Rumore bianco e Rumore rosa: l’importanza della stimolazione uditiva per il sonno

Con la sigla ASMR (acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ovvero risposta sensoriale apicale autonoma) si indica una sensazione di rilassamento diffuso, accompagnato da un graduale formicolio in alcune parti del corpo e da un progressivo stato di quiete indotto attraverso una stimolazione uditiva che rimanda a sensazioni positive (ricordi d’infanzia, momenti ed esperienze felici), permettendo a chi ne fa pratica di avere risultati positivi in termini di riposo e benessere psicofisico. 

 

Rumore bianco e rumore rosa: caratteristiche

 

Attraverso esercizi di whispering (sussurro) e roleplay (simulazioni situazionali) riprodotte da voci ipnotiche di professionisti, coloro che soffrono di disturbi del sonno e di sintomatologie ansiose sembrano trovare sollievo beneficiando di una condizione di profonda tranquillità che li avvicina al riposo. 

Il ruolo dei suoni – tecnicamente “rumori” – con l’ASMR ed altri tipi di tecniche di rilassamento è davvero fondamentale, ecco perchĂ© a tal proposito bisogna distinguere il rumore bianco dal rumore rosa. Entrambi sono delle frequenze che si pensa abbiano la capacitĂ  di modulare le onde cerebrali, infondendo un senso di pace e rilassamento. 

Il rumore bianco è statico, cioè è lo stesso a tutte le frequenze. É indicato per indurre lo stato di addormentamento e lo si usa nei reparti di terapia intensiva, specialmente quella neonatale, per donare sollievo e tranquillità al riposo dei piccoli degenti. Il rumore bianco non esiste in natura ma può essere ricreato artificialmente. 

Il rumore rosa ha invece frequenze basse ma di potenza maggiore rispetto a quello bianco ed è considerato efficace per indurre lo stato di addormentamento e conciliare il riposo. Con le sue caratteristiche armoniose e delicate, stimola la concentrazione e aumenta il grado di rilassamento. Il suono delle cascate o delle onde oceaniche, riproduzioni naturali di rumore rosa, ne sono la conferma. 

 

Rumore rosa: un aiuto per il sonno

 

Alcuni studi scientifici come quello del 2012 sul Journal of Theoretical Biology o quello del 2017 su Frontiers in Human Neuroscience hanno analizzato il rapporto fra rumori rosa e sonno: sembra che esso riduca le onde cerebrali, aumenti il sonno stabile e abbia una correlazione positiva col sonno profondo. 

Le ricerche in materia vanno avanti e si nutriranno di ulteriori dati e ipotesi col passare del tempo: nel mentre possiamo suggerire, specialmente a chi soffre di disturbi del sonno, di fare un tentativo per scoprire gli effetti che i rumori potrebbero generare sulla propria persona. Esistono numerosi canali, siti e applicazioni dove trovare sessioni, playlist e rumori registrati fatti apposta per il rilassamento e il riposo indotto. 

Unendo queste abitudini con altre buone pratiche di igiene del sonno – come quella di impostare e seguire una routine e degli orari di riposo, evitare pisolini diurni troppo lunghi, prestare massima attenzione ai pasti serali e a non eccedere con bevande eccitanti o cibi pesanti – anche chi è soggetto a soffrire di disturbi del sonno temporanei o periodici potrà godere di notevoli miglioramenti. 

Quanto influiscono le scosse ipniche sul riposo?

Vi è mai capitato di essere sul punto di addormentarvi o di essere appena caduti nel sonno e svegliarvi all’improvviso per la sensazione di cadere nel vuoto o per un movimento incontrollato e rapido delle gambe? 

Bene, si tratta di una situazione piuttosto comune e nella maggior parte dei casi, assolutamente innocua. 

Le scosse ipniche (scientificamente “mioclonie notturne”) colpiscono infatti circa il 60-70% della popolazione mondiale e possono essere un fenomeno fisiologico, che tende a ripresentarsi maggiormente in periodi di stress o situazioni “discomfort”, oppure inserito nel quadro di alcune patologie, situazione che quindi necessita di visite e consigli specialistici approfonditi. 

Vediamo come e quando le mioclonie notturne possono influire sul vostro riposo e scopriamo cosa possiamo fare per alleviare il fastidio degli “scatti nel sonno”. 

 

Mioclonie notturne: come si presentano 

Con il termine mioclonie si intendono delle contrazioni involontarie di breve durata e variabile intensità che coinvolgono il sistema muscolare in maniera circoscritta o più diffusa, colpendo molto spesso gli arti inferiori. 

Possono essere positive (nella maggior parte dei casi), quando si manifestano come contrazioni muscolari attive, oppure passive, nei casi in cui si tratti di un’inibizione dell’attivitĂ  muscolare. 

Come si può ben capire, le mioclonie si possono presentare in diverse forme (focali, multifocali, segmentarie), coinvolgendo anche piĂą gruppi muscolari, e possono essere legate a numerose patologie – malattie del sistema nervoso centrale, infezioni virali dell’encefalo, Alzheimer, tumori – o acuirsi in situazioni di stress, disagio emotivo, ansia o depressione. 

Le mioclonie ipniche, quelle che si manifestano nella fase di addormentamento, possono compromettere la qualitĂ  e l’efficienza del riposo generando stati di insonnia prolungati. 

 

Il nostro corpo: una macchina perfetta 

Durante la fase di addormentamento, quando i muscoli cominciano a rilassarsi e la mente sembra perdere il controllo sul nostro corpo, ecco che il cervello, come in una forma di protezione o difesa, interviene a verificare che tutto sia ancora “attivo” e funzionante: potremmo descrivere sommariamente così il processo che porta alle scosse ipniche, a quei movimenti involontari e talvolta molto potenti che ci destano dal torpore lasciandoci perfino preoccupati o inquieti. 

La mente, in altre parole, non smette mai di lavorare. Molte ricerche e studi sugli scatti del sonno ipotizzano anche una correlazione abbastanza forte fra questi movimenti muscolari e i traumi subiti, o gli irrisolti emotivi. 

É ben noto infatti come la fase del sonno e del pre-sonno siano momenti molto delicati dove la psiche accumula tutte le emozioni e le esperienze vissute in modo da rielaborarle. 

 

Scosse ipniche: c’è un rimedio? 

Dopo aver necessariamente scartato dal quadro clinico il legame fra episodi di scosse ipniche e patologie di ordine importante, nel caso di ripetute e frequenti manifestazioni della problematica è bene rivolgersi ad un esperto del sonno ed evitare sconsigliabili tentazioni “fai da te” ricorrendo a farmaci miorilassanti o tranquillanti. 

Sarà il medico a suggerirvi la terapia più accurata e precisa per la vostra situazione: le scosse ipniche spesso si risolvono in maniera autonoma migliorando la propria igiene del sonno, accertandosi cioè di mettere in atto tutta una serie di buone pratiche e abitudini che diano più regolarità al proprio corpo e dunque al riposo. 

I segreti del memory foam

Dall’esperienza della NASA, che nel 1966 sviluppò una schiuma poliuretanica a cellula aperta per imbottire i sedili dei velivoli e le tute spaziali, qualcosa che fosse in grado di migliorare le prestazioni degli astronauti prestando attenzione agli attriti dell’aria e alla distribuzione del peso corporeo, arriva fino a noi il Memory Foam.

Se per vent’anni il brevetto del materiale fu infatti proprietĂ  esclusiva NASA, dagli anni ’80 ad oggi si è deciso di renderlo pubblico e impiegarlo per altre funzioni, ad esempio nella progettazione e realizzazione dei tanto popolari materassi viscoelastici.

Cos’è il memory foam ?

Il memory foam è una schiuma viscoelastica a base di poliuretano a cui vengono aggiunte alcune sostanze particolari per alterarne la densità.

Un materiale viscoelastico, che riesce a reagire ai diversi pesi e al calore del corpo deformandosi e adattandosi alle varie fisionomie.

Quali sono i vantaggi dei materassi in memory?

Sdraiandosi su di un materasso in Memory Foam il peso del corpo viene distribuito in maniera corretta sia che si dorma supini o di lato: il corpo si allinea permettendo un riposo duraturo e il materasso diventa accogliente come una piccola nicchia.

Essendo un materasso semi-rigido o semi-morbido, in base alla composizione della schiuma delle varie tipologie/modelli in commercio, la superficie in Memory Foam si adatta perfettamente alla curvatura della schiena di chi vi riposa, evitando che il corpo si affatichi nel sonno, assumendo posizioni scorrette, o disequilibrando la postura. 

RigiditĂ  dei materassi in memory foam

I materassi viscoelastici hanno una rigidità che è data dalla portanza della loro composizione, maggiore sarà il valore di portanza del materasso da voi opzionato, maggiore sarà la sua rigidità.

Solitamente sono materassi semi-rigido o semi-morbido, in base alla composizione della schiuma delle varie tipologie/modelli in commercio, la superficie in Memory Foam si adatta perfettamente alla curvatura della schiena di chi vi riposa, evitando che il corpo si affatichi nel sonno, assumendo posizioni scorrette, o disequilibrando la postura. 

DensitĂ 

La densità di un materasso è il rapporto  peso/volume della composizione interna delle schiume utilizzate, in commercio si possono trovare di bassa, media ed alta densità.

Maggiore è la densità delle schiume utilizzate e più il materasso riuscirà a dare sollievo a mal di schiena, dolori cervicali e scoliosi grazie alle proprietà di elasticità e adattabilità di cui beneficia.

La densitĂ  del materasso non ha niente a che vedere con la sua durezza/rigiditĂ .

I materassi in Memory foam sono caldi?

Tutti i materassi viscoelastici in passato, erano considerati eccessivamente caldi, ma in realtĂ  le tecnologie di produzione si sono evolute.

Oggi si possono trovare schiume in memory foam molto traspiranti, con la struttura a “cellula aperta”, che permettono quindi un passaggio dell’aria tra le molecole, offrendo così una miglior climatizzazione per un riposo piĂą piacevole.

La schiuma zenO Air per esempio, grazie alle sue notevoli proprietĂ , mantiene stabile l’equilibrio del calore corporeo, sia in estate che in inverno, e garantisce un adattamento corpo-superficie ottimale, tanto che da test è risultata 40 volte piĂą traspirante rispetto alle schiume in circolazione.

Materiali di bassa qualitĂ , materassi o cuscini possono invece provocare sensazioni di calore e prurito che infastidiscono il riposo e portano ad un sonno irregolare.

Come riconoscere un buon materasso in memory 

I materassi in memory sono molto diversi tra di loro, non solo nel prezzo, ma in base alle caratteristiche tecniche, ed in particolare alla loro densità.

Per semplificare, più alta è la percentuale di schiuma poliuretanica presente nel materasso, più questo sarà denso e di qualità: il materasso durerà più a lungo ed offrirà un supporto superiore.

Sul mercato, oggi, si trovano numerose tipologie di prodotti, con differenti e sensibili variazioni di prezzo. Le schiume in poliuretano, che variano di qualitĂ  in base alla densitĂ , vanno “capite” e scelte con attenzione, anche a seconda delle singole esigenze e dell’uso che se ne farĂ  del materasso. 

Lasciatevi consigliare da un professionista esperto e ricordate che il materasso ha una vita media abbastanza “lunga”: non conviene puntare solo al risparmio perchĂ© tutto ciò che riguarda l’igiene del sonno è un tassello importante per il vostro benessere psicofisico. 

La musica aiuta a dormire profondamente

Fra i vari “poteri” incredibili della musica, forma d’arte e di armonia, espressione creativa fra le piĂą antiche e trasversali, c’è anche quello di poter rallentare l’inarrestabile flusso della mente e dei pensieri prima di addormentarsi, conciliando un sonno ristoratore e benefico.

Numerosi studi e ricerche universitarie pubblicate stabiliscono proprio che il nostro cervello è estremamente recettivo alle stimolazioni sonore, addirittura fin da quando il feto è nel grembo materno, e che ascoltare musica rilassante prima di addormentarsi può aiutare a trovare equilibrio e serenità.

Indipendentemente da sesso o età – è consigliabile abituare i bambini, fin dalla tenera età, a prendere sonno anche attraverso stimolazioni acustiche rilassanti – dalla professione o dal carattere, la musica è terapeutica poiché infonde benessere e riesce a lavorare sulla memoria, i ricordi, a sprigionare visioni positive, pensieri che fanno scaturire energie e rimettono in ordine le idee.

Quando ascoltare la musica per dormire

Se nella fase Rem, quella in cui si sogna, il cervello è insensibile alle stimolazioni esterne, nella fase non-Rem esso riesce ancora a catalogare, selezionare i rumori provenienti dall’esterno e dunque si conferma proprio quello il momento migliore in cui inviare al cervello, anche attraverso la musica, degli input rilassanti e positivi.

Poco prima di coricarsi, dunque, sarebbe opportuno scegliere la musica che più si preferisce – musiche rilassanti con sottofondi naturali, pianoforti o musica classica sembrano essere le alternative migliori per favorire uno stato di armonia mentale – e distendersi ad occhi chiusi fino a prendere sonno.

Non è raccomandabile, però, usare cuffie o auricolari dal momento che possono danneggiare i timpani, specialmente se a volume eccessivo. Meglio optare per cuscini con altoparlanti o casse esterne.

I suoni piĂą adatti per prendere sonno: cos’è l’ASMR, rumore bianco e rumore rosa

 ASMR (acronimo di Autonomous Sensory Meridian Response, ovvero risposta sensoriale apicale autonoma) indica una sensazione di rilassamento diffuso, accompagnato da un graduale formicolio in alcune parti del corpo e da un progressivo stato di piacevole quiete. Attraverso una stimolazione uditiva, verso qualcosa che può essere paragonato ad uno stato ipnotico, si è in grado di rilassarsi e addormentarsi più serenamente: esistono numerosi canali internet e video YouTube che possono accompagnare gli utenti in questa esperienza curiosa ed interessante.

A prescindere dalle tecniche e dagli esercizi che si possono condurre sperimentando nuove forme di addormentamento dolce, l’idea di base è che la scelta dei giusti suoni (tecnicamente: rumori) è fondamentale nelle pratiche di rilassamento.

A tal proposito, per comprendere bene i suoni ASMR bisogna distinguere il rumore bianco dal rumore rosa. Entrambi sono delle frequenze che si pensa abbiano la capacitĂ  di modulare le onde cerebrali, infondendo un senso di benessere e rilassamento.

I rumori bianchi sono statici, cioè, il suono è lo stesso a tutte le frequenze. E’ indicato per indurre lo stato di addormentamento e non di rado lo si usa nei reparti di terapia intensiva, specialmente quella neonatale, per donare sollievo al sonno dei piccoli degenti.

Il rumore bianco non esiste in natura ma può essere ricreato artificialmente.

Il rumore rosa invece ha frequenze basse ma di potenza maggiore rispetto al rumore bianco ed è considerato uno strumento potentissimo per indurre lo stato di addormentamento e conciliare il riposo. Con le sue caratteristiche armoniose e delicate, il rumore rosa stimola la concentrazione e aumenta il grado di rilassamento. I tipici rumori rosa sono quelli continui e naturali, il suono delle cascate o delle onde oceaniche che si infrangono sugli scogli, la pioggia che cade, il temporale, tutte riproduzioni naturali di rumore rosa, che rilassano e migliorano l’addormentamento.

Insonnia: Cause, Effetti sulla Salute e Soluzioni

Perché è importante Dormire Bene?

Il sonno serve all’organismo per riposarsi, ricaricare le energie spese nelle attività quotidiane e stare bene.
Pertanto, se carente o di bassa qualità, è inevitabile che le conseguenze si ripercuotano sullo stato di salute fisico e mentale.

Oltre a rappresentare un importante momento di rigenerazione, tra l’altro, il riposo notturno promuove il buonumore, mantiene efficienti le difese immunitarie, aiuta il cervello a facilitare l’immagazzinamento delle informazioni utili acquisite durante la veglia ed a consolidare le esperienze vissute.

Purtroppo, non sempre quelle notturne sono ore di serenitĂ  e ristoro: secondo le statistiche, infatti, circa un italiano su tre soffre di problematiche legate al sonno.

In qualche caso si tratta d’insonnia vera e propria, altre volte sono disturbi del sonno transitori come risvegli frequenti o precoci, frammentazione del sonno o difficoltà ad addormentarsi correlati, per esempio, ad un pasto serale abbondante o all’eccessivo stress.

All’origine di una o più nottate trascorse in bianco possono esserci tanti altri fattori diversi, che concorrono a non trarre beneficio dal riposo notturno: dall’ansia per un lavoro impegnativo all’affaticamento post-allenamento, dal consumo di alcolici alla dieta non equilibrata fino alla concomitante presenza di condizioni mediche (es. dolore, disturbi respiratori ecc.), che possono interferire con la qualità e la quantità del sonno.

Nei confronti del riposo gioca un ruolo fondamentale anche l’ambiente, letto compreso. A rendere difficile l’addormentamento e disturbare il sonno sono soprattutto una camera troppo calda o troppo fredda, umida o rumorosa, il materasso poco confortevole o eccessivamente rigido o, al contrario, morbido.

Qualsiasi siano le cause, il risultato di un riposo di scarsa qualità o insufficiente è simile: di giorno, ci si sente stanchi e maggiormente affaticati, poco concentrati e con una scarsa reattività.

QualitĂ  del Sonno: il Ruolo del Materasso

Spesso si trascura come il materasso possa favorire il recupero fisico e mentale o, al contrario, influenzare in senso negativo il riposo, contribuendo a causare frequenti microrisvegli notturni o insonnia.

Può capitare, infatti, che i materiali poco traspiranti con cui è realizzato siano responsabili di caldo eccessivo: allo scopo di disperdere il calore, l’organismo aumenta la sudorazione, disturbando il rilassamento e quindi, il sonno.

Questo effetto collaterale si enfatizza ancor di piĂą nei mesi estivi, quando il caldo e la forte umiditĂ  fanno percepire piĂą gradi di quanti ce ne siano in realtĂ , contribuendo a frammentare il riposo notturno e renderlo meno ristoratore.

In un materasso poco adeguato a supportare l’ergonomia del corpo, poi, il mancato equilibrio dei punti di pressione provoca indolenzimenti, mal di schiena, dolori articolari e gambe gonfie e stanche, soprattutto in chi pratica sport ed attività fisiche.

La scelta del materasso è estremamente individuale, ma è fondamentale che sia comodo, traspirante e fornisca il giusto sostegno in funzione della propria corporatura.

Cosa Fare per Dormire Bene: Punti Chiave

Quando non si dorme bene, oltre agli accertamenti utili ad escludere patologie più importanti alla base dell’insonnia e all’utilizzo di farmaci e terapie mediche previa indicazione medica, è possibile adottare una serie di cambiamenti dello stile di vita, utili a migliorare la situazione.

In particolare, è necessario prestare attenzione ad alcuni comportamenti e abitudini quotidiane, fra cui:

• Evitare pasti serali abbondanti e non bere caffè e alcool dopo cena possono far prendere sonno prima e meglio: cercare di eliminare tutti gli elementi che disturbano il riposo è utile a coloro che soffrono d’insonnia.

• Avere un programma di sonno coerente: andare a dormire tutte le notti e svegliarsi ogni giorno alla stessa ora, evitando brusche variazioni delle proprie abitudini; nel pianificare questi tempi, assicurarsi di dormire per un periodo sufficiente per recuperare le energie spese durante la veglia.

• Seguire una routine prima di andare a dormire può predisporre alla giusta condizione mentale per riposare bene (ad esempio: indossare il pigiama e lavarsi i denti, andare al bagno prima di coricarsi per evitare di doversi alzare durante la notte). Utile può essere anche mettere in atto strategie per trattare e ridurre lo stress in modo naturale: trovare modi per rilassarsi, come fare un bagno caldo, leggere un buon libro o fare stretching.

• Evitare i fattori ambientali che possono interferire con il sonno, come luci e rumori. In particolare, è importante assicurarsi che la stanza da letto sia al buio, silenziosa e adatte alle proprie preferenze di comfort.

• Praticare una costante attività fisica allenta le tensioni, permette di scaricare lo stress accumulato e favorisce il rilassamento fisico e mentale, favorendo l’addormentamento e il riposo durante le ore notturne.

Attenzione però a non fare esercizi impegnativi subito prima di andare a dormire, poiché si rischia l’effetto contrario, cioè un sovraeccitamento che può compromettere il sonno.

Non dimentichiamo, infine, che un buon riposo dipende anche e soprattutto dal materasso su cui ci stendiamo ogni sera: scegliere un supporto ergonomicoche sostenga in maniera corretta e bilanciata fianchi e bacino è fondamentale per attutire o prevenire i dolori articolari notturni e non andare in contro a problemi posturali o muscolari che rovinino il sonno, il risveglio e le giornate a venire.

Il Materasso per Svegliarsi Rigenerati: zenO

ZenO è un materasso high tech capace di migliorare il benessere del sonno e facilitare il recupero energetico e muscolare.
Realizzato in Memory di nuova generazione, il materasso zenO garantisce una spinta sostenuta per tutti i tipi di corporatura, insieme ad un’elevata traspirabilità senza precedenti e il giusto equilibrio tra umidità e calore. Il memory ad alta densità con cui è costruito diminuisce i microrisvegli ed elimina i punti di pressione sul corpo di tutte le fisionomie umane, dalle persone più robuste a quelle più magre, mantenendo la corretta posizione della colonna vertebrale.

Materasso zenO: Come contribuisce al riposo dello sportivo

Quando il corpo si mette in movimento attiva un’importante serie di processi (ormonali, fisiologici, muscolari) che vanno inevitabilmente a ripercuotersi anche sul riposo e sul successivo recupero, buona parte delle quali avviene proprio nelle ore notturne.

Il materasso zenO garantisce un vero sonno ristoratore e contribuisce al recupero ottimale di energie e forze, aiutando chi pratica sport a defaticare i muscoli e dormire meglio.

Durante il sonno, zenO:
• Migliora la microcircolazione sanguigna, favorendo un ottimale recupero muscolare post allenamento;
• Mantiene la colonna vertebrale sempre perfettamente allineata, prevenendo contratture e indolenzimenti al risveglio;
• Diminuisce i punti di pressione, in particolare su bacino e spalle, riducendo eventuali dolori articolari, mal di schiena o fastidiose tensioni muscolari.

Cosa rende ZenO un materasso unico?

ZenO è un materasso completamente made in Italy, frutto di anni di studi e test sui materiali e sull’ergonomia, progettato tenendo in considerazione lo stato dell’arte della tecnologia costruttiva ed ergonomica con un livello di supporto in grado di adattarsi a qualunque corporatura.

Nel suo spessore totale di 23 cm, il materasso zenO è rivestito con una fodera in tessuto unico nel suo genere: un mix di Tencel® e Bio Cotone. Il Tencel® è una fibra naturale ecosostenibile, derivata dalla pasta di cellulosa dell’albero di eucalipto, particolarmente indicato anche per i bambini sotto i 3 anni, grazie alle sue qualità ipoallergeniche e termoregolatrici.

Questo materiale cattura, infatti, l’umidità corporea e la distribuisce lungo la superficie delle fibre; quando l’umidità catturata raggiunge il bordo del materasso viene dissipata da microcorrenti d’aria che circolano nella traspirante schiuma zenO Air.

Il Tencel® di zenO è un tessuto certificato Oeko-Text® 100 in classe 1, è sfoderabile e lavabile in acqua a 40°.

Il materasso zenO presenta 4 cm di schiuma in Memory Ultra-Traspirante zenO Air, con una densità di 50 kg/m3 che favorisce il continuo passaggio d’aria nel materasso. Basti pensare che questo materiale brevettato è 40 volte più traspirante di altre schiume “a cellula aperta” traspiranti presenti sul mercato. Trattandosi dello strato più vicino alla pelle, zenO Air garantisce un estremo comfort durante la notte e rende zenO un materasso adatto a tutti, anche a chi non ama il memory classico.

La lastra centrale è realizzata in Memory Ultradenso che si adatta perfettamente al corpo diminuendo i punti di pressione, in particolare su bacino e spalle, e mantenendo sempre allineata la colonna vertebrale, con 7 zone a portanza differenziata, studiate per adattarsi a tutte le fisionome corporee. Questo tipo di materiale Memory ad altissima densità, 70 kg/m3, regala una meravigliosa sensazione di galleggiamento “effetto nuvola” data dalla forte spinta ed è l’unico in grado di garantire performance nel tempo. Al contempo, il Memory Ultradenso di zenO offre un notevole sollievo a dolori articolari ed indolenzimenti, migliorando la microcircolazione sanguigna, per favorire un ottimale recupero muscolare.

Infine, la schiuma di Supporto in Acty Foam (15 cm) è la base del materasso zenO che garantisce sostegno, traspirazione e durabilità. Robusta e indeformabile nel tempo, ha una densità di 35 kg/m3 ed è progettata per garantire zone di supporto differenziali e diminuire i punti di pressione.

ZenO è risultato il migliore materasso memory secondo i test di Altroconsumo® per ben 2 volte consecutive (2020-2021).