Zen: benefici e proprietà per un riposo più duraturo e sereno

Pensare, riflettere. È da questi concetti che trasliamo il giapponese Zen, una via dello spirito, dell’anima e della coscienza, che non va ricondotta per forza a filosofia o religione ma anzitutto ad un modo di agire, uno stato di coscienza, che scegliamo ogni giorno cercando di rimanere nel qui ed ora.

Una possibilità di avvicinarsi alla verità intesa non come dogma assoluto o precetto ma come esperienza di sé, radicamento e tentativo continuo di ascoltarsi, comprendersi, scegliersi.

Lo Zen è un antidoto potente alla velocità – e voracità – della nostra società contemporanea fatta di bisogni, doveri, scadenze, pressioni e paure che portano irrimediabilmente a stati di eccessivo stress, squilibrio ed ansia.

Si tratta di una prospettiva a 360 gradi sulle nostre azioni e i desideri, su ciò che abbiamo intorno – anche proprio partendo dalla casa e da come scegliamo di arredarla – fino alle scelte che prendiamo quotidianamente.

Vivere Zen è vivere con più attenzione e con consapevolezza, questo perché è l’essenza fondamentale di ogni cammino che punti alla liberazione della mente da condizionamenti e dipendenze.

Meditazione Zen: il benessere della vita spirituale

Uno dei modi più genuini, autentici e funzionali, di inserire lo Zen nella propria vita è certamente quello della meditazione.

Prendersi un po’ di tempo per noi stessi, con regolarità e costanza ogni giorno, è una sfida e una conquista incommensurabile.

Meditare vuol dire anzitutto dedicarsi attenzione e cura, mettersi al centro di un respiro (non solo metaforicamente) che passa attraverso di noi e per quei cinque, dieci, quindici minuti, ci irradia e ci riossigena dalle preoccupazioni e dalle ansie esterne.

L’obiettivo principale della meditazione zen è quello di raggiungere uno stato di equilibrio psicofisico, attraverso il rilassamento della mente e del corpo.

Concentrarsi sulla respirazione permette di ritrovare l’equilibrio necessario a raggiungere un livello maggiore di consapevolezza interiore, aiutandoci a contrastare l’ansia e lo stress quotidiani e promuovendo uno stato di benessere generalizzato.

La pratica meditativa apporta numerosi benefici psicofisici: migliora l’attenzione e la capacità di concentrazione, stimola la creatività personale mentre a livello relazionale ci permette di rafforzare le relazioni sociali, favorendo l’empatia e riducendo la sensazione di solitudine.

I benefici dello zen sul corpo e… sul sonno

La meditazione Zen, mixata ad uno stile di vita che miri a potenziare la creatività e l’espressione naturale di sé stessi, scegliendo di non alimentare la paura e l’inganno ma rimanendo saldi il più possibile al momento presente, è estremamente utile e curativa anche da un punto di vista di salute.

A livello fisiologico infatti, essa agisce da antinfiammatorio, aiutando ad abbassare la pressione arteriosa, favorendo il rilascio nel flusso sanguigno dell’acido nitrico che provoca il conseguente rilassamento dei vasi sanguigni, fattore in grado di diminuire il rischio di ipertensione e l’incidenza delle patologie cardiovascolari.

Per quanto riguarda il benessere del riposo, vien da sé che una pratica meditativa serale può favorire enormemente la quiete e la durata di un sonno ristoratore.

Abituare la mente a “resettare” la fatica e le paure processate durante la giornata selezionando ogni sera i pensieri da alimentare e quelli tossici da eliminare, è un buon esercizio per prendersi cura della propria felicità e per alleggerirsi.
Ridurre stress e ansia vi farà dormire più a lungo e in modo migliore.

Bocca secca durante la notte? Cause e rimedi

Avete mai provato quella fastidiosa sensazione di sentire la bocca secca, trovando difficoltà a deglutire e – se accade di notte – esser costretti a svegliarvi più volte per bere un sorso d’acqua?
Se vi è successo sporadicamente, potendo ricondurre l’episodio ad alcuni fattori o eventi specifici, non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Se, al contrario, si tratta di un disagio che sperimentate frequentemente…forse soffrite di xerostomia, ovvero secchezza della mucosa orale che comporta l’assenza o riduzione di flusso salivare.
E allora, come intervenire?

Secchezza delle fauci: perché?

Può essere fortemente associata a stati di ansia e stress emotivo profondi, in periodi della vita in cui si è sottoposti a numerosi e ricorrenti sforzi fisici e traumatici.

Si tratta, comunque, anche di una sintomatologia molto correlata alle abitudini e allo stile di vita quotidiano. Elementi quali:

• Fumo
• Alcol
• Dieta sbilanciata (con particolare abuso di zuccheri, cibi fritti e grassi)

Sono senz’altro dannosi poiché compromettono la salute fisica e portano ad una serie di scompensi che influiscono – ad esempio – anche sulla qualità del riposo.

Può anche essere la manifestazione di patologie quali:

• Diabete
• Morbo di Sjögren
• Morbo di Parkinson
• Parotite
• Scioladenite
• Fibrosi Cistica

Bocca secca di notte: campanello d’allarme?

I micro risvegli legati alla secchezza delle fauci sono, oltre che fastidiosi, anche nocivi per il benessere del riposo.

Se durante la sera precedente avete mangiato troppo salato o avete fumato una sigaretta di troppo, è possibile che nella notte vi troviate in affanno, con la sensazione di non riuscire a deglutire correttamente.

La xerostomia si può alleviare con spray umettanti e con delle semplici precauzioni e consigli fai da te come quello di respirare con il naso anziché con la bocca e di mantenere sempre aerato l’ambiente in cui si vive e soprattutto si riposa.

Cosa può fare, il materasso, in caso di secchezza delle fauci?

Anche il sistema letto, ovvero i supporti di materasso e cuscini utilizzati, possono essere dei formidabili alleati nel combattere la xerostomia.

Sembra un collegamento inusuale, forse, ma la verità è che più un materasso è traspirante, meno rischi si corrono di incorrere in disturbi e fastidi notturni legati ad apnea e assenza di salivazione.

In questo senso, zenO è il prodotto ideale per voi: grazie alla schiuma memory ultratraspirante “zenO Air” che favorisce il continuo passaggio d’aria nel materasso ed il tessuto a base naturale di Tencel e bio cotone che cattura l’umidità corporea e la disperde, zenO elimina i micro risvegli e vi permetterà di godere del benessere e della tranquillità che una notte serena richiede.

Respiro e salivazione sono fortemente influenzate anche dalla posizione in cui si riposa, l’attrito del collo e della schiena sul cuscino deve essere attentamente calibrato per chi soffre di apnee notturne o secchezza delle fauci.

Con la sua lastra centrale in Memory Ultradenso, il materasso zenO si adatta perfettamente al corpo mantenendo sempre allineata la schiena, in qualsiasi posizione. La spinta genera una sensazione di galleggiamento e l’alta densità è una valida garanzia di durabilità e resistenza.

Il cuscino zenO invece è strutturato con il memory Lympha, una schiuma memory a base vegetale, molto elastica e indeformabile nel tempo: fornisce un ottimo supporto alla zona cervicale.
Il memory Lympha inoltre è molto traspirante e insieme alla fodera in Tencel e Cotone, si ottiene un cuscino ideale per chi ricerca supporto e massima climatizzazione.

La bocca secca, con le giuste accortezze e un materasso performante, sarà solo un brutto ricordo.

I pisolini pomeridiani non fanno recuperare una notte insonne 

Se siete fan del riposino pomeridiano – nap, per dirla all’inglese – e non avete assolutamente alcuna intenzione di rinunciare a questo piacere – abitudine, state tranquilli: non siamo certo qui per dirvi di farlo. Un break rigenerante e contenuto (non proprio i “sonnellini” di 2 ore) è una fonte di sollievo ed energia. Purtroppo però il  “potere” del napping si limita a ricaricare le batterie ma non può sopperire ai danni di una notte insonne. 

Sonnellino approvato, potremo dire, ma mai come sostitutivo o riparatore del necessario riposo notturno. 

Cosa dice la scienza: i dati di una recente ricerca americana

Seguendo i risultati di un nuovo studio della Michigan State University effettuato su un campione di 275 studenti, la privazione di sonno notturno non riesce ad essere compensata da un riposo pomeridiano che sta fra i 30 e i 60 minuti. 

Le performances dei test elaborati, in fatto di vigilanza e placekeeping, hanno fatto emergere significativamente i rischi collegati all’assenza di riposo notturno anche in relazione ai benefici – che pur vi sono – di un sonnellino diurno energizzante. 

Il benessere e i molti processi rigenerativi che si verificano durante gli stadi di riposo notturno non sembra possano replicarsi anche nel breve tempo di un nap: questo non vuol dire che bisogna rinunciarvi totalmente. Chi va in sleep debt – ovvero debito di sonno – accumulando stanchezza e affaticamento può attingere anche dalla riserva del sonnellino diurno, a patto che non pensi di sostituirlo o scambiarlo col riposo della notte. 

I lati positivi del pisolino

Come abbiamo ricordato più volte, d’altra parte, il riposo diurno – purché contenuto in una quantità di tempo che non superi i 30/60 minuti – ha dei pregi abbastanza notevoli. 

Abbassa la pressione, dunque è particolarmente consigliato per chi soffre di ipertensione, riduce il livello di stress ed ansia emotivo, stimola la creatività e soprattutto migliora il livello di attenzione e memoria. 

L’aspetto benefico e rigenerante del pisolino sta anche nella capacità di ritagliarsi uno spazio di libertà e autonomia all’interno della frenesia quotidiana: dedicarsi del tempo per riposare significa prendersi maggiormente cura del proprio corpo, della mente, e anche delle relazioni sociali poiché più sereni si è con noi stessi, più in pace saremo con gli altri. 

È bene sottolineare come il nap ottimale non possa essere di 2 o 3 ore ogni giorno: questo squilibrerebbe il ritmo circadiano e tutte le funzioni e i processi con esso collegati. 

Il riposo ottimale

Per essere certi di far beneficiare al proprio corpo e alla mente di un benessere totale e continuativo, bisognerebbe assicurarsi di poter riposare correttamente almeno 7- 8 ore per notte. 

Benché ognuno trovi nel corso dello sviluppo e della maturità un proprio equilibrio col sonno, è bene non abituarsi a stare troppo sotto questa stima oraria. Il sonno è diviso in varie fasi, ognuna coi suoi tempi, e non si può pensare di accelerare o decelerare la velocità di taluni processi “a comando”. 

La qualità del sonno resta comunque il parametro di riferimento del benessere: ci possiamo rigirare fra le coperte anche un’intera notte, sonnecchiando in maniera confusa e distratta, ma quello che aiuta davvero è un riposo completo che segua gli stadi del sonno e ci ritrovi energici e sollevati al risveglio.