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Dormire come i cavernicoli? Il segreto per un riposo più efficace

“Dormi come un uomo delle caverne. Scopri come dormivano i nostri antenati e migliora la qualità del tuo sonno una volta per tutte” è un libro bestseller, tradotto in 19 paesi (in Italia
edito DeAgostini) scritto da Merijn van de Laar, esperto in problemi del sonno dell’Università di Maastricht. Perché ve ne parliamo oggi?

Beh …perché sicuramente ci riguarda tutti da vicino. Scopriamo insieme le ragioni!

Dal passato al presente: le abitudini del sonno

Quello che postula lo scienziato olandese nel libro appena citato è fondamentalmente che il mito delle 8 ore di sonno, in qualche modo non fa più parte dei tempi moderni. Sebbene
ci venga continuato a propinare come il “segreto per un elisir di riposo perfetto”, sono soltanto la minoranza delle persone quelle che riescono davvero a dormire 8 ore ogni
notte.

Nella maggior parte dei casi stiamo tra le 6 e le 8 ore per notte, con picchi anche inferiori a seconda delle popolazioni e delle diverse aree geografiche del mondo.

Come dormivano i nostri antenati?

Anche se andare a rintracciare con esattezza le modalità e le tempistiche di riposo degli uomini delle caverne è pressoché impossibile, si possono studiare abitudini di popolazioni
di cacciatori e tribù ancora presenti in aree remote del mondo.

Quello che si scopre è dunque che in passato, o anche in assenza di stimoli legati alla tecnologia e dunque in ambienti privi di inquinamento acustico o visivo, ci si sveglia lo stesso durante la notte.
Stare svegli per qualche ora, o comunque non riuscire a dormire un tot di ore per notte, potrebbe non essere un problema come si postula spesso.

Anzi, al contrario, l’idea delle 8 ore filate è forse più una concezione dei tempi moderni, conseguente alla rivoluzione
industriale, anziché un processo fisiologico insito nella natura dell’uomo.

I segreti per dormire meglio

Quello che suggerisce lo scienziato olandese nel suo testo è di stare svegli, o di alzarsi, quando non si riesce a dormire. Stare a letto, senza effettivamente riposare, non sarebbe
infatti troppo produttivo.

Inoltre, secondo Merijn van de Laar è vietato sbirciare l’orologio quando ci si sveglia di notte: per riaddormentarsi, altrimenti, ci vogliono in media venti
minuti di più.

Sonno e tecnologia: un nuovo studio

Anche il Professor David Samson, della Duke University (Usa), si è interessato ai ritmi di sonno della popolazione di Mandena, in Madagascar. Quello che ne hai vinto attraverso la
sua ricerca e che anche in assenza di stimoli legati ad app e smartphone, la quantità di sonno non va ad aumentare ma può restare breve e intervallato da momenti di veglia e
risvegli.

Probabilmente, come accennavamo poco, la famosa e dibattuta questione delle 8 ore di sonno per notte, su cui ci si è spesso interrogati, non è il focus centrale della questione.
Bisogna piuttosto analizzare la qualità di ore riposate e conoscere bene il proprio funzionamento, sapendo che ognuno ha i propri ritmi, le proprie inclinazioni.

E non tutti reagiamo allo stesso modo rispetto agli stimoli esterni.

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