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Sogni: cosa ci dicono e come interpretarli

Fin dai tempi antichi, provare a decifrare le immagini che si producono e si “materializzano” durante il riposo, ha destato l’interesse di studiosi e appassionati. Dare un senso alle proiezioni della mente, conoscere i viaggi dell’inconscio è un mistero entusiasmante sul quale si sono basati miti e leggende e su cui sono stati scritti migliaia di manuali e profezie.
Da Freud a Jung, da Hall a Domhoff è sicuramente proprio nel XX secolo che si è arrivati a formulare le teorie più interessanti sui sogni e sulla loro influenza nella quotidianità.
Senza volerci soffermare troppo sulle singole teorie di questi psicanalisti e studiosi, è interessante però notare come i sogni si siano plasmati su differenti realtà e livelli: uno più popolare e legato alle tradizioni, con usanze, simboli e un codice orale tramandato di generazione in generazione, ed uno invece più scientifico, che lega i sogni e la loro genesi a precisi processi e meccanismi che accadono nel nostro cervello mentre dormiamo.

Sogni ricorrenti ed immagini evocative

Sognare è un’attività che a chiunque è capitata almeno una volta nella vita: sotto forma di immagini positive e calmanti o, al contrario, come incubi capaci di portare addirittura al risveglio, la potenza della mente di creare un immaginario complesso e sfaccettato durante il riposo è qualcosa di davvero straordinario.
Ma cosa ci dicono, su di noi, i sogni che si fanno? Se per Freud questi erano la proiezione inconscia di un desiderio, oggi buona parte della comunità scientifica si concentra maggiormente su altri aspetti, fra i quali:

  • La capacità, attraverso i sogni, di immagazzinare esperienze e vissuti in modo da aiutare chi li compie a rielaborare in maniera più proficua alcune brutte esperienze (traumi) accaduti nella vita reale;
  • L’importanza dei sogni nel processo di consolidamento delle immagini e della memoria;
  • Il ruolo dei sogni nell’incrementare la creatività e le performance come parte di uno scenario narrativo che proprio nell’inconscio e nel riposo trova la sua forma di espressione più pura.

Come “monitorare” i propri sogni

Se sognare disastri naturali è qualcosa di molto frequente e comune, certe volte le persone sono in grado di ricostruire, nella dimensione onirica, paesaggi, colori, dialoghi così vividi e presenti da far davvero riflettere.
I sogni, specialmente gli incubi, possono indicare anche il livello di ansia e tensione a cui siamo quotidianamente sottoposto, dal momento che se è vero che il corpo parla, talvolta lo fa usando ogni risorsa e mezzo a sua disposizione.
Chi ha un’attività onirica molto potente e ampia, può comunque tenere un diario giornaliero dei sogni che fa in modo da analizzare ed approfondire meglio alcune sensazioni collegandole anche al cambiamento di abitudini, agli spostamenti, agli eventi accidentali.
In alternativa si può portare i propri sogni in terapia e discuterli con un professionista.
Infine, si può fare una riflessione su quanto alcune situazioni ed immagini elaborate nel sogno possano essere legate alle credenze religiose, sociali, etiche che ci portiamo dentro.
Non esiste una vera e propria interpretazione univoca dell’immaginario onirico, ma ci sono dei segnali che il nostro corpo manda per voler essere ascoltato.
In questo senso, i sogni non sarebbero che un mezzo, uno strumento, per veicolare un messaggio.

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