Yoga Nidra: addormentarsi non sarà mai stato così piacevole

Le pratiche di rilassamento e di meditazione utili per giungere più serenamente al riposo sono davvero molte. Oggi ci concentriamo sullo Yoga Nidra (dal sanscrito, sonno) ovvero una tecnica messa a punto e studiata dal maestro Swami Satyananda Saraswati.

Yoga Nidra: cos’è

Per Nidra si intende uno stato di sonno che potremo definire attivo, dinamico: ciò che si cerca di raggiungere, attraverso la pratica, non è dunque il normale stato di “incoscienza” del riposo notturno quanto piuttosto quella condizione in cui il corpo è addormentato ma la mente è cosciente.

Lo Yoga Nidra, che nasce dall’osservazione e dalla combinazione anche di pratiche tantriche, in particolar modo quella di focalizzare la mente e l’attenzione su un punto (nyasa) è una tecnica di rilassamento curativa e ottimale per tutti coloro che vivono momenti particolarmente stressanti, che si sentono sopraffatti dall’ansia, dalle preoccupazioni, dalla stanchezza.

Quando e come praticare Yoga Nidra

Lo Yoga Nidra, seppur estremamente correlato al sonno, non è da praticarsi solo prima di andare a letto ma, anzi, è perfetto come esercizio di release dopo un’intensa giornata di lavoro o magari come pratica di rilassamento prima di un accadimento importante che richiede tutta la nostra presenza e concentrazione.

Per immergervi nella pratica Nidra non avrete bisogno di attrezzi o strumenti particolari se non un tappetino e una guida.

Eh sì, poiché anche se non si tratta di posizioni complesse o esercizi da professionisti, è sempre meglio farsi guidare da un maestro, una figura che sappia “indirizzare” la tecnica e vigilare sul vostro stato di rilassamento.

Una pratica benefica e ristoratrice di Yoga Nidra può durare dai 20 ai 60 minuti. Se attuata correttamente, si stima che possa corrispondere all’organismo l’equivalente di 4 o 5 ore di sonno.
Di seguito una guida completa per eseguire gli esercizi

Perché praticare Yoga Nidra

Lo Yoga Nidra, che si articola in una serie ben definita di fasi che vanno dall’assumere la posizione corretta alle visualizzazioni, passa per dei principi fondamentali legati alla consapevolezza. Essa non riguarda soltanto la mente ma anche il respiro e gli organi. Molto utile ed efficace se viene eseguita dopo una seduta di meditazione.

Attraverso l’individuazione del proprio sankalpa – il seme del cambiamento, il proposito, la motivazione personale – la coscienza di esso e le visualizzazioni, si può arrivare a sciogliere le tensioni fisiche ed emotive, a prendere più forza nelle proprie decisioni, a curare noi stessi con le fragilità e le resistenze.
Si può, in altre parole, comprendersi ed accettarsi.

Yoga Nidra e riposo: due facce della stessa medaglia

Praticare Yoga Nidra può essere estremamente utile e benefico per tutte le persone che soffrono di disturbi del sonno o hanno difficoltà ad addormentarsi.

Il riposo, come si sa, dipende sia dalle condizioni fisiche che dalle abitudini, dall’alimentazione come dai nodi emotivi che ognuno di noi ha. Questi nodi, queste piccole fratture, possono a lungo andare incidere sull’umore, sulla tranquillità, sullo stato d’animo. Parole chiave per un buon riposo.

Ecco allora che una pratica di rilassamento attivo, un esercizio in cui si lascia andare il corpo e si guida la mente verso sensazioni di luce, propositi e desideri, potrebbe essere l’ideale per imparare a respirare meglio, a rilassarsi e di conseguenza… a dormire.

Il sonnellino pomeridiano fa bene? Via libera da ricerche e studi

Abitudine irrinunciabile per alcuni, piacevole sollievo da concedersi nel week-end o nei giorni liberi per qualcun altro, quello del sonnellino pomeridiano – la famosa pennichella – è un momento salutare e ristoratore per il nostro organismo, e per l’equilibrio psico-fisico che può portare numerosi vantaggi.

Il riposino: chi ne può trarre giovamento

Alcune categorie di individui, soprattutto gli over 65 e i bambini, sono fra i maggiori fruitori (e beneficiari) della pennichella: proprio per quanto riguarda i bambini, un recente studio compiuto dall’Università di Tucson (Arizona, Usa) ha messo a confronto due gruppi di piccoli partecipanti al test – il primo composto da bambini di 3 anni abituati a dormire nelle ore pomeridiane mentre il secondo composto da bambini non avvezzi al riposino – ed ha potuto constatare come le performance mnemoniche, legate alla capacità di apprendimento di alcune parole, siano più efficienti e migliori nel primo gruppo di bambini, ovvero quelli abituati al riposino.

Anche per quanto riguarda gli over 65 si è visto come la pratica del riposo pomeridiano abbia effetti benefici sull’organismo in particolare per coloro che soffrono di:

  • pressione alta
  • problematiche cardio-vascolari
  • ansia e stress

Ciò che è stato più evidente, insomma, sono i risultati positivi del riposo pomeridiano sulle facoltà della memoria: dormire qualche minuto dopo pranzo aiuta la mente a rielaborare meglio le informazioni e a rafforzarsi con lucidità.

Consigli utili per un sonnellino che rilassa e ricarica:

Se è chiaro, dunque, che il riposo pomeridiano non può che far del bene al nostro organismo, va detto che esso ha anche delle “regole” a cui attenersi.
La prima concerne soprattutto la durata: NO a sonnellini troppo lunghi, che superano i 60 minuti, e che andrebbero ad intaccare anche il ritmo sonno-veglio notturno, da lasciare invece inalterato e in equilibrio.

Un altro punto fondamentale riguarda la comodità del riposino e il benessere della colonna vertebrale: NO a improbabili posizioni di addormentamento su poltrone, sdraio o divani (sottoporre le vertebre del collo, per un tempo prolungato, a sforzi o tensioni è assolutamente nocivo) ma piuttosto prestate molta cura al materasso e ai cuscini del vostro letto perché riposare bene è riposare meglio.
Lo scheletro e le vertebre devono essere sostenute, il peso si deve uniformare sul supporto, il cuscino deve essere pensato a misura vostra.

Una piccola nota in più: l’alimentazione

Nel complesso meccanismo di regolazione sonno-veglia sappiamo che una funzione fondamentale la svolge proprio l’alimentazione: quello che mangiamo influisce enormemente sulla qualità e la quantità del riposo dunque è necessario, in special modo quando parliamo di sonnellino pomeridiano, non abbuffare mai lo stomaco, a pranzo, con cibi troppo raffinati, calorici o pieni di zucchero.
Questo produrrebbe un eccesso di stanchezza e la pennichella si trasformerebbe così in una lunga dormita che sbilancerebbe il consueto equilibrio del sonno.
Bilanciate bene i piatti e gli ingredienti del vostro diario alimentare, senza eccessi.
Così facendo potrete concedervi senza problemi anche un piacevole e breve sonnellino dopo il pasto: un momento intimo, vostro, di sollievo e serenità.