Digiuno intermittente: come il cibo influisce sul riposo

Zeno - Digiuno Intermittente

Intermittent fasting (digiuno intermittente) è un termine in cui vi sarà sicuramente capitato di imbattervi negli ultimi anni, complici anche i trend del momento e le moltissime celebrities che hanno promosso questa abitudine – stile di vita – attraverso interviste e curiosità.

Si tratta di uno schema alimentare controllato che, con varie fasi e differenti metodologie, raggruppa l’apporto di calorie consumate ad un tempo limitato della giornata. Come anticipato, non esiste soltanto una variante di digiuno intermittente ma almeno tre: lo schema 16/8, lo schema 5:2 e lo schema Eat-Stop-Eat.

Ognuno di essi segue un modulo orario diverso ma ciò che li accomuna è la pratica di sezionare intervalli di digiuno di media-lunga frequenza a singoli o più pasti temporalmente scanditi nella giornata.
I tre schemi sono diversi dal “metodo” OMAD (one meal a day) che consiste invece nel consumare un singolo pasto giornaliero.

Digiuno Intermittente: fa davvero bene alla salute?

Moltissime sono state le ricerche in ambito clinico-scientifico riguardo gli effetti del digiuno intermittente sulla salute. L’assioma di base è che bisognerebbe prendere in considerazione una quantità limitata di tempo – evitando di consolidare questi schemi alimentari in maniera costante e fissa nella propria vita – e persone di costituzione sana.

Chi soffre di patologie o disturbi invalidanti, non può sottostare a questi regimi che comunque richiedono uno sforzo di adattamento dell’organismo.

Ciò detto, anche uno studio sui primati del 2009, pubblicato dalla rivista Science, ha mostrato (sui primati) i benefici a lungo termine di un regime alimentare a restrizione calorica. In particolare, ridurre e concentrare il cibo in momenti specifici della giornata sembra contribuisca a diminuire l’infiammazione sistemica, migliori il profilo ormonale e il livello di insulino–resistenza, renda più performanti e attenti, rinforzi il sistema metabolico e riduca il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, alcuni tipi di cancro.

Digiuno intermittente e riposo: quali correlazioni?

Cibo e riposo, lo abbiamo specificato molte volte, sono concetti estremamente correlati: ciò che si mangia, quando e quanto lo si fa, influenzano notevolmente la qualità del sonno, a tutti i gradi di età. Il digiuno intermittente, però, sembra aiuti a stabilizzare il ritmo circadiano – il nostro orologio interno scandito dal meccanismo luce/ ombra – e che aumenti il livello dell’ormone della crescita, che aiuta a bruciare i grassi, rinforza i muscoli e ripara il corpo aiutando le cellule a lavorare più correttamente.

Le persone che praticano digiuno intermittente in maniera graduale e corretta sembra siano anche più attente e performanti nelle attività quotidiane e godano, al contempo, di una fase di sonno REM più prolungata. Il digiuno intermittente, attenzione, ha però anche dei rischi da valutare: concentrare l’apporto calorico di una giornata in un solo lasso temporale porta a dover analizzare con attenzione quando mangiare.

Sproporzionati pasti serali o notturni non sono proficui per la salute, specialmente se molto pesanti o elaborati; bevande energetiche, zuccherate, gasate, sostanze eccitanti come alcolici o caffè sono totalmente da sconsigliare.
Se volete provare il sistema di digiuno intermittente, fatevi consigliare da un esperto in materia e valutate un regime comunque graduale, non troppo privativo e che potete sostenere senza danni.

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