento possono essere svolte individualmente, al presentarsi di un attacco di intensità variabile e possono diventare normale prassi quotidiana anche laddove il problema delle paralisi non persista più.
Nei casi più forti di paralisi del sonno è utile concentrarsi sulla respirazione profonda, prestare attenzione ai movimenti del corpo, specialmente degli arti, concentrarsi sul movimento degli occhi e svolgere una breve meditazione rilassante non appena si ristabiliscano le normali condizioni corporee.

Non sono certo le vecchie streghe il problema, ma la difficoltà, in taluni momenti della vita, a trovare dentro di sé il giusto equilibrio per vivere serenamente e in armonia con corpo e mente.

Qual è il miglior momento della giornata per allenarsi? 

Amanti e appassionati di sport e attività fisica, ecco un articolo dedicato a voi.

Qui parleremo infatti di qual è il miglior momento della giornata da dedicare alle sessioni di esercizio, anche nell’ottica di poter beneficiare di un sonno di qualità.

La salute psico-fisica, infatti, giova enormemente della scorta di energie e di risorse che lo sport dona all’organismo: ma non tutti i momenti della giornata sono ottimali per sforzare i muscoli.
Vediamo insieme perché.

Sport e ritmo circadiano

Il ritmo circadiano, ovvero una sorta di orologio biologico interno che, basandosi anche sul sistema luci – ombre, “orienta” il nostro corpo nel corretto svolgimento delle proprie funzioni, è indispensabile da conoscere per arrivare a capire come funziona il nostro organismo.
Se siamo persone che prediligono gli orari mattutini, arrivando a dare il meglio di sé nelle prime ore della giornata, o se invece siamo più produttivi nelle ore serali.
Il ritmo circadiano non è però solo una questione di gusti, quanto un vero e proprio tempo interno che scandisce alcune reazioni, ed ecco che per stare meglio – e dormire bene – è necessario rispettarlo e assecondarlo.

Lo sport, con la necessaria scorta di energia che dà ma anche che toglie a chi lo pratica, specialmente a livello agonistico o professionale, è un’attività che richiede molta concentrazione e grandi energie.

Fa bene praticarlo sempre? Assolutamente si. E per tutti, anche per le persone più attempate che desiderano solo allungare i muscoli quotidianamente o esercitarsi con lunghe pratiche di respirazione.

Fa bene praticarlo indistintamente dalle ore della giornata? Ecco, questo forse no. E nel prossimo paragrafo scopriremo perché.

Meglio allenarsi la mattina o la sera?

Non esiste una formula matematica esatta per rispondere a questa domanda, molto dipende ovviamente dalle inclinazioni e dalle abitudini personali.

In linea di massima, tuttavia, sappiamo che le ore pomeridiane sono quelle in cui il corpo è al “massimo” della sua forma fisica e delle capacità di reazione: la temperatura corporea è nella fase ottimale, i muscoli sono svegli e attivi, la ricettività al dolore è inferiore. Insomma, il corpo sta che è una meraviglia.

La sera, invece, non è raccomandabile allenarsi troppo visto che l’esercizio fisico tende a far aumentare la temperatura corporea e a diminuire la produzione dell’ormone legato al sonno.

Tutte le persone che soffrono di disturbi correlati al riposo, insomma, dovrebbero tenersi lontane dalla palestra o dal campo di tennis, soprattutto nelle 2/3 ore precedenti all’addormentamento.

Anche se una comune tradizione vuole che allenarsi la sera aiuti gli sportivi ad andare a letto stanchi e quindi a dormire meglio, questo è in realtà un controsenso giacché anche un corpo, dei muscoli e una mente troppo sfibrati, non conducono necessariamente ad un sonno lungo e ristoratore, ma anzi.

Allenarsi la mattina, o il pomeriggio, è preferibile per lasciare ai muscoli il tempo di recuperare così che durante la notte il corpo consoliderà il lavoro di recupero.

Quello che potete fare per rendere più mite e dolce il momento dell’addormentamento, tuttavia, è farlo precedere da una breve sessione di esercizi di stretching o di meditazione e/o esercizi di respirazione.

Questo sì che vi permetterà di riposare meglio e più a lungo.

Il materasso zenO sport

Progettato per facilitare il sonno di uno sportivo, grazie al suo tessuto in cotone e grafene riesce a regolare la temperatura in eccesso, ideale per chi fa intensi esercizi serali.

La struttura con 3 livelli di Memory più la base ortopedica Dynamic S lavorano in sinergia tra loro per distribuire meglio i carichi andando a ridurre al minimo la pressione, in particolare nei punti più sporgenti del corpo: Bacino e Spalle.

Grazie inoltre alla tecnologia V-tech advance nella zona spalla, si ha un ottimo affondo e comfort per le spalle, mantenendo un ottimo supporto ergonomico per la schiena, ideale per chi ha un fisico V shape, spalle larghe e vita stretta.

Provalo… hai 100 notti per innamorarti

Miglior riposo, migliori prestazioni sportive

Miglior riposo, migliori prestazioni sportive: l’importanza del sonno nella routine degli atleti

Le ultime notizie e tendenze sul riposo, nel mondo degli atleti professionisti, ci arrivano dal Daily Mail, quotidiano britannico che riporta le particolari abitudini legate al sonno, e all’alimentazione, dell’attaccante norvegese Erling Haaland.
Il campione del Manchester City ha una sua routine notturna ben definita, sia per quanto riguarda gli orari che la “struttura” del riposo.
Nello specifico, Haaland non si addormenta mai oltre le 22 di sera, indossa dei particolari occhiali con lenti schermanti – che proteggono gli occhi dalla luce artificiale degli schermi digitali – indossa un anello di ultima generazione (Oura) che monitora la frequenza cardiaca e le prestazioni del sonno durante la notte e la prima cosa che fa, al risveglio, è prendere un po’ di luce solare per dare sollievo agli occhi.
Vi sembra che tutte queste abitudini siano un vezzo da campioni o personaggi famosi? Ebbene, in realtà si tratta di pratiche piuttosto sane, che la dicono lunga sull’importanza di gestire e controllare con attenzione il proprio riposo, soprattutto in vista di competizioni importanti e, più in generale, per tutti coloro che fanno dell’agonismo sportivo il loro obiettivo di vita principale.
Scopriamo insieme perché.

Sport e sonno: buona routine, ottimi risultati

L’attività fisica è strettamente legata alla qualità del riposo poiché ogni volta che il corpo si mette in movimento attiva un’importante serie di processi (ormonali, fisiologici, muscolari) che verranno poi “recuperati”, sotto forma di energia e forza, proprio nelle ore notturne.
Quello che è fondamentale calibrare attentamente non è la mole di lavoro e carichi da sostenere, quanto la tipologia, ( attività aerobica o anaerobica) e il timing corretto in cui praticare sport.
Scegliere di svolgere grandi carichi di lavoro muscolari poco prima di addormentarsi, ad esempio, non si rivela mai una scelta azzeccata: l’adrenalina rilasciata dallo sforzo aumenta la reattività dell’organismo producendo insonnia e fastidi legati all’addormentamento.
Per un sonno più duraturo e confortante, al contrario, l’attività aerobica, che richiede un maggior apporto di ossigeno e dura più di 10 minuti, è ottimale, a patto che venga svolta con cadenza regolare, meglio se di mattina e assolutamente non in tardo orario serale.

Igiene del sonno: l’importanza delle buone pratiche per gli sportivi

L’alimentazione, che nel caso dell’attaccante del Manchester City, è studiata ad hoc in base al suo carico di lavoro e comprende circa 6000 kcal giornaliere, è un punto di analisi fondamentale per il benessere del sonno.
Ma non c’è soltanto quella, come parametro di riferimento, per capire come migliorare il benessere del riposo.

  • Bisogna anzitutto prestare massima attenzione all’inquinamento acustico e visivo, eliminando il più possibile dalla stanza da letto i dispositivi elettronici e altre fonti di disturbo.
  • Incentivare la pratica di tecniche di rilassamento e distensione come Yoga, meditazione, o stretching, prima di addormentarsi o al risveglio, è un ottimo modo per iniziare la giornata.
  • Inoltre, curare fegato e stomaco bevendo una tisana digestiva, rilassante o depurativa, ogni sera, aiuta il benessere del riposo, affrontando notti più tranquille e rigeneranti.

“Dottore: può darmi un aiutino per dormire?” Rimedi ausili per notti più serene

Quante volte vi è capitato di rivolgere al vostro medico la domanda nel titolo di questo articolo? Una prova di lavoro o studio importante, per voi o per i vostri figli, un pensiero ricorrente che non riusciva a silenziarsi, il giorno prima di una risposta a cui tenete… insomma, ogni volta che lo stato emotivo è un po’ alterato, in negativo ma anche per troppa gioia, anche il sonno subisce oscillazioni e cambiamenti improvvisi.
Ed ecco che allora la soluzione più veloce e a portata di mano, sembra sempre quella di chiedere un piccolo “aiutino” al medico, sotto forma di gocce o pasticche per dormire.
Ma che differenza c’è fra i vari prodotti sul mercato? E come fare a capire qual’è quello più giusto per voi?
Scopriamolo insieme in questo articolo.

Prima regola: vietato scherzare con i medicinali!

Quelli con effetto sedativo, dunque capaci di farci addormentare più profondamente e rapidamente, sono tutti medicinali. Sembra una premessa scontata, ma in realtà non lo è poiché spesso capita di trovare chi pensa di saper gestire autonomamente il proprio sonno, e la salute, senza invece consultare un medico – o uno specialista del sonno – che indichi quale sia la soluzione migliore per ciascun caso.
Di farmaci con effetti sedativi, come le benzodiazepine (usate anche per scopi ansiolitici), ne esistono varie tipologie, e ognuno ha differenti proprietà, dosaggi e particolarità.
Per chi soffre di disturbi del sonno in forma seria, o altre patologie conclamate, sicuramente sono un rimedio efficace e a volte necessario per poter concedersi quelle ore di riposo che altrimenti svanirebbero portando malumore e fastidi alla mente e al corpo.
Ma questi farmaci non sono per tutti: riposare male una notte o due, soffrire di qualche disturbo del sonno in forma lieve, non significa doversi imbottire di goccioline ogni sera prima di addormentarsi.
I sedativi hanno importanti effetti sul corpo, ad esempio sulla velocità dei riflessi, lo stato mentale, l’umore: guai ad abusarne o a farne usi impropri.

Un capitolo a parte: la melatonina

La melatonina, un ormone prodotto da uomini e animali la cui influenza sulla regolazione del ritmo sonno – veglia, è davvero notevole e gioca un ruolo fondamentale nelle condizioni del riposo. Diffuse in commercio sotto forma di integratori e pastiglie, le soluzioni che propongono un “booster” di melatonina si dicono ottimali per trattare efficacemente i disturbi del sonno (molto, comunque, dipende dalla composizione del prodotto e dunque dalla sua qualità).

Erbe e fiori per una cura più blanda

Estratti di erbe e fiori con proprietà rilassanti e calmanti, come la Valeriana, la passiflora, o appunto… la melatonina, sono molto usati da tutti coloro che soffrono di disturbi lievi dell’addormentamento e del sonno ma non hanno bisogno di medicinali.
Chiaramente le evidenze scientifiche di questo tipo di prodotti sono meno standardizzare rispetto ai farmaci sedativi, ma il loro uso ha effetti più blandi, mira a riequilibrare i leggeri disturbi del riposo, non creano dipendenza e soprattutto, in misura ovviamente proporzionata, non hanno alcun effetto collaterale, a differenza invece dei farmaci con prescrizione medica il cui dosaggio deve essere assolutamente gestito da un medico specializzato.

“Sunday blues”: perché la Domenica… dormiamo peggio

La Domenica, il giorno di pace e relax per eccellenza, quel momento della settimana che dovremmo dedicare soltanto a noi stessi e alle cose che amiamo, coincide però anche con l’alba di una nuova settimana. Fra impegni lavorativi, scadenze e riunioni, quel piccolo spazio sacro di quiete potrebbe trasformarsi, soprattutto la notte, in uno dei momenti più sconfortanti di sempre.
Come mai? E cosa possiamo fare per attenuare gli effetti della cosiddetta “Sunday Blues”, quella malinconia mista a tristezza e ansia che talvolta ci assale proprio sul finire delle settimana? Scopriamolo insieme in questo articolo.

La Domenica… spaventa: perché?

Con picchi più elevati fra i millennials (ovvero le persone fra i 25 e i 40 anni) e la generazione X (dai 40 ai circa 60 anni), ma al quale non sono immuni nemmeno i giovanissimi, la percentuale di popolazione che soffre di un certo senso di ansia e depressione domenicale sono davvero molto alte.
La sensazione più comune è quella della stanchezza e dello stress: si ha come la sensazione di non aver portato a compimenti tutti gli obiettivi prefissati, di non avere controllo sulla propria vita.
A questo segue dunque un senso di impotenza e ansia generalizzata, sul quale certo non hanno un migliore effetto anche fattori esterni come l’assunzione di una maggiore quantità di cibo o bevande, o l’aumento di rumori.
Arrivando da una settimana intensa e serrata, spesso nel weekend non si riescono a recuperare le giuste energie ed anzi, si trova difficoltà nel sentirsi stanchi, come in un stato di iper-attività.
Tutte queste sensazioni rendono l’addormentamento molto complesso, ne ritardano i tempi, o creano disagio, con la conseguenza che il sonno della notte fra la domenica e il lunedì potrebbe essere davvero quello peggiore della settimana.

Come riposare meglio la domenica sera?

D’altra parte, comunque, delle soluzioni possibili per addormentarsi più serenamente e dormire meglio ci sono.

Anzitutto bisognerebbe:

  • Impostare con attenzione il calendario lavorativo della settimana. Una schedule ben programmata mette a proprio agio, rassicura, fa percepire la mole di lavoro come qualcosa di gestibile e più sano.

Al contrario, ritrovarsi “ingolfati” fra call, meeting e code nel traffico cittadino, senza pianificazione, rischia di arrecare malessere e affanno quotidiano.

  • Dare spazio all’igiene del sonno. Se curare gli aspetti legati al benessere del riposo è fondamentale 365 giorni l’anno, la Domenica sera diventa ancora più cruciale. Disconnettersi dai dispositivi elettronici, prepararsi una tisana rilassante, rifare il letto con le lenzuola più morbide e pulite nell’armadio, sfumare luci e rumori, è un ottimo modo per entrare sotto le coperte ben predisposti.

Anche una mezz’ora di meditazione, per salutare la settimana uscente e celebrare quella appena arrivata, funziona come routine e abitudine positiva.

  • Inoltre, la cosa forse più importante di cui ricordarsi è di dare valore al tempo libero e alle cose che si ama fare. Specialmente nel weekend è fondamentale svagarsi, distrarsi attraverso sport, passioni e attività che ci appagano. Così facendo, il corpo riuscirà a sentirsi più libero e meno compresso, le tossine verranno smaltite più facilmente e la tensione si diraderà.

Dormire non è soltanto un’azione meccanica e ripetitiva che il nostro organismo e il cervello conoscono a memoria: bisogna aiutarsi ed allenarsi, anche nei momenti di maggiore stress o ansia, a trovare una maggiore tranquillità interiore.

Allenarsi va bene, ma occhio all’intensità

Lo sport è un toccasana per il benessere psico-fisico, una valvola di sfogo importantissima, una passione, uno stimolo alla crescita e al miglioramento, un modo per imparare il senso della sconfitta, lo spirito di gruppo… insomma, qualcosa di appassionante e nutriente.

Quello che però vi diremo in questo articolo riguarda l’alta intensità degli allenamenti sportivi: se parliamo di sonno, infatti, bisogna tenere presente che il corpo ha estrema necessità di consolidare, di riparare e rielaborare tutte le energie spese durante l’attività dunque il riposo non solo è cruciale ma deve tenere conto anche del bilanciamento sforzo/recupero ed è necessario che i benefici siano sempre maggiori.

Sonno e sport

Durante il sonno il corpo produce maggiori quantità di Gh, l’ormone della crescita, consolidando dunque gli sforzi compiuti durante la giornata a livello muscolare.

Anche se non ce ne rendiamo conto, non appena ci abbandoniamo alla notte, chiudendo gli occhi, si attivano moltissimi processi e collegamenti interni al nostro organismo che sono straordinariamente importanti per la nostra salute.

Affaticare troppo il corpo con allenamenti stressanti, ad altissima intensità o mal gestiti da un punto di vista di carichi e orari delle sessioni, potrebbe diventare controproducente e nocivo: lo sportivo professionista deve seguire una routine precisa, messa a punto da preparatori esperti, che tenga di conto delle esigenze, degli obiettivi, ma anche – ad esempio – della corretta alimentazione e di eventuali disturbi o particolarità del sonno della persona.

Non tutti noi, infatti, siamo uguali e non tutti noi dormiamo nella stessa maniera.

Sonno, sport e alimentazione

Una dieta sana, per uno sportivo professionista e più in generale per tutti, è fondamentale per godere di un riposo altrettanto ristoratore: con dieta non si intende per forza regime alimentare di privazione quanto un diario alimentare che preveda tutti i nutrienti e che li gestisca però a seconda di età, conformazione fisica, abitudini e/o patologie della persona, obiettivi.

Per quanto riguarda il sonno, ad esempio, consigliamo di mangiare kiwi e amarene un paio d’ore prima dell’addormentamento poiché questi due frutti hanno proprietà benefiche sul riposo. Anche i carboidrati, tanto demonizzati da una certa parte “old-school” di nutrizionisti, sono in grado di allungare il riposo di quasi un’ora poiché contengono triptofano, aminoacido essenziale, che ha dei buoni effetti sul sonno come sull’umore.

Gli eccitanti, come caffeina, alcol e cioccolata, al contrario sono caldamente sconsigliati da consumare soprattutto nei pasti serali.

Elettricità statica

Un altro fattore che influisce sulla capacità di addormentarsi serenamente sono le cariche di elettricità nel corpo, proprio quelle responsabili della famosa scossa: durante la notte il corpo deve poter scaricare appropriatamente l’energia accumulata durante la giornata.

Se siamo troppo carichi, riposeremo in maniera meno sana, aumenterà lo stress, l’affaticamento, il sonno non sarà più un momento di ristoro e pacificazione.

Anche per quanto riguarda il cibo, ci sono delle accortezze per favorire la naturale dispersione dell’elettricità accumulata nel corpo: evitare i latticini, mangiare molta frutta e verdura, bere molta acqua sono presupposti essenziali per sentirsi meno… elettrici.

Uomini e Donne: se anche il sonno fa differenze…

Anche per quanto riguarda il riposo, uno dei momenti che dovrebbe garantire equamente il massimo benessere a tutti, sembra che fra uomini e donne ci siano delle differenze notevoli. A riportarlo, oltre studi e ricerche scientifiche svolte nel corso degli anni, ora è anche il Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale Niguarda di Milano.
Le donne sembrano in effetti più predisposte a soffire d’insonnia e i motivi sono tanti. In questo articolo proveremo allora a delinearne alcuni.

Il ruolo degli ormoni

Il cambiamento del rapporto fra estrogeni e progesterone, ormoni che ogni donna conosce molto bene perché legati al ciclo mestruale, sembra fondamentale anche nella regolazione del ciclo sonno – veglia e in quello del ritmo circandiano, quella sorta di orologio biologico che si basa sul sistema luce – ombra e che allerta il nostro corpo – e la mente – quando è il momento di coricarsi.
Ecco che allora le statistiche delle donne che durante il ciclo mestruale soffrono di problemi di di insonnia e addormentamento s’impennano in maniera decisa.
Non sono i fastidi e i dolori legati al ciclo che rendono impossibile il riposo ma proprio il sonno, complessivamente, perde di intensità e qualità.

La Menopausa

La sfera degli ormoni sessuali sembra avere un ruolo davvero importante nella gestione del sonno e la menopausa è – per le donne – una delle fasi più importanti e delicate della vita.
Proprio durante la menopausa, infatti, molte donne cominciano a soffrire in maniera più strutturata e continuativa di disturbi del sonno. Le frequenti vampate di colore, unite allo scompenso ormonale, ai cambiamenti di umore e all’invecchiamento, rendono i risvegli notturni più comuni. Svegliandosi spesso, però, le diverse fasi del sonno che si alternano nel tempo del riposo, si scombinano con un effetto destabilizzante per il benessere psico-fisico.

La vita quotidiana e i rapporti sociali

Come se i fenomeni fisiologici non bastassero, nella progressiva carenza di sonno delle donne ci si mettono anche le questioni sociali e culturali, come ad esempio il lavoro e la gestione familiare.
Le donne professionalmente attive, che però hanno anche una casa e una famiglia da gestire, riescono con meno facilità a collimare tempi e orari, andando a incidere sul tempo del riposo in maniera purtroppo negativa. Pensiamo al momento della maternità, o alla svezzamento: le donne devono spesso faticare più degli uomini per ritagliarsi anche solo venti minuti in più per un sonnellino diurno o per prolungare il riposo notturno.

Come dormire di più?

Non è facile trovare il tempo per staccare la spina e addormentarsi serenamente: con la vita frenetica della contemporaneità, tutti fatichiamo per lasciare andare le tensioni e rilassarsi.
Le donne, a maggior ragione, hanno però bisogno di riposare e di farlo bene, con un sonno di qualità.
Impostare un’agenda giornaliera che lasci il giusto spazio anche alla cura di sé e del proprio riposo è la prima azione di self-care che ogni donna ha diritto di pretendere per tenersi in forma, sana e appagata.
“Il sonno cura l’anima”, dice la saggezza antica.

Si può comprare un materasso su internet?

Il materasso su cui passerete le notti non è un oggetto di poco valore, tutt’altro: al contrario di un oggetto di arredamento o design, non si può sceglierlo solo basandosi su parametri estetici o di gradimento.
Bisogna provarlo, farne esperienza… viverlo.
Si tratta infatti di un supporto che vi accompagnerà per moltissimo tempo e – anche a livello di spesa – non è certo una scelta da affrontare a cuor leggero.
Ecco perché il tempo necessario di valutazione, la cura e l’approfondimento nella ricerca di dettagli e informazioni, sono tutti valori essenziali a cui prestar fede prima dell’acquisto.

L’esperienza e professionalità del produttore: il valore aggiunto

Affidarsi alle conoscenze di un esperto del settore del riposo diventa dunque di fondamentale importanza quando si decide di passare dal vecchio al nuovo materasso o quando si deve arredare per la prima volta la propria casa.
Oggi, a causa anche di uno stile di vita sempre più iper-connesso e veloce, molte persone si affidano a tanti siti comparativi proposti da sedicenti esperti, che puntualmente fanno classifiche dei migliori materassi, percependo un ritorno economico sotto forma di affiliazione/provvigione.
Anche nel canale dei negozi fisici non sempre è tutto oro quel che luccica, il corpo, infatti, ha bisogno di adagiarsi per almeno una notte sul prodotto che si andrà a testare: il rivenditore dovrebbe darvi le specifiche tecniche, fare un’analisi dei vostri bisogni e delle vostre caratteristiche per indicarvi il materasso ideale ma, a volte, quello ideale coincide con il prodotto… dove c’è più margine di guadagno.
Ci sono delle informazioni essenziali da sapere e capire, e non soltanto a livello di misure: la densità della schiuma, le certificazioni dei materiali, se soffrite di lievi o importanti problemi posturali, se preferite più un supporto rigido o uno leggermente più morbido… o ancora, la temperatura ed umidità media della vostra camera da letto.
Insomma, una scelta non banale ma determinata da molteplici fattori.

La prova… sul posto

Nemmeno i famosi 30 minuti di prova che spesso molti rivenditori danno la possibilità di effettuare in-store, sembrano essere davvero sufficienti per capire perfettamente se quel materasso è proprio il più giusto per voi: infatti la rete di cortesia presente in negozio potrebbe essere molto diversa da quella che userete una volta a casa, e questo parametro può ribaltare completamente il comfort percepito del materasso.
Inoltre, a parte il fattore tempo, c’è bisogno di girarsi e rigirarsi su un materasso prima di sentire la sensazione di beneficio e confortevolezza che esso ci regala.
Si può  fare la “prova del braccio”, inserendo l’arto fra la zona lombare e il materasso per testarne la durezza: se scorre con troppa difficoltà, infatti, significa che il materasso è eccessivamente morbido, al contrario, se scorre senza difficoltà il supporto è molto rigido e potrebbe risultare scomodo e inadatto sul lungo periodo.

zenO, il materasso con 100 notti di prova

Sempre più online si trovano materassi con 100 notti di prova, il materasso zenO è stato tra i primi ad adottare questa politica, con l’intento di avvicinarsi sempre più alle persone e all’esigenza della notte di prima, quella realmente definitiva per capire se il materasso è quello giusto.
Abbiamo inoltre scelto di vendere il materasso solo online e non tramite rivenditori, per evitare il prezzo nascosto di affiliazioni/provvigioni a carico del cliente finale, optando invece per progettare un materasso che fosse davvero ideale per tutti.

Caldo ed insonnia portano aggressività?

Le temperature anomale, sempre più elevate, portate con sé dall’emergenza climatica che stiamo vivendo ci sottopongono costantemente a numerose riflessioni: non soltanto dobbiamo chiederci come contribuire a ridurre l’impatto ambientale, ma anche che precauzioni è necessario prendere nei confronti di una situazione davvero critica, che nell’estate 2022, quell’attuale per l’appunto, ha visto il termometro raggiungere picchi mai sfiorati, con moltissimi casi di persone anziane e soggetti fragili messi a dura prova dall’affaticamento.
Già, perché quella del caldo non è soltanto una questione di sopportazione, di tolleranza, o di fastidio… ma si tratta di una condizione invalidante che in taluni casi può anche peggiorare le cose e costringere le persone a vivere dentro casa, con il condizionatore acceso (altro grosso problema, e per l’ambiente e per il rischio “assuefazione”) o col ventilatore sempre in funzione.

Caldo e sonno: un binomio… da incubo

Considerando che il cortisolo, ovvero il cosiddetto ormone dello stress, è il “responsabile” della regolazione della temperatura corporea, la sintesi dovrebbe venirvi automatica. Si dovrebbe capire subito, in altre parole, come fra rabbia, ansia, frustrazione e temperature eccessive vi sia una correlazione molto stretta.
Più si soffre il calore e più si tende a manifestare aggressività, intolleranza, a divenire sgarbati e irascibili.
Il punto della questione, inoltre, è legato anche al sonno: infatti se a causa delle alte temperature riposiamo meno, e in maniera peggiore, l’indomani saremo chiaramente più propensi a discutere, a prendersela con tutti e per tutto… insomma, a vivere astiosamente.
Questo però non è giusto né sano, e dunque dobbiamo porvi rimedio cercando di mettere in pratica una serie di azioni, abitudini, e certe volte adottando un vero e proprio stile di vita nuovo, prendendo in considerazione il fatto che verosimilmente le temperature non scenderanno all’improvviso nei prossimi anni, ma anzi: l’obiettivo è contenere i danni e limitarli ma scordiamoci pure di tornare indietro di 100 anni in un momento.
Dunque, se quella che stiamo attraversando è una vera e propria fase climatica nuova, dobbiamo abituarci cercando di adottare uno stile di vita più sostenibile ed equo nei confronti dell’ambiente.

Eccessivo calore: consigli utili

Il condizionatore non è sempre la panacea dei mali, ma anzi spesso porta il corpo ad abituarsi eccessivamente ad una condizione di raffreddamento coatto, generando influenze e abbassamenti di voce non appena si passa da un’ambiente esterno ad uno climatizzato in maniera rapida e continua:

  • Usate abiti freschi e in tessuti naturali.
  • Allontanate gli apparecchi elettronici, soprattutto dalla zona notte, poiché generano calore.
  • Idratatevi a sufficienza durante la giornata.
  • Non assumete alcol, sostanze eccitanti come teina e caffeina in dosi elevate.
  • Abbiate un occhio di riguardo per la dieta, soprattutto nei mesi più caldi e nei pasti serali, prima di coricarsi: bisogna consumare molta frutta e verdura, rigorosamente di stagione e fresca, eliminare i cibi grassi, troppo elaborati e gli zuccheri raffinati, poiché possono rallentare il processo di digestione o essere nocivi per diabete e colesterolo.

Il corpo, come viene spesso detto, è una macchina perfetta: data la sua complessità, quando ci sono agenti esterni – come le alte temperature – che rendono particolarmente delicate le condizioni, bisogna aiutarlo a trovare o ritrovare il suo equilibrio in maniera graduale e naturale.

Outdoor sleeping: e se tornassimo a dormire… all’aperto?

Trend del momento o abitudine da riscoprire? Solo il tempo potrà dircelo, vero è che la pratica di allestire una vera e propria camera da letto all’aria aperta sta tornando preponderantemente in voga negli ultimi mesi, complici anche le temperature da record a cui siamo sottoposti.
Eh sì, perché se l’asticella dei gradi raggiunge picchi elevati e non tutti hanno la possibilità di procurarsi condizionatori o ventilatori di ultima generazione, ecco che si può tornare a quella che era un’abitudine molto comune nei primi del ‘900, quella cioè di allestire balconi, terrazze, verande e giardini per la notte.
Si trattava, a ben guardare, di una pratica diffusa anche per impedire il contagio di infezioni e virus (vedi: tubercolosi) molto comuni in quegli anni. Negli Stati Uniti, per esempio, diventò dunque una prassi quella di portare la zona notte nelle verande delle cose, o persino sui roof-top dei grattacieli.
Il mondo orientale, poi, non era insolito a questo tipo di routine già dall’antichità: tanti, infatti, sono considerati i benefici per un riposo più sano e di qualità nel dormire all’aria aperta.

Outdoor Sleeping: pro e contro

Se il contatto con l’aria e gli elementi naturali, soprattutto per non far sì che si propaghino infezioni e virus che circolano più facilmente in spazi chiusi e affollati, è fra i lati positivi dell’espandere la propria camera da letto al giardino, c’è da dire che non tutti si trovano in una condizione abitativa tale da poter approfittare di certi vantaggi.
C’è infatti la questione dello spazio (pensiamo a chi vive nei grandi centri urbani, in appartamenti senza terrazzo o balconi) e del suono, giacché non sempre si può, a causa dei rumori provenienti dalla zona circostante o per una questione di privacy, scegliere di adibire il proprio spazio esterno a riparo per la notte.

Alternative all’outdoor sleeping: la soluzione sta… nel materasso

Se non volete optare, almeno non senza gradualità, per una soluzione più radicale come quella di allestire la vostra camera da letto in uno spazio esterno, potete focalizzare l’attenzione sul materasso: proprio da quello, infatti, parte il benessere e il sollievo del vostro riposo, soprattutto nelle calde serate estive.
Un’ottima soluzione per il rivestimento del materasso è il Tencel™, una fibra sintetica ottenuta dalla cellulosa, che cattura l’umidità corporea aumentando la sensazione di freschezza sulla pelle, anallergico e dunque ottimo per chi ha problemi con gli acari.
Partendo dal legno di faggio ed eucalipto, e subendo poi delle delicate e ricercate lavorazioni industriali, si arriva alla produzione di una fibra che ha innumerevoli vantaggi poiché regola la temperatura corporea e assorbe più umidità del cotone.
Anche le soluzioni in cotone e bio-cotone sono ottime alleate contro la calura imperante della stagione estiva: grazie alle sue estreme e performanti qualità in fatto di riduzione dell’impatto ambientale, traspirabilità e anallergicità il cotone organico è un ottimo tessuto da scegliere quando si parla di materassi.
La traspirabilità garantisce un corretto equilibrio di temperatura fra corpo e agenti esterni, permettendo al nostro corpo di dormire più serenamente e di non assorbire umidità, fattore che, specialmente per chi soffre di problemi di dolori cervicali e artrosi, può risultare estremamente deleterio.
E allora cosa aspettate? Riflettete bene sulla scelta del materasso giusto per le vostre esigenze e, se proprio siete curiosi e non potete resistere, sappiate che rimane sempre l’ipotesi… letto in giardino.