Genitorialità e sonno: come cambiano le notti quando arriva un figlio

L’arrivo di un bebè è uno dei momenti più significativi, densi e pieni di emozione per ogni coppia: cambiano gli equilibri, i bisogni, si lavora sul riassetto della quotidianità, degli spazi, della comunicazione.
Avere un figlio è un’esperienza totalizzante, che rafforza la coppia, accresce la famiglia, stimola a costruire un progetto condiviso.
Certo, in tutta questa meravigliosa e gigantesca “avventura”, trovare il tempo di dormire – e dormire bene – non è facile, specialmente nei primi mesi di vita del bambino.
È possibile cercare un compromesso che non sacrifichi il benessere e la qualità del riposo? Si, lo è. Scopriamo insieme come.

Privazione del sonno: cosa evitare

Durante i primi mesi di vita, i cicli sonno-veglia hanno durata inferiore rispetto a quelli degli adulti: i risvegli sono più frequenti e chi deve prendersi cura di un bambino, questo lo sa bene. Non si dormiranno più, allora, sette o otto ore di fila, ma si può intervallare il riposo basandosi anche sul ritmo del figlio. Quando il bambino dorme, anche l’adulto deve riposare!
La privazione del sonno, infatti, porta stanchezza fisica ed emotiva, irritabilità, ansia, disagio e anche una maggior probabilità di incidenti causati da distrazione.
L’equilibrio di una coppia di neo genitori è un meccanismo estremamente delicato poiché nuovo, da scoprire ancora, per entrambi. La mancanza di sonno può influire negativamente sull’emotività dei genitori e questo alla lunga potrebbe essere nocivo per la relazione, sia di coppia che genitoriale.

Consigli per una perfetta igiene del riposo

I neo genitori, tuttavia, possono e debbono godere di un sonno di qualità. Per loro servirà tempo, pazienza, e qualche piccola raccomandazione che possa aiutarli ad affrontare meglio le prime notti insieme al bambino.
Potrebbe essere utile anzitutto darsi il cambio nel riposo. Alternarsi nella turnazione del risveglio è proficuo perché serve – specialmente alla madre se allatta naturalmente – a ristorare le energie profuse e ricaricare le pile.
Sì anche al pisolino pomeridiano: se è vero che il bambino porta con se nuovi ritmi e abitudini, i neo genitori possono volgere a proprio favore alcune opportunità e sfruttare certi momenti della giornata per un nap profondo e ristoratore.
Non c’è poi da aver paura o timidezza nel chiedere aiuto ad un parente, alla vicina di casa, un amico o una babysitter quando si sente di aver accumulato troppa stanchezza o stress emotivo e si ha bisogno di un paio d’ore di relax, che siano per fare una passeggiata al parco in solitaria o un sonnellino rilassante.
E soprattutto, la coppia di neo genitori cercare di ricreare nella propria casa – e in camera da letto – un clima disteso e accogliente, che elimini stress e tossine non necessarie.
Bisogna confrontarsi, parlarsi, ascoltare le esigenze dell’altro. Altrimenti non si potranno percepire nemmeno quelle del bambino.
Se la compagna o il compagno è in debito di forze (o di sonno), prestiamole il nostro conforto e aiuto, non sovraccarichiamo le giornate di impegni o distrazioni inutili, concentriamoci sul benessere della coppia e su quelli del nuovo arrivato in famiglia.
I primi mesi voleranno velocissimi e diventeranno uno splendido ricordo di alleanza e condivisione familiare.

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