Le spedizioni riprenderanno regolarmente a partire da lunedì 7 settembre.

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Una super IA per capire il sonno

Negli ultimi mesi si sente parlare sempre più frequentemente di intelligenza artificiale: capire quali possono essere i suoi utilizzi più efficienti e produttivi, analizzarne i limiti e i potenziali “pericoli”, sono tutte considerazioni che si inseriscono in un discorso complessivo e generale, necessario da affrontare, al fine di non rimanere schiacciati dal super potere di questo strumento, ma anzi rimanendo ben aderenti alla realtà e carpirne al meglio le opportunità.

E quando parliamo di sonno, come ed in che cosa potrebbe aiutarci l’intelligenza artificiale? Conoscete le risposte? Altrimenti vi invitiamo a leggere l’articolo per scoprirlo!

Sonno e intelligenza artificiale: potenzialità e risorse a disposizione della ricerca

Ciò che siamo stati in grado di studiare e conoscere finora rispetto al sonno è il frutto di decenni di duro lavoro da parte di ricercatori ed esperti di tutte le università del mondo. E si tratta di un patrimonio di informazioni davvero utile ed ingente.

Con il solo limite – tuttavia – di fare delle fotografie “singole” dei fenomeni specifici.

Come migliaia e migliaia di polaroid, abbiamo collezionato immagini ed informazioni di tanti momenti del sonno, di ciò che avviene nel nostro cervello durante le varie fasi – dall’addormentamento al
risveglio –.

Quello che serviva – e che l’intelligenza artificiale sembrerebbe proprio riuscire a completare – era ricompattare tutte queste singole “immagini” in un quadro d’insieme in modo da avere una visione unitaria di quello che accade mentre dormiamo.

Cosa dice la ricerca scientifica:

Grazie ai ricercatori della Icahn School of Medicine presso il Mount Sinai è stato presentato un modello – il suo nome è Patch Foundational Transformer for Sleep – in grado di studiare più di un milione di ore di sonno.

Si tratta, dunque, di uno strumento di Intelligenza Artificiale che analizza dalle onde cerebrali, all’attività muscolare, dalla frequenza cardiaca al respiro e che dunque dà un aiuto enorme a capire tutti i processi e le fasi del riposo.

Il futuro dello studio del sonno è davvero…radioso

Senza indugiare in falsi allarmismi o teorie catastrofiche, possiamo dire che quello dell’intelligenza artificiale è un potere immenso che dobbiamo imparare a gestire e veicolare per i migliori intenti, senza lasciarsene sopraffare o abusandone.

Infatti, nel caso dei dati e delle informazioni ricavabili rispetto al sonno, avere dei mezzi come quelli dell’IA non vuol dire che potremmo fare a meno dei medici o degli esperti del sonno. Tutt’altro: più dati specifici siamo in grado di fornire agli studiosi, più il grado di complessità dell’analisi si farà delicato e ci sarà bisogno di esperti autorevoli in grado di saper decodificare e leggere bene proprio quei dati.

L’intelligenza artificiale ci potrà così supportare in maniera concreta ed efficace affinché si possano trovare nuove soluzioni e opportunità per i disturbi del sonno e per la salute in generale. Infatti, proprio nell’ambito della medicina, il ruolo dell’IA è davvero cruciale. Si tratta di una sfida da non sottovalutare, ma anzi da affrontare in maniera coraggiosa e con ingegno.

Il valore del capitale umano, di ciò che la mente può produrre, non sarà mai sostituibile nemmeno con il più fine degli aspetti robotizzati o tecnologici.
L’avanzamento del progresso, tuttavia, non può che essere un aiuto importante e parallelo allo sviluppo del sapere dell’uomo.

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