Boreout: quel trend da… sbadiglio

Non tutti i trend sono sempre positivi: le mode vanno e vengono e ce ne sono alcune – come quella di cui vi parleremo oggi – di cui faremmo anche volentieri a meno. Nonostante questo, evidenziarle è fondamentale poiché ogni input, ogni stimolo socio-culturale che arriva è sintomatico di qualcosa.
Bisogni, esigenze, cambiamenti. Ed ecco che allora parlare di boreout assume un senso più ampio.
Ma vediamo insieme perché.

Boreout: che cos’è e perché se ne sta iniziando a parlare moltissimo

La voce corre dagli Stati Uniti, come spesso accade, e più precisamente dai social network: su TikTok, negli ultimi mesi, #boredatwork ha ottenuto ben oltre 470 milioni di visualizzazioni. Ma che cosa si intende? Da bored (annoiato) e work (lavoro), questa sorta di neologismo sta ad indicare il senso di inappagamento, noia e frustrazione causato dal proprio lavoro. O meglio, dal posto di lavoro. Sì perché con il boreout non si intende tanto un generico e complessivo stato di insoddisfazione verso la propria professione quanto una noia legata ai compiti e alle mansioni, anche quotidiane, che ci vengono assegnati.
Ma allora… di chi è la colpa (se ne esiste una)? E come affrontare questa condizione?

Leadership e lavoro… smart

Attenzione, non parleremo qui di remote-working, quindi della possibilità di svolgere il proprio lavoro in altre sedi dall’ufficio/azienda, ma di un vero e proprio lavoro agile, intelligente… e soprattutto dinamico.
Eh sì, perché la soluzione alla noia è quella di coinvolgere in maniera attiva e produttiva il proprio team.
Questo deve partire, principalmente, dai manager e dalle figure leader dell’organigramma aziendale ed arrivare a coinvolgere anche la più recente fra le risorse assunte.
Nessuno, nel proprio team di lavoro, dovrebbe annoiarsi e non sentirsi necessario. Se questo accade, la qualità e la produttività del lavoro stesso si abbassano, la frustrazione personale aumenta, il benessere psico-fisico vacilla. Insomma… sarebbe una condizione dannosa per l’azienda e per i dipendenti che la subiscono. Ma come creare engagement e stimolo nel proprio staff?

Se la cultura aziendale va in crisi:

Fra le principali cause di noia a lavoro vi sono temi come:

  • La ripetitività delle mansioni;
  • La mancanza di sfida
  • La mancanza di adrenalina e vitalità
  • La mancanza di comunicazione e di rapporti umani coi colleghi

Ovviamente non tutte queste situazioni possono dipendere da una sola persona, come ad esempio il dirigente, il coordinatore del team o il Project Manager del caso. È necessario che venga fatto un lavoro di squadra, avvalendosi anche di figure professionali esterne, come psicologi esperti, che attraverso sessioni di gruppo facciano ritrovare al gruppo la motivazione e la voglia di mettersi a lavoro.
È necessario, tuttavia, capire che il lavoro non è – come spesso la cultura del profitto e della (sovra) produzione ci ha inculcato – una questione slegata dal benessere individuale. Tutto comincia e si sviluppa col benessere della persona. Dagli uomini, che prima di essere risorse lavorative sono esseri con bisogni, stimoli, desideri differenti, dipende la qualità del lavoro.
Maggiormente esso saprà trasformarsi, creando nuove possibilità, nuovi orizzonti, nuove prospettive… e meno ci si annoierà.

Sogni lucidi: cosa sono e cosa dice la scienza

Che cosa potrà mai avere a che fare un’app con i sogni?
Esiste un modo per “controllare” ciò che accade, di notte, nel nostro cervello? E soprattutto… si potrà arrivare un giorno a capire, fino in fondo, di cosa sono fatti i sogni?
Beh, rispondere a tutte queste domande in un solo articolo forse è davvero impossibile. Ma qualcosa oggi lo si può dire.
E sì, ci sono di mezzo i sogni – nella fattispecie i sogni lucidi –, la tecnologia digitale e uno studio molto interessante fatto dai ricercatori. Volete sapere di cosa si tratta? Scopriamolo insieme in questo articolo!

Sogni lucidi: di cosa stiamo parlando?

Un sogno lucido è un momento specifico all’interno della complessa dinamica della dimensione onirica che avviene quando il sognatore è consapevole di ciò che sta vivendo. Si è in grado cioè di realizzare, di percepire, che si sta effettivamente sognando, e si può dunque parzialmente anche cambiare gli effetti o l’andamento del sogno stesso.
I sogni lucidi avvengono di rado: numerose ricerche in materia hanno dimostrato come lo stato di lucidità sia delicato e inusuale, ma tuttavia possibile. Ben diversa dal cosiddetto “falso risveglio”, la lucidità onirica è – fra le altre cose – strettamente collegata col monitoraggio del movimento degli occhi. Tuttavia anche i suoni potrebbero influire su questo processo ed ecco che arriviamo dritti al punto della ricerca scientifica di cui vogliamo accennarvi in questo articolo.

E dunque… che cosa ci sa dire la scienza?

Uno studio pubblicato sulla rivista Consciousness and Cognition e sviluppato dai ricercatori della Northwestern University, si è concentrato sull’utilizzo di un’app e sulla riproduzione di un suono nel monitorare il sonno di alcuni pazienti-test (dapprima un gruppo numericamente ristretto, poi ampliatosi in fase di seconda sperimentazione).
Ebbene, ascoltare uno specifico suono prima di addormentarsi, unito alla presa di consapevolezza dello stato del proprio corpo e dei propri pensieri, e poi risentirlo dopo sei ore di sonno, ovvero nella fase REM, può influire sulla lucidità del sognatore. Le percentuali evidenziate dallo studio sono davvero importanti!

Sogni lucidi e allenamento al suono

Dunque, per tornare agli interrogativi che ci siamo posti all’inizio di questo articolo, forse possiamo dire che è prematuro pensare ad un completo controllo sui nostri sogni. È però interessante indagare la possibilità di allenare il nostro cervello – mediante la riproduzione di alcuni suoni – a sognare lucidamente, ovvero a rendersi più attenti e vigili verso ciò che sta accadendo nel sogno fin quasi a poter modificare il corso dello stesso.
Maggiori evidenze scientifiche in tal senso aprirebbero il campo ad ulteriori studi e scoperte sulla definizione e le origini dei sogni, sul processo onirico e anche su metodologie terapeutiche di lavoro e cura attraverso i sogni.
Infatti, anche se la loro frequenza è rara, gli effetti benefici dell’induzione di sogni lucidi sembrano già essere moltissimi: dalla riduzione degli incubi a quella di stress post-traumatico legata ad episodi di paura, violenza, panico vissuti.
Insomma… è davvero cruciale continuare a mantenere alta l’attenzione della ricerca sul tema dei sogni lucidi.