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Allenarsi va bene, ma occhio all’intensità

Lo sport è un toccasana per il benessere psico-fisico, una valvola di sfogo importantissima, una passione, uno stimolo alla crescita e al miglioramento, un modo per imparare il senso della sconfitta, lo spirito di gruppo… insomma, qualcosa di appassionante e nutriente.

Quello che però vi diremo in questo articolo riguarda l’alta intensità degli allenamenti sportivi: se parliamo di sonno, infatti, bisogna tenere presente che il corpo ha estrema necessità di consolidare, di riparare e rielaborare tutte le energie spese durante l’attività dunque il riposo non solo è cruciale ma deve tenere conto anche del bilanciamento sforzo/recupero ed è necessario che i benefici siano sempre maggiori.

Sonno e sport

Durante il sonno il corpo produce maggiori quantità di Gh, l’ormone della crescita, consolidando dunque gli sforzi compiuti durante la giornata a livello muscolare.

Anche se non ce ne rendiamo conto, non appena ci abbandoniamo alla notte, chiudendo gli occhi, si attivano moltissimi processi e collegamenti interni al nostro organismo che sono straordinariamente importanti per la nostra salute.

Affaticare troppo il corpo con allenamenti stressanti, ad altissima intensità o mal gestiti da un punto di vista di carichi e orari delle sessioni, potrebbe diventare controproducente e nocivo: lo sportivo professionista deve seguire una routine precisa, messa a punto da preparatori esperti, che tenga di conto delle esigenze, degli obiettivi, ma anche – ad esempio – della corretta alimentazione e di eventuali disturbi o particolarità del sonno della persona.

Non tutti noi, infatti, siamo uguali e non tutti noi dormiamo nella stessa maniera.

Sonno, sport e alimentazione

Una dieta sana, per uno sportivo professionista e più in generale per tutti, è fondamentale per godere di un riposo altrettanto ristoratore: con dieta non si intende per forza regime alimentare di privazione quanto un diario alimentare che preveda tutti i nutrienti e che li gestisca però a seconda di età, conformazione fisica, abitudini e/o patologie della persona, obiettivi.

Per quanto riguarda il sonno, ad esempio, consigliamo di mangiare kiwi e amarene un paio d’ore prima dell’addormentamento poiché questi due frutti hanno proprietà benefiche sul riposo. Anche i carboidrati, tanto demonizzati da una certa parte “old-school” di nutrizionisti, sono in grado di allungare il riposo di quasi un’ora poiché contengono triptofano, aminoacido essenziale, che ha dei buoni effetti sul sonno come sull’umore.

Gli eccitanti, come caffeina, alcol e cioccolata, al contrario sono caldamente sconsigliati da consumare soprattutto nei pasti serali.

Elettricità statica

Un altro fattore che influisce sulla capacità di addormentarsi serenamente sono le cariche di elettricità nel corpo, proprio quelle responsabili della famosa scossa: durante la notte il corpo deve poter scaricare appropriatamente l’energia accumulata durante la giornata.

Se siamo troppo carichi, riposeremo in maniera meno sana, aumenterà lo stress, l’affaticamento, il sonno non sarà più un momento di ristoro e pacificazione.

Anche per quanto riguarda il cibo, ci sono delle accortezze per favorire la naturale dispersione dell’elettricità accumulata nel corpo: evitare i latticini, mangiare molta frutta e verdura, bere molta acqua sono presupposti essenziali per sentirsi meno… elettrici.

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