Dormire col proprio animale? Consigli (e accortezze) utili

Da sempre uno dei temi più dibattuti fra i pet-lovers di tutto il mondo, siamo sicuri che anche voi vi sarete chiesti, almeno una volta nella vita, che posizione prendere riguardo alla presenza del cane o gatto domestico nella vostra camera da letto.
Ebbene, alcune ricerche in materia – sondaggi ed esperienze che hanno testato il buon riposo dei padroni che hanno condiviso la stanza, per un periodo di tempo prolungato, col proprio miglior amico – si sono trovate d’accordo nel dire che sì, può essere un beneficio consentire al nostro animale di prendere sonno vicino a noi, seppur con qualche accortezza.

Occhio ai più piccoli (e ai batteri)

Dormire col proprio animale, insomma, potrebbe rappresentare una sorta di calmante psicologico: avere al fianco il nostro più caro confidente domestico aumenta la sicurezza e la tranquillità, facendoci sentire protetti e mai soli.
È necessario comunque prestare attenzione all’aspetto igienico: l’animale non dovrebbe salire sul letto, mischiando il proprio pelo con le lenzuola che ci avvolgano, ma rimanere “a distanza di sicurezza”.
Bisogna inoltre preparare all’animale un giaciglio accurato, accertandosi di igienizzare quotidianamente lo stuoino/ lenzuolo/ cuccia su cui riposa.
Le colonie di batteri, che dal pelo animale potrebbero proliferare e diffondersi altrove, sono una questione da non sottovalutare specialmente in presenza di bambini piccoli.
Nella stanza dei pargoli, dunque, meglio se Fido ci entra con le dovute precauzioni.

I migliori amici dell’uomo (e del sonno)

Portare il proprio animale domestico in camera da letto, aumentando il nostro livello di sicurezza personale e il grado di confidenza con l’animale stesso, può rappresentare una terapia dolce per tutti coloro che soffrono di disturbi legati all’addormentamento o sviluppano paure e fragilità come la paura dei ladri, vero e proprio incubo di molte persone.
Gli animali domestici, coi loro sensi estremamente sviluppati, sono in grado di svolgere un ruolo sentinella che rassicura e concilia il riposo.
È utile considerare, d’altra parte, che più l’animale è in età adulta, migliore è il suo ruolo in camera da letto.
Cuccioli ancora vivacissimi, per loro natura iper-attivi, potrebbero invece destabilizzare la quiete necessaria all’addormentamento e avere un effetto contro-producente.

Via libera all’ingresso dei vostri animali in camera da letto

Se avete in casa un animale a cui non sapete proprio resistere, con la sua carica di euforia e i suoi grandi occhi teneri, se stavate cercando una risposta ai vostri dubbi per portarlo con voi anche durante la notte, beh… vi rassicuriamo, non c’è nessuna controindicazione al riguardo.
Evitate, però, le scorribande su lenzuola e cuscini, non fatelo avvicinare alla stanza se qualcuno soffre di asma o ha sviluppato allergie al pelo animale.
Disinfettate accuratamente il suo “letto” – che non deve essere il vostro ; date aria alla camera ogni mattina, mantenete una distanza salutare e il gioco è fatto.
Gli animali domestici sono una preziosa risorsa di calore, amicizia, e un antidoto alla solitudine. È doveroso trattarli con enorme rispetto e con l’amore che meritano.
Buon riposo a voi, e a loro!

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Insieme o separati? Pro e contro di dormire col vostro partner

Dormire insieme o separati? Nello stesso letto o ognuno nella propria stanza? Argomento delicato, per molti ancora tabù. Una coppia deve dormire assieme, altrimenti che coppia è? In molti paesi, per esempio in America, però, aumentano a dismisura i casi di marito e moglie o di conviventi che decidono di dormire ognuno nel proprio letto. E, notate bene, non stiamo parlando di unioni allo sfascio o in dirittura di arrivo. Anzi, a volte può essere proprio questo il segreto del loro amore.
Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Una regola certa e assoluta non esiste. Ci sono pro e contro in entrambe le situazioni. E sta ad ogni coppia trovare la strada più congeniale per tenere in piedi il rapporto, detto che forse la giusta via di mezzo e una sana alternanza sono in grado di accontentare quasi tutte le esigenze.

Dormire separati, ecco i vantaggi

Un vantaggio abbastanza evidente può riguardare la qualità del sonno di entrambi i componenti della coppia, specie se uno dei due soffre di apnee notturne, russa in maniera profonda (non sono soltanto gli uomini a russare) o comunque si muove frequentemente e in maniera abbastanza brusca o si sveglia durante la notte. Questi, va da sé, sono tutti elementi che possono disturbare il partner e impedirgli di riposare in maniera rigenerante e davvero efficace.

La distanza risveglia il desiderio

Il secondo vantaggio riguarda la sfera sessuale. La distanza risveglia il desiderio e il detto è valido anche per quel che riguarda lo stare insieme sotto le lenzuola. Soprattutto dormire separati, secondo molti sessuologi e psicologi, elimina l’idea del sesso come un dovere obbligato. Insomma, dormire separati, in realtà, potrebbe contribuire a risvegliare o a tenere vivo l’eros in una qualsiasi unione. A patto che la distanza non sia motivata da altre problematiche: in quel caso può essere una pietra tombale sul rapporto.

Riscoprire la propria intimità e i propri spazi fisici e mentali

Altro benefit da non sottovalutare è la riscoperta della propria intimità, della propria privacy, dei propri spazi, delle proprie abitudini personali. Condividere il letto significa necessariamente scendere a compromessi con il partner. Dormire da soli, invece, ci lascia liberi di leggere, guardare la tv, dedicarci a qualsiasi tipo di attività fino all’ora che più riteniamo opportuna. Vale, banalmente, anche per il solo fatto di spegnere la luce. Pare che dormire da soli, inoltre, contribuisca a farci svegliare più riposati e di buonumore, quindi meno inclini a discussioni e litigi. E c’è pure il vantaggio di ritrovare un proprio spazio fisico e mentale.

Dormire insieme, pregi e difetti

Se abbiamo detto che dormire separati può contribuire a far diminuire le tensioni e le discussioni nella coppia, è altrettanto vero che dormire insieme può contribuire a smorzarle quando sono già esistenti. Proviamo a spiegare. Dopo ore di discussione o al termine di una giornata particolarmente carica di tensione nella coppia ritrovarsi a dormire nello stesso letto può aiutarvi in una riappacificazione. All’inizio non sarà tutto rose e fiori, ma pian piano anche soltanto la vicinanza fisica, un contatto fra i corpi uno sfioramento casuale, potrebbero sciogliere il gelo che si era creato fra voi. Le spiegazioni eventuali le rimanderete al giorno successivo, ma potrebbe capitare di trovarvi abbracciati senza nemmeno accorgervene.

La fedeltà aumenta

Pare che secondo vari studi dormire assieme al proprio partner aumenti la fedeltà di coppia. Dormire con la persona che amiamo abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress connesso a depressione e stati di ansia. Allo stesso tempo si possono osservare livelli più bassi di citochine, implicate nei processi infiammatori, e un aumento di ossitocina. L’ossitocina gioca un ruolo chiave in molti eventi della vita quotidiana, dalle reazioni emotive alla sfera affettiva e sessuale, perché sembra accrescere il senso di legame per esempio fra madre e figli, ma anche nella coppia.

Aumenta l’intimità di coppia

Chiaramente condividere lo stesso spazio, anche di notte, accresce l’intimità della coppia. Aumenta la vicinanza reciproca da tutti i punti di vista: fisico, emotivo e psichico. E perché no, visto che sappiamo che anche la chimica gioca il suo ruolo fondamentale nelle unioni, contribuisce a mantere e consolidare l’alchimia che si crea fra partner.

Migliora l’eros

Per cause uguali e contrarie a quelle che abbiamo descritto parlando dei benefici del dormire separati, dormire insieme può anche agevolare la vostra sessualità. La distanza alla lunga rischia in effetti pure di congelare il rapporto da certi punti di vista. Dormire vicini, magari nudi, invece, può avere effetti molto importanti sul risvegliare le vostre passioni primitive, un certo desiderio di libertà e la voglia di esplorare e di esplorarsi.

Lo sport fa bene alla salute (e al sonno)

“Mens sana in corpore sano”, diceva un antico detto conosciuto anche dai più piccoli: una mente, ovvero dei pensieri più sani, puri, si manifestano assai meglio in un corpo altrettanto in forma, attivo.
Ed è proprio così: il complesso benessere psico-fisico passa attraverso la cura di tutte le nostre funzioni, non soltanto quelle strutturali, organiche, ma anche quelle mentali ed emotive.
Per rilassare i nostri pensieri bisogna, comunque, prima di tutto… pensare ad allineare il corpo, soddisfacendo i suoi bisogni, che sono – fra i vari – il movimento, la costanza, il benessere muscolare.
Fare sport è una pratica da incoraggiare fin dalla tenera età, non soltanto – come dicevamo – per l’aspetto fisico ma anche perché allenandosi si producono endorfine, ormoni energizzanti e eccitanti, che stimolano il nostro cervello rendendoci più attivi, solerti, felici.

Sonno e sport: binomio perfetto

Ebbene sì, l’attività fisica influisce di gran lunga anche sulla qualità del riposo, giacché quando il corpo si mette in movimento attiva un’importante serie di processi (ormonali, fisiologici, muscolari) che vanno inevitabilmente a ricadere anche sul riposo e sul successivo recupero di energie e forze, buona parte delle quali avviene proprio nelle ore notturne.
Più sport si pratica, più si dorme?
Beh, la relazione non è esattamente così semplice e matematica.
Quel che conta, infatti, non è l’aumento di tempo e quantità da dedicare all’allenamento quanto la tipologia, (aerobico o anaerobico) e la scelta del giusto timing in cui praticare sport.
Si sa, infatti, che scegliere di svolgere grandi carichi di lavoro muscolari poco prima di addormentarsi non è affatto una scelta azzeccata: l’adrenalina rilasciata dallo sforzo aumenta la reattivitè dell’organismo producendo insonnia e fastidi legati all’addormentamento.

Allenamento aerobico e anaerobico: una precisazione

Se vi state chiedendo quale sia lo sport migliore da praticare per dormire meglio, spiace deludervi nel dire che non ne esiste uno soltanto, anzi. La scelta di quale attività svolgere dipende anzitutto dalle inclinazioni personali, le attitudini, i gusti, la conformazione fisica, l’età.
Sicuramente va detto che per un sonno più duraturo e confortante l’attività aerobica, ovvero quella che richiede un maggior apporto di ossigeno e che dura tendenzialmente più di 10 minuti (come possono essere il nuoto o la corsa) è ottimale. A patto che venga svolta con cadenza regolare, meglio se di mattina, appena svegli, e assolutamente NON in tardo orario serale.
L’attività anaerobica, ovvero quella caratterizzata da sforzi intensi ma di breve durata, può anch’essa apportare benefici al riposo ma seguendo regole precise, evitando sempre il sovrallenamento e i carichi eccessivi che causano stress muscolare, frustrazione emotiva e/o dolore.

Buone pratiche

Per un sonno benefico e ristoratore, unito a sane pratiche di allenamento e di cura del proprio corpo, è dunque importante seguire poche e semplici regole:

  • Evitate il sovrallenamento. Non è necessario strafare con carichi o ripetizioni di esercizi esorbitanti
  • Scegliere con cura l’orario di allenamento, evitando specialmente le tarde ore serali.
  • Prestare attenzione ai tempi di recupero (la cadenza settimanale degli allenamenti ma anche quella fra una sessione di esercizi e l’altra).
  • Curare l’alimentazione e lo stile di vita.
  • Incentivare anche la pratica di tecniche di rilassamento e distensione/rinforzo muscolare come Yoga, meditazione, o Pilates.

Cuscino: meglio dormire senza?

Meglio dormire con il cuscino o senza?

È un “vecchio” dilemma, che ogni tanto si riaffaccia nelle conversazioni: meglio dormire senza cuscino, seguendo i trend del momento o qualche teoria o ricerca in materia, o meglio fornire alla propria schiena, e al collo soprattutto, un supporto adeguato su cui riposare?

Beh, potremo subito rispondere che ciascuno, a prescindere, ha le proprie necessità e il diritto di assecondarle come più ritiene opportuno.

Forse il postulato di base, però, non è del tutto corretto: bisognerebbe piuttosto interrogarsi su quale sia il cuscino più adeguato, fra le tante tipologie in commercio oggi, alle nostre esigenze.

Dormire senza cuscino: non è tutto ora quel che luccica

Come forse saprete, la colonna vertebrale non è perfettamente dritta e allineata: nel tratto cervicale, specialmente, essa è formata da alcune curvature che è fondamentale “trattare” con estrema cura e delicatezza.

Non soltanto a beneficio della schiena e del collo stesso ma anche del cranio, o della laringe.
Ebbene, dormire senza un supporto adeguato può compromettere indiscutibilmente la dinamica della colonna ed avere effetti nocivi sul benessere muscolare portando a cefalee, indolenzimenti, dolori articolari.

Non bisogna sottovalutare i rischi di un atteggiamento scorretto poiché si tratta di abitudini che nel lungo periodo potrebbero seriamente danneggiare la salute del riposso e del nostro corpo.

Dimmi come dormi e ti dirò che cuscino sei

Si può già facilmente intuire, dunque, che la scelta più saggia – a discapito di alcune “leggende” su quanto dormire senza cuscino faccia diventare più alti, diminuisca le rughe e rinfoltisca i capelli – sia quella NON di dormire senza alcun supporto che sostenga la curva neutra della colonna vertebrale ma quella di scegliere il proprio cuscino, ovvero di una forma e un materiale che segua la conformazione della propria schiena, assecondando le esigenze ed i bisogni.

Siamo da sempre abituati, nei film come nella letteratura, a vedere personaggi viaggiare per il mondo portandosi dietro il cuscino di casa: che si pernotti in un albergo di lusso come nella tenda di un campeggio, per molte persone è fondamentale avere con sé – come una sorta di portafortuna o di placebo emotivo – il proprio amato cuscino.

Ebbene, c’è un fondo di verità anche nelle immagini più simboliche: il benessere del nostro sonno si plasma, infatti, su ritmi e abitudini ricorrenti. La nostra schiena, e il collo, abbisognano dei propri strumenti per stare meglio e rilassarsi.

Per i più sensibili, un’improvvisa variazione di abitudine nella posizione, nel cuscino, nell’illuminazione della camera o anche improvvisi dolori cervicali, può comportare, senza esagerazioni, una notte passata insonne.

La scelta giusta

Seguendo ciò che abbiamo detto finora possiamo quindi riassumere che per scegliere il supporto più adeguato per la vostra colonna vertebrale e il collo è necessario prendere in carico diverse variabili ovvero:

  • La posizione di riposo (sul fianco, a pancia in su, a pancia in giù)
  • Il tipo di materiale prescelto (piuma d’oca, memory foam, lattice), che a sua volta dipenderà dalle caratteristiche del vostro sonno o da esigenze specifiche.
  • L’età (i bambini, per esempio, hanno necessità a sé ed è cosa buona pensare, per loro, a dei cuscini adeguati).

Un insieme di variabili – di cui sopra abbiamo elencato una parte – che non si possono tralasciare al momento della scelta. E, sì, forse conviene ribadirlo ancora una volta: il cuscino è sempre una buona idea!

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Tutto quel che c’è da sapere sulla fase REM

Acronimo di “Rapid eyes movement”, (movimento oculare rapido) la fase REM, detta anche del sonno paradosso, è un momento estremamente delicato e importante del riposo notturno.Si tratta infatti di uno stadio del sonno in cui la nostra mente è particolarmente attiva – ecco il perché dei sogni – mentre il sistema muscolare si lascia andare completamente, in uno stato di rilassamento/ paralisi.

Le fasi del sonno

Il sonno , si suddivide in 2 macro fasi, la fase NREM ( non rem, in cui non sono presenti movimenti rapidi degli occhi) e la fase REM ( rapido movimento oculare) che a loro volta contengono le più note fasi del sonno.

Dopo l’addormentamento, il momento in cui l’attività cerebrale rallenta ed il corpo si rilassa, susseguono una serie di fasi distinte:

    1. Sonno leggero, il battito cardiaco rallenta, il respiro è profondo; in questa fase si ha una notevole inibizione di tutte le informazioni ed attività non necessarie, per mantenere il rilassamento.
    2. Fase di sonno profondo senza sogni, si ha un totale le attività svolte sono involontarie, come il battito cardiaco.
    3. Sonno profondo rigeneratore, detto così perché l’organismo ripristina i livelli energetici, attiva il metabolismo e ripara i tessuti muscolari; si inizia ad avere attività cerebrale inconscia, anche sogni.
    4. Fase REM o fase del sonno paradosso, l’attività cerebrale è in piena attività, aumenta anche il flusso sanguigno e la respirazione, la muscolatura è come nelle fasi di sonno profondo “paralizzata”; in questo momento è facile sognare ed entrare nei sogni lucidi o viaggi onirici.

Il nostro sonno è formato da una struttura ciclica, chiamata “ciclo del sonno“, le fasi REM e NREM si alternano circa 6 volte a notte, con una durata di circa 1 ora, 1 ora  mezzo, in totale.

 

Quando inizia la fase REM?

La fase REM è la quarta, ed ultima, fra i diversi stadi del sonno che il nostro organismo registra una volta addormentati.
Ad una prima fase di sonno leggero, N1, caratterizzata da un lento intorpidimento muscolare ma anche da un’elevata sensibilità a suoni e agenti esterni, ne segue una seconda, N2, con una durata variabile fra i 10 e i 30 minuti, che rappresenta la vera e propria “entrata” nelle porte del riposo.

La terza fase, invece, è quella del sonno profondo, la stessa in cui il flusso sanguigno raggiunge i muscoli, rigenerandoli delle energie necessarie, ed è difficile essere svegliati.
La terza fase, considerando che i cicli del sonno si alternano durante l’arco della notte per 4-6 volte, è seguita proprio dallo stadio N4, fase REM, quella dei sogni, dove la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna aumentano progressivamente.

L’importanza della fase REM

Numerosi studi e indagini scientifiche hanno dimostrato, nel tempo, la correlazione fra stato della memoria e sonno.
Aumentando la sintesi proteica, nella fase REM si aiuta il nostro cervello a sedimentare i ricordi e dunque a sviluppare quelle capacità cognitive utili all’apprendimento e alla memoria.

È fondamentale, per queste ragioni, cercare di non interrompere o “sfalsare” i cicli del sonno notturno e soprattutto di mantenere un corretto equilibrio fra fase N3 e N4, in modo da permettere al nostro organismo, e nella fattispecie…al cervello, un miglior funzionamento.
Dormire bene fa pensare meglio, ricordare meglio, agire meglio.

Come prolungare la fase REM

  • Uno dei principali consigli per un riposo sereno e prolungato è sicuramente quello di rispettare orari e volontà del nostro corpo. È utile “impostare” una sorta di sveglia biologica che consenta all’organismo di consolidare i propri ritmi e, di conseguenza, le proprie funzioni. Evitate così di cambiare continuamente gli orari di addormentamento o di assumere comportamenti irregolari nel ritmo sonno/veglia.
  • Bisogna anche cercare di limitare il consumo di farmaci, specialmente nelle ore serali, che possano alterare lo stato di riposo ed evitare tabacco e caffeina prima di addormentarsi. Anche la cena, pasto fondamentale per la regolarità del sonno, deve essere consumata senza eccessi, concedendo all’organismo il giusto tempo di recupero/digestione prima di prendere sonno.
  • Svolgete almeno 30 minuti di attività fisica quotidiana.
  • Mantenete la camera da letto perfettamente areata, ben illuminata e spegnete e limitate l’utilizzo di cellulari e tablet durante la fase di addormentamento.
  • Prestate attenzione al materasso e al cuscino su cui riposate: un buon supporto del riposo vi aiuterà a mantenere la posizione corretta, non affaticando la colonna vertebrale e i muscoli della schiena, conciliando un sonno – e la sua fase REM – più duraturo e benefico.

Allenamento funzionale: per un corpo super tonico (e un sonno profondo!)

Allenarsi per dormire meglio

Avrete senz’altro sentito parlare del functional training, allenamento delle celebrities e vero e proprio must degli ultimi anni in fatto di nuove tecniche per la riduzione del peso corporeo e del miglioramento di tono ed elasticità muscolare.

Si tratta di un un tipo di pratica che coinvolge più gruppi muscolari, andando a lavorare non soltanto sul mero aumento della massa, o sulla riduzione di adipe, quanto sul core, ovvero l’anima dei muscoli, incentivando l’equilibrio, il balancing, la coordinazione, il respiro.

Il segreto del functional training, che si attua anche con l’ausilio di numerosi strumenti come palle mediche, corde, kettlebell, sbarre per le trazioni, è quello di favorire i movimenti naturali del corpo.

Non più interminabili e complesse serie con manubri e bilancieri, ma un vero e proprio percorso di esercizi che, fra i vantaggi maggiori, annoverano anche la riduzione dello stress psicologico e il miglioramento della coordinazione motoria.

Functional Training: 3, 2, 1… respirare

Lavorando su più gruppi muscolari (in modo da evitare l’ipertrofia) e soprattutto su tre piani dello spazio (frontale, sagittale, orizzontale) l’allenamento funzionale sarà il migliore alleato del processo di tonificazione muscolare e del dimagrimento.

Il vostro corpo, nella serie di esercizi a corpo libero che vanno ad essere più intensi e complessi man mano che si procede con l’allenamento, sarà il centro delle vostre sessioni.
Proprio per il grande sforzo (che corrisponde anche ad un grande beneficio successivamente) dell’allenamento, è bene considerare l’importanza del recupero fra le varie sessioni, ovvero quel tempo in cui i muscoli hanno modo di rigenerarsi e rielaborare il lavoro svolto.

Bisogna inoltre tenere in massima considerazione il respiro: ogni allenamento che si rispetti, infatti, non è dato soltanto dalla quantità di energie spese ma dal corretto bilanciamento fra carichi, lavoro, e respirazione.

E chi ben si allena…

Dorme meglio. Si potrebbe concludere così questa versione rivista del celebre proverbio della saggezza popolare.

Già… perché un corretto allenamento fisico necessita di un sonno rigenerante e ristoratore, in termini di quantità di ore riposate e di qualità.
E che cosa, più di un materasso adeguato, ci permette di riposare in modo corretto e benefico? È necessario, dunque, prestare attenzione al grado di traspirazione del prodotto da scegliere per la camera da letto.

Una buona aerazione aumenta il livello di traspirazione del materasso e la temperatura ottimale, fattori che incidono moltissimo nel prevenire infiammazioni muscolari, tensioni, pressioni esagerate.

Chiunque pratichi sport o attività di allenamento intensive come il functional training deve scegliere con cura il proprio materasso, altrimenti rischia di vanificare gli sforzi fatti in palestra.

Per evitare posizioni scorrette, accorciare i tempi di recupero, prevenire lesioni e infiammazioni muscolari, il parametro della traspirabilità è davvero fondamentale. Essa eviterà l’eliminazione di umidità, così che tutte le parti del corpo in contatto col materasso restino protette e alla giusta temperatura.

I nostri muscoli, come ci insegna proprio l’allenamento funzionale, non sono blocchi inanimati che aumentano o diminuiscono, in termini di massa, sotto il nostro comando.
I muscoli sono vivi, risentono del minimo cambiamento e variazioni: sono una risorsa preziosissima, da far riposare su materassi di ottima qualità.

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Pet terapy, con  un animale in casa dimenticatevi i problemi di insonnia

Pet terapy, con  un animale in casa dimenticatevi i problemi di insonnia

Un animale domestico rallegra la casa, tiene compagnia, aiuta ad instaurare rapporti affettivi migliori e a rispettare e prendersi cura degli altri. Tutto vero. Ma sapevate che un cane o un gatto possono anche essere di grande aiuto contro l’insonnia?

Che cos’è questa terapia?

La pet therapy è una terapia dolce, che si basa sul contatto con gli animali.
È una scienza che è nata e ha iniziato a svilupparsi negli anni ’70 e ’80, diffondendosi in ogni parte del mondo. Sostanzialmente tratta dell’influenza positiva e anche terapeutica degli animali da compagnia sulla vita delle persone, in particolare dei bambini.

Una cura adatta per ansia, irritabilità e insonnia

Spesso e volentieri rappresenta una cura fisica e psicologica molto adatta per persone che soffrono di ansia, irritabilità intensa e anche insonnia. Si è inoltre dimostrata molto utile per le persone affette da disturbi psicologici particolari come autismo e problemi relativi all’identità.

Ma è proprio nella cura dell’insonnia che ci interessa approfondire gli aspetti più rilevanti. 

Affetto, coccole e relax per dormire meglio

L’effetto positivo di avere un animale da compagnia in questo caso è duplice e riguarda sia l’insonnia infantile, sia quella che colpisce gli adulti. La pet terapy aiuta in buona sostanza chiunque a rilassare il sistema nervoso e tutti i sensi, grazie alla vicinanza di animali come cani gatti e anche i cavalli (in questo caso ovviamente non si parla di terapia domestica nel senso stretto del termine). Gli animali, che sono addestrati in maniera specifica, diventano un soggetto che le persone amano e con il quale instaurano un positivo rapporto di scambio fisico e mentale. Ed è proprio questo rapporto affettivo e di reciproco scambio che li aiuta a rilassarsi e quindi a poter avere meno difficoltà a prendere sonno in modo naturale.

Movimento obbligato con un animale in casa

La seconda proprietà da tenere in considerazione se si parla di pet terapy è il fatto che “costringe” le persone che la seguono a mettersi in moto, ovvero a giocare e interagire con i loro animali. Sono tendenzialmente tutte attività che stancano in maniera positiva il nostro organismo e che quindi aiutano giovani e meno giovani a favorire l’insorgenza del sonno.

Prendersi cura di qualcosa di bello distoglie la mente dai problemi

E poi c’è da considerare che prendersi cura di un animale può anche aiutare a migliorare la percezione dell’ambiente che ci circonda, rendendolo più positivo e anche piacevole. Prendersi cura di qualcosa o qualcuno e, in questo caso, ricevere dall’animale in questione dosi sconfinate di affetto incondizionato aiuta anche chi affronta la pet terapy a sentirsi meno coinvolto nei problemi della vita quotidiana. E anche dormirci assieme può aiutare ad attenuare il nervosismo.

L’attenzione viene spesso deviata sul bisogno e sulle richieste di affetto del cane o del gatto e lo scambio reciproco di coccole allevia ogni tipo di ansia, favorendo, assieme al fatto di possedere il materasso giusto e più adatto alle esigenze di ciascuno di noi, uno stato di calma e di rilassatezza che è molto utile per riuscire a dormire.

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