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Ortosonnia: quell’ossessione per il riposo perfetto

In tempi complessi come quelli moderni, che richiedono sempre il massimo della produttività e delle performance, anche il riposo non è escluso dalla gara alla perfezione. Ecco perché negli ultimi anni si sta cominciando a parlare di Ortosonnia (letteralmente: riposo giusto) in relazione ad un tipo di disturbo che sta diventando sempre più “popolare” negli Stati Uniti, coinvolgendo migliaia di persone così attente anzi, morbosamente attente, alla qualità e quantità del proprio sonno da diventarne in qualche modo dipendenti, sviluppando poi comportamenti anomali e che vanno in direzione opposta al benessere e alla cura di sé.

Quando si parla di Ortosonnia

Dell’ortosonnia si è recentemente occupato anche uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Sleep Medicine, condotto dalla Rush University Medical School e dalla Feinberg School of Medicine della Northwestern University, entrambe a Chicago.
Proprio negli Stati Uniti – assieme al dilagare dell’utilizzo di sleep tracker, ovvero dei tracciatori del sonno, strumenti che monitorano il riposo riconsegnando dati, movimenti e statistiche il mattino seguente – migliaia di persone hanno cominciato ad attuare, in maniera totalmente randomica e auto-gestita, una serie di comportamenti e diagnosi sulla base di una scorretta interpretazione dei dati letti.

Sleep Tracker: cosa sono e come usarli

Gli Sleep Tracker, in commercio ormai da tempo, si possono trovare di vario prezzo e tipologia: il loro utilizzo è molto funzionale se finalizzato ad indagare patologie e disturbi precisi legati al riposo.
Uno sleep tracker può essere utilizzato sotto il monitoraggio di un professionista esperto, senza, quindi, improvvisarci “medici del sonno” anche perché si può arrivare a prendere decisioni errate in base a calcoli e deduzioni derivanti da qualche variazione temporanea su, ad esempio, la quantità di ore/minuti dormiti in una settimana.
Le variabili di cui tenere conto sono molte e spesso delicate o complesse.
Se i dati degli sleep tracker vengono “falsati” da una cattiva lettura, chiaramente si possono cominciare ad attuare dei comportamenti correttivi che diventano tutto fuorché sani e… appunto, corretti.

Ortosonnia: cosa fare in caso di eccessiva attenzione e preoccupazione al proprio riposo

Se pensate di aver sviluppato un focus troppo estremo, e poco sano, su come e quanto riposate, anziché affrettarvi a comprare l’ultimo modello di sleep tracker in circolazione, potreste provare a rivolgervi ad uno specialista con cui approfondire e genesi ed eziologia del vostro malessere.
Oppure potreste provare a tranquillizzarvi attraverso pratiche e sessioni di meditazione serale, di stretching e yoga rilassante.
Potreste inoltre rivedere la vostra igiene del sonno e disfarvi di dispositivi elettronici in camera da letto, per il tempo del riposo. Smartphone, tv e tablet devono essere tenuti spenti durante la notte, sostituiti magari dalla lettura di un buon libro o da una tisana rilassante.
Dormire in maniera corretta, provare ad attuare una serie di tecniche e pratiche per riposarsi meglio, è un modo di ringraziare e celebrare il vostro corpo.
Esattamente come quando si fa esercizio fisico, tuttavia, è utile riconoscere il momento in cui bisogna muoversi, alzarsi dal divano e fare una bella corsa distensiva e salutare, e quando è tempo di fermarsi, altrimenti l’allenamento diventa controproducente e poco sano.